SAN STINO DI LIVENZA (VENEZIA) – Alle 13.30 ha ucciso la zia nella legnaia della villa di famiglia con oltre 30 coltellate; poi alle 17 si è presentato al pronto soccorso di Portogruaro per farsi curare una mano rotta e con tutta la parte superiore del corpo ricoperta di graffi e lividi. Ferite che il ragazzo aveva spiegato raccontando di essere caduto da una scaletta mentre tagliava la siepe in giardino ma che, secondo l’ipotesi ora al vaglio degli inquirenti, si sarebbe procurato durante il corpo a corpo con la parente: Chiara Guerra avrebbe tentato con ogni forza di difendersi dai fendenti del nipote non ancora diciottenne.
A rafforzare questa ipotesi sono soprattutto gli orari. Il delitto sarebbe stato commesso attorno all’ora di pranzo. Alle 14.10 il ragazzo è stato ripreso dalle telecamere mentre usciva dall’abitazione spingendo una carriola coperta da un telo, all’interno della quale trasportava il corpo della zia di 53 anni. Dopo essersene disfatto nel canale Malgher sarebbe tornato a casa, avrebbe tentato di ripulire la scena del crimine e avrebbe poi raggiunto l’argine del fiume Livenza per bruciare gli abiti sporchi di sangue e disfarsi del coltello usato poco prima e del cellulare della vittima. Poco dopo, attorno alle 17, si è presentato al pronto soccorso di Portogruaro accompagnato da un familiare ignaro di quanto accaduto poche ore prima, lamentando forti dolori al braccio destro, dovuti ad una frattura. E il suo bluff ha retto per due giorni.

APPROFONDIMENTI


In tribunale

Quando ieri il giovane si è presentato al Tribunale per i minorenni di Trieste per la convalida dell’arresto, aveva ancora il braccio ingessato fin sopra il gomito. Di fronte al magistrato il 17enne ha parlato per oltre un’ora e mezza: un lungo interrogatorio sul quale rimane il massimo riserbo, ma durante il quale avrà dovuto di certo rendere conto di quella ferita alla mano, oltre che degli ematomi, graffi e lividi presenti sul suo corpo.
Saranno però gli accertamenti medico-legali, le analisi sui vestiti e il ritrovamento dell’arma del delitto a chiarire con certezza l’origine di quelle lesioni e accertare la veridicità delle sue confessioni. Il fatto che gli stessi investigatori, nel pomeriggio di martedì, abbiano trovato tra l’erba alcuni brandelli dei vestiti che il giovane aveva tentato di bruciare per eliminare le prove, come lui aveva indicato, fa pensare però che non abbia alcuna voglia di mentire. Scottature che sono state rinvenute anche sul corpo della vittima, che il 17enne aveva tentato a sua volta di incendiare.
Al termine dell’udienza, il gip ha convalidato l’arresto per omicidio volontario e occultamento di cadavere del giovane e disposto il suo trasferimento nell’istituto penitenziario minorile di Rovigo. All’indagato, assistito dalle avvocate Stefania Lucchetta e Federica Bassetto, potrebbero però essere contestate anche le aggravanti della crudeltà, della premeditazione e dei motivi abietti. Non quella del legame di parentela, considerato che tra vittima e indagato non c’era un rapporto di sangue sufficientemente stretto.

L’avvocato di famiglia

Sul possibile movente continuano a rincorrersi indiscrezioni. L’avvocato Luca Pavanetto, legale di fiducia di Chiara Guerra e oggi incaricato dai familiari di parte materna di seguire ogni azione giudiziaria, ricorda come la professoressa, circa un anno fa, si fosse rivolta a lui per avere alcuni consigli sulla destinazione di una parte del patrimonio a favore di enti benefici.
«Non aveva manifestato alcuna paura o segnale di pericolo», precisa il legale. Un tema, quello della beneficenza, che le era particolarmente caro e che la famiglia intende rispettare anche in futuro, devolvendo parte di un eventuale risarcimento a iniziative solidali.
In paese, intanto, continuano a circolare voci su tensioni legate alla gestione del consistente patrimonio immobiliare di famiglia, composto da una casa a Tramonti, una a Caorle e dalla grande proprietà di San Stino con un terreno di 5mila metri quadri. Secondo quanto riferito da più residenti, la scelta degli anziani genitori di favorire uno dei due figli avrebbe alimentato forti attriti, con la stessa Chiara Guerra che avrebbe deciso di impugnarne le volontà. Circostanze che restano però tutte da verificare e che saranno oggetto degli approfondimenti della Procura, impegnata a fare piena luce sul delitto.

(foto: Tg3 Regionale Friuli Venezia Giulia)