Una nuova frontiera nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna arriva all’ospedale di Savigliano, dove l’Unità di Urologia diretta da Paolo Mondino introduce una metodica innovativa destinata a cambiare l’approccio terapeutico per molti pazienti.
Si tratta della tecnica TPLA (Transperineal Laser Ablation), una procedura laser mini-invasiva che sarà presentata ufficialmente dal direttore della struttura in occasione del congresso dell’Associazione Urologi Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria, in programma il 27 giugno.
La novità più significativa riguarda le modalità di esecuzione del trattamento: non è necessaria l’anestesia generale, né il ricovero tradizionale. La procedura viene infatti effettuata in regime ambulatoriale, con la sola anestesia locale e, nei casi in cui il paziente lo desideri, con il supporto dell’ipnosi.
«Il grande vantaggio di questa metodica è proprio la possibilità di eseguirla con sola anestesia locale e con l’ausilio dell’ipnosi», spiega il direttore Paolo Mondino.
La tecnica sfrutta l’energia laser per ridurre il volume della prostata in modo preciso e controllato, limitando al minimo il trauma per il paziente.
Tra i punti di forza figurano la rapidità dell’intervento, la mini-invasività e l’assenza di sanguinamento, caratteristiche che la rendono particolarmente indicata per una fascia di pazienti che spesso incontra maggiori difficoltà nell’accesso alla chirurgia tradizionale.
La procedura rappresenta infatti una soluzione preziosa soprattutto per persone anziane, pazienti affetti da altre patologie e soggetti in terapia anticoagulante, che in molti casi non potrebbero essere sottoposti a un intervento chirurgico convenzionale.
L’introduzione della nuova metodica conferma l’attenzione dell’Urologia di Savigliano verso le tecnologie innovative e le cure sempre meno invasive, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti e ampliare le possibilità terapeutiche disponibili sul territorio.