di
Francesco Sessa

Il numero 1 del mondo si prepara a Wimbledon con addosso un Cgm: monitora i cali glicemici 24 ore su 24, può influire su alimentazione e integrazione

Una piccola, grande novità. Sul braccio del numero 1, Jannik Sinner. L’azzurro in questi giorni è tornato in campo a Montecarlo per prepararsi a Wimbledon dopo l’eliminazione choc al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo a cui hanno fatto seguito interrogativi sui suoi blackout improvvisi con conseguenti esami specifici al San Raffaele. Per provare a darsi una risposta, l’altoatesino in questi giorni è in campo con addosso un cosiddetto Cgm, che sta per «Monitoraggio Continuo del Glucosio»: un dispositivo che misura i livelli di zucchero 24 su 24.

La domanda sorge spontanea: è una novità figlia di quanto accaduto a Parigi e data dagli esiti degli esami? Non sorprenderebbe, considerando la finalità di affidarsi a uno strumento simile: evitare e gestire la fasi di ipoglicemia. Il nome sul mercato è «Abbott freestyle libre» ed è collegato allo smartphone tramite app: a intervalli regolari, anche frequenti (si arriva anche a un aggiornamento ogni cinque minuti), viene tracciata l’evoluzione del valore di glicemia nell’arco della giornata. Per uno sportivo come Sinner, dunque, questo strumento può rispondere a interrogativi quali: come evolve il livello di glicemia in un allenamento intenso di 2 o 3 ore? Quanto brucia il giocatore? C’è un momento specifico in cui il tennista inizia a bruciare più del dovuto ed è dunque necessario intervenire tramite integrazione?



















































Grazie al Cgm, infatti, è possibile monitorare gli sbalzi durante l’allenamento e, dunque, avere più chiari i possibili interventi. Un esempio? Un apporto di carboidrati durante un’ora e mezza di partita. Potrebbero infatti esserci alimenti più indicati per evitare cali di energia. Ma anche come gestire le ore successive o precedenti al match tramite alimentazione e integrazione. Il monitoraggio su Sinner potrebbe dunque essere previsto per diversi giorni, 24 ore su 24. Una novità per Jannik che però non è un unicum tra i tennisti più forti del mondo: inevitabilmente lo utilizza Zverev in quanto diabetico, ma nel passato ne ha fatto uso anche Djokovic e di recente Rune, con cui Sinner si è allenato proprio a Montecarlo. Si parla di minuzie, ricerca dei dettagli, propri dei primissimi giocatori al mondo. Jannik cerca risposte e magari è sulla strada giusta per trovarle.

17 giugno 2026 ( modifica il 17 giugno 2026 | 18:07)