di
Simone Dinelli e Simone Innocenti
È stato arrestato per omicidio stradale aggravato dalla fuga il 27enne del’incidente mortale a Marina di Pietrasanta. In ospedale l’amico 18enne della vittima
Lo schianto fatale con l’eco della musica del vicino Twiga, che lascia spazio al silenzio agghiacciante di un ragazzo di appena 17 anni disteso senza vita sull’asfalto. Una tragedia all’alba sul lungomare della Versilia, all’inizio dell’estate. Gabriele Martini, studente viareggino di 17 anni, da pochi giorni aiuto bagnino per la stagione estiva al Bagno Leila, è la vittima del drammatico incidente avvenuto davanti al Twiga, locale simbolo della Versilia proprio al confine tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi.
Gabriele e l’amico di 18 anni, Tommaso, erano in sella a uno scooter che attorno alle 4 del mattino è stato colpito da un Range Rover con targa svizzera guidato da un imprenditore di 27 anni in vacanza al Forte, Luigi Giordano, titolare di un’azienda con sede a Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano.
L’uomo, in compagnia di due ragazze — una la sua compagna, originaria di Foggia, 30 anni, l’altra un’amica di Piacenza, 29 anni, entrambe residenti in provincia di Milano — era appena uscito dal Twiga dove avevano trascorso la serata: uscendo dal parcheggio ed entrando sul lungomare, stando a quanto ricostruito, avrebbe compiuto una inversione a U, finendo per scontrarsi con lo scooter che sopraggiungeva. Gabriele è morto sul colpo, Tommaso se l’è cavata con varie escoriazioni: è stato trasportato al Cisanello di Pisa con l’elisoccorso Pegaso in codice rosso, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il 27enne, subito dopo l’incidente, è scappato a piedi assieme alle due ragazze, abbandonando l’auto accanto allo scooter distrutto e ai corpi dei due ragazzi. Per ore ha fatto perdere le sue tracce, ma le indagini dei carabinieri — che hanno sentito anche il personale del Twiga — sono scattate subito.
Il corpo dello studente si trova adesso all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore, a disposizione della Procura della Repubblica di Lucca che ha aperto subito un’indagine: Giordano è stato poi arrestato per omicidio stradale aggravato dalla fuga, mentre le due ragazze sono state ascoltate e poi denunciate entrambe per omissione di soccorso.
La svolta nelle indagini, che ha visto l’ascolto di testimoni e la visione di numerose immagini di videosorveglianza, è arrivata nel pomeriggio di ieri, a circa 12 ore dall’accaduto, quando l’imprenditore si è presentato spontaneamente a un posto di blocco stradale della polizia a Forte dei Marmi, forse sentendosi braccato: «La persona alla guida stanotte ero io» ha ammesso di fronte agli agenti. L’uomo è stato fermato e consegnato ai carabinieri, che l’hanno portato subito in ospedale per sottoporlo ai test su alcol e stupefacenti, risultati negativi. Da qui è stato poi trasferito in caserma a Viareggio per essere ascoltato: da quanto trapela, Giordano avrebbe parlato fornendo la sua ricostruzione dei fatti. Nella giornata di domenica è stato messo agli arresti domiciliari in una casa al Forte dei Marmi.
La morte di Gabriele Martini ha suscitato una profonda ondata di commozione in tutta la provincia di Lucca. Da pochi giorni aveva concluso l’anno scolastico all’Isi Piaggia di Viareggio e lunedì scorso aveva iniziato a lavorare come aiuto bagnino al Bagno Leila, affacciandosi con entusiasmo a un’estate che avrebbe dovuto rappresentare un momento di crescita e indipendenza. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla tragedia.
Tra questi quello del vescovo di Lucca Paolo Giulietti che «Dinanzi all’ennesimo giovane che scompare tragicamente», rivolge il suo pensiero «prima di tutto ai genitori, ai familiari e agli amici, cui è improvvisamente tolta una persona cara». Poi un durissimo affondo: «Le circostanze in cui essa è avvenuta — sottolinea Giulietti — aggiungono amarezza, per il cinismo mostrato da chi ha preferito dileguarsi, piuttosto che prestare soccorso e assumersi le proprie responsabilità».
Cordoglio anche da parte della sindaca di Viareggio Sara Grilli: «Ci sono notizie che fermano una città intera. In momenti come questi non servono commenti né giudizi, ma solo stringersi attorno alle famiglie e condividere il loro dolore».
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21 giugno 2026 ( modifica il 21 giugno 2026 | 15:55)
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