«Sai che ho capito di poter diventare un giocatore adatto all’erba proprio qui? Perché nel 2018 giocare sull’erba non mi piaceva tanto, sentivo che era troppo veloce, la palla rimbalzava troppo bassa; nel 2019 abbiamo giocato prima la Coppa Davis in India, a febbraio, su un campo dissestato. Poi sono venuto qui e ho vinto il torneo senza perdere un set, né il servizio. E proprio qui ho capito che mi piace molto giocare sull’erba». L’erba in questione è quella del BOSS Open, la dicitura attuale dell’ATP 250 di Stoccarda, dove Matteo Berrettini ha vinto due volte, nell’edizione 2019 e in quella 2022. E proprio il tennista romano è il cicerone migliore per raccontarci questo torneo, sia per il suo doppio trionfo, sia perché dal 2022 è testimonial di BOSS, brand proprio con sede a Metzingen, a pochi chilometri da dove si svolge il torneo.

Stoccarda è una città strana. Inizialmente la sua planimetria sembra esser disegnata più per le automobili che per gli esseri umani, con stradoni tutti uguali che si intrecciano in ogni modo possibile. Non è un caso se alcune delle case automobilistiche più importanti della Germania hanno proprio qui i loro headquarters e musei, e hanno modellato la città a loro immagine e somiglianza. Poi piano piano si cominciano a notare le aree verdi tra le lingue d’asfalto, i parchi botanici, i vigneti sulle colline ed infine i campi da tennis in erba del Tennis Club Weissenhof. Arrivare alla sede del BOSS Open è come bere una limonata fresca dopo la calura della stagione su terra rossa, ed anche il clima umido di Stoccarda ci ricorda che qui si inizia la breve parentesi che in un mese o giù di lì ci porterà sull’erba del All England Lawn Tennis and Croquet Club. «Mi dispiace non aver potuto giocare qui in un torneo con il quale ho un rapporto molto speciale. Ho sofferto abbastanza, però sono contento del lavoro che ho fatto nelle ultime settimane e sarò pronto per Wimbledon».

Dopo un grande Roland Garros, che lo ha visto arrendersi solo ai quarti di finale a causa di un infortunio all’anca, Berrettini non è potuto scendere in campo sull’erba che ama molto, ma non poteva mancare per la finale tutta statunitense tra Taylor Fritz e Ben Shelton. Con un elegante completo sabbia e camicia bianca, in tribuna si prende l’applauso di tutto il Centrale come se fosse anche lui vestito in T-shirt e pantaloncini. Berrettini ha vinto qui nel 2019 il suo secondo torneo ATP 250 in carriera, affermandosi come uno dei talenti più promettenti della sua generazione, e si è ripetuto nel 2022, togliendosi la soddisfazione di sconfiggere in finale un autentico maestro della superficie come Andy Murray. Insomma qui è di casa. «Qui ho sentito da sempre un supporto speciale sia dalla comunità italiana, che comunque c’è, ma anche dalle persone che vengono qui perché gli piace il tennis. Questa è una cosa che non è scontata, soprattutto in un mondo di oggi in cui tutti vanno veloci, ci vuole passione per stare qui a seguire una partita di tre ore».