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Francesca Manzini, come scrive il settimanale Chi, “ha prestato la voce a decine di personaggi, ha imitato tic, inflessioni, fragilità e manie degli altri… Poi qualche mese fa è entrata nella Casa del Grande Fratello Vip e si è mostrata senza maschere” e lì si è scoperta una ragazza “capace di raccontare il dolore senza compiangersi e la felicità senza esibirla”.
APPROFONDIMENTI
L’esperienza al GF
Al settimanale per eccellenza partecipare al GF Vip la definisce «una bella scommessa».
Una scommessa vinta. E ora? Vorrebbe «un varietà tutto mio. Perché è il mio sogno da sempre. Io sono cresciuta a pane e varietà. Non pane e televisione, pane e varietà. Ho sempre usato l’arte come una via di fuga dal dolore. Cantavo, imitavo, ballavo in camera mia come una pazza. Mio padre ogni tanto mi guardava e pensava che qualche problema ci fosse per davvero».
Dentro la Casa ha deciso di raccontarsi «perché ho deciso di smettere di stare con il dolore». Poi si spiega meglio: «Che a volte di abituiamo a stare male. È assurdo, ma è così. Ci abituiamo al male mentre dovremmo abituarci a stare bene. Restiamo fermi nelle nostre sofferenze perché in qualche modo le conosciamo. Io a un certo punto ho deciso che non volevo più farlo».
Ad aiutarla Alessandra Mussolini. «Mi disse: “Tu sei innamorata della tua sofferenza”. Mi ha illuminata della voglia di guarire». Poi ammette: «Se avessi fatto prima il GF mi sarei risparmiata cinque anni di psicoterapia».
Al ritorno alla realtà la cosa che lo ha emozionato di più sono stati i suoi genitori. «Mio padre mi ha mandato un messaggio bellissimo che ho trovato appena ho recuperato il telefono. Mi ha scritto che era fiero di me, della persona che sono e della figlia che sono diventata».
La vita privata
Dell’amore invece continua a non voler parlare. «Questa volta la proteggo», dice a Chi. E se si chiede di Raimondo Todaro lei risponde così: «Non ha spostato nessun equilibrio. Non per caso e nemmeno per combinazione». Dice di non aver mai tradito, di accettarlo se le capitasse di subirlo anche se «non lo perdonerei».
Se Alessandra Mussolini è «stata una mamma, una di quelle che non ti compatiscono», Ilary Blasi «è stata una sorella maggiore. Ci sentiamo, ci scriviamo, ci mandiamo messaggi vocali. Ci siamo divertite tantissimo».
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