La diplomazia non abita più qui e Michele Bravi sceglie i microfoni di Giulia Salemi per smantellare l’immagine idilliaca della discografia italiana. Nel salotto digitale del podcast “Non lo faccio x moda”, il cantautore umbro mette da parte il vecchio stile riservato e punta il dito contro l’opportunismo che regola i rapporti tra colleghi. «Ci sono diverse persone del mio ambiente che mi hanno deluso» ammette l’ex vincitore di XFactor, stanco di recitare la parte del cantautore felice a favore di obiettivo.
«Sulle delusioni potrei farti un elenco incredibilmente lungo. Nel mio mondo è così. Però sono contrario al fatto di fingere che ci vogliamo tutti bene. Se una persona mi sta antipatica non fingo nemmeno, la voglio lontana e pace. Infatti la bugia più grande che diciamo è che tra cantanti ci vogliamo tutti bene, non è assolutamente vero nulla».
Fedez e Tiziano Ferro: i pochi promossi
Il cantante di Castello salva pochi eletti dal grande calderone del pop. Se i legami storici coltivati negli anni con Annalisa, Elodie, Emma Marrone e Alessandra Amoroso resistono all’usura del tempo, la gratitudine più profonda viene indirizzata a chi si è dimostrato un alleato vero lontano dai flash. «Fedez non è nella lista dei falsi, con me è stato carino. Gli sarò sempre riconoscente per tante cose che ha fatto» racconta, dando peso a una solidarietà concreta: «Umanamente ha fatto tanto, in silenzio, ma ha fatto tanto».
Ma le sorprese positive della sua personalissima mappa continuano: «Sal Da Vinci? Una persona genuina, il rapporto è nato relativamente da poco ma si è sviluppato in modo naturale e spontaneo». Parole di sincero affetto anche per il suo mentore di Latina: «Tiziano Ferro è il mio preferito in assoluto. Perché a lui devo tutto, se non fosse stato per lui non so nemmeno se la mia carriera sarebbe mai partita». Persino i ricordi legati al Festival di Sanremo assumono contorni diversi: «Questo non è stato nemmeno il peggior Sanremo dal punto di vista di falsità. È l’effetto Carlo Conti, lui tende a creare un clima più disteso e sereno».
La faccia pulita del traditore seriale
Il vero corto circuito arriva però quando il musicista decide di applicare la stessa obiettività a se stesso, demolendo lo stereotipo del bravo ragazzo rassicurante.
Dietro quell’aria da timido scolaro si nascondeva, infatti, un passato da infedele professionista, una doppia vita sentimentale archiviata solo dopo aver compiuto 26 anni per fare spazio a una stabilità che dura da quattro anni insieme a un compagno più grande. «Io devo ammettere di essere stato un grande traditore. Come ho curato questa cosa? Eh, ho smesso» ironizza, confessando come la sua faccia pulita fosse il passaporto perfetto per collezionare scappatelle senza mai destare sospetti nei partner dell’epoca: «Sono stato un po’ pazzerello, ma da me non te lo aspetti. Con il fatto che ero insospettabile, potevo fare tutto». Oggi la caccia clandestina ha lasciato il posto ai film sul divano: «Non ho più quella cosa che devo andare a caccia, preferisco le coccole». Una metamorfosi radicale che chiude il cerchio: nel privato, come nella musica, le finzioni sono finite.
Ultimo aggiornamento: venerdì 19 giugno 2026, 13:39
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