La Pinacoteca Civica di Ascoli accoglierà per tutta l’estate L’eco della Sibilla, la nuova opera monumentale di Omar Galliani. L’iniziativa è stata presentata dall’artista e dal professor Stefano Papetti, curatore scientifico delle Collezioni Comunali. Galliani ha trasferito per alcuni mesi il proprio atelier in Pinacoteca Civica, trasformandola in un luogo di produzione e confronto aperto a cittadini, studenti e appassionati d’arte. Realizzata ’dal vivo’ all’interno degli spazi museali, la grande opera sarà successivamente destinata al Parco Saladini Pilastri, spazio identitario nel cuore di Ascoli, al centro di un importante intervento di recupero funzionale alla sua conversione a luogo di aggregazione, arte e cultura.
L’eco della Sibilla è un trittico realizzato a matita nera su tavola di pioppo, di dimensioni complessive pari a 300×600 cm e articolato in tre pannelli di 300×200 cm ciascuno. Al centro della composizione si impone la figura della Sibilla Appenninica, leggendaria custode di un sapere profetico. Attorno a questa presenza si sviluppa il sistema simbolico: il serpente, emblema della ciclicità di vita e morte e antica allusione alle pratiche della cura; la coppa, o vaso aurorale (Atanor), che rimanda alla dimensione alchemica della trasformazione interiore; il fuoco e le energie telluriche, evocati come manifestazione della forza generatrice della natura. Nei pannelli laterali emergono due figure femminili eteree, ancelle della Sibilla.
“L’eco della Sibilla affonda le proprie radici nel legame che da tempo mi unisce alle Marche e alla città di Ascoli – ha raccontato Galliani – luogo di incontri, memorie e ritorni. Tra le sale della Pinacoteca Civica ha preso forma un grande trittico”. Raggiante il sindaco Marco Fioravanti: “L’eco della Sibilla è per noi molto più di un’opera d’arte, è la dimostrazione concreta che la cultura può essere un potente strumento di rigenerazione urbana. Il progetto Pinqua per il Parco Saladini Pilastri vuole recuperare uno spazio importante della città ma allo stesso tempo renderlo un luogo per la comunità”. Soddisfatto anche il professor Stefano Papetti: “Vedere nascere un’opera d’arte in una Pinacoteca ricca di capolavori del passato significa favorire il dialogo fra la grande tradizione e un protagonista dell’arte contemporanea”.
Valerio Rosa