di
Riccardo Bruno

Docente di Fisica dell’atmosfera e del clima all’Università di Trento: «In arrivo aria fresca dall’Atlantico»

Professor Zardi, quando finirà questa ondata di caldo? 
«Le previsioni al momento più attendibili indicano che l’anticiclone africano, che è quello che in questo momento sta portando aria calda dal Mediterraneo meridionale, cederà tra mercoledì e venerdì. Contestualmente invece si rafforzerà un altro anticiclone, quello delle Azzorre. Nel gap fra questi due sistemi si infilerà aria di origine nord-atlantica, più fredda». 

Dino Zardi, docente di Fisica dell’atmosfera e del clima all’Università di Trento e ideatore del Festival della Meteorologia di Rovereto, dà buone notizie. La canicola insopportabile ha i giorni contati. 



















































Ci dobbiamo aspettare un sensibile calo delle temperature? 
«Sicuramente apprezzabile. Vuol dire che anziché avere delle medie attorno a 36-38 gradi centigradi scenderemo a 30-32. Una diminuzione significativa perché l’origine delle masse d’aria, anziché essere nordafricana, sarà atlantica». 

Sarà così su tutta l’Italia? 
«Sì, iniziando sempre dalle regioni del Nord, poi gradualmente questa transizione si trasferirà anche al Sud. Tutto questo però con una serie di conseguenze. L’arrivo di aria più fresca, soprattutto a partire dai livelli più alti in quota, può determinare dei contrasti termici con masse d’aria più calde, dando luogo a fenomeni violenti, come temporali». 

Quanto durerà? 
«Con le informazioni che abbiamo, si può ipotizzare fino a domenica prossima». 

E dopo? 
«Siamo in una situazione abbastanza dinamica con questo avvicendamento di anticicloni diversi, non è facile capire come si evolverà. Tuttavia si può dire che la tendenza più probabile è che l’anticiclone delle Azzorre si consolidi un po’ di più, e che quindi continueremo a essere interessati dall’afflusso di aria più fresca. Al momento sembra di vedere una prima parte di luglio in cui saremo più atlantici che africani». 

Secondo l’agenzia Copernicus, l’Europa è il continente con il tasso di incremento delle temperature più elevato (0,56 per decennio contro lo 0,27 su scala globale). Quanto è anomala l’attuale ondata di calore? 
«La persistenza dell’anticiclone africano così presto a inizio estate è per certi aspetti una sorpresa. Ci sono due fenomeni che si combinano: uno è la maggiore frequenza, riscontrabile in tempi recenti, di eventi di aria calda africana che si sposta fino al centro Europa. L’altra è che nel complesso le temperature si sono alzate di uno o due gradi. Non è un cambio drastico, ma basta a fare la differenza». 

La sensazione è che siano soprattutto le notti ad essere più roventi. «Perché tutto ciò si combina a un altro fattore, ovvero che le aree urbane sono diventate degli accumulatori di caldo. Le città sono fatte di materiali che durante il giorno assorbono calore e poi lo restituiscono con calma di notte». 

La calura di questi giorni ci può dare un’indicazione su quale estate ci aspetta? 
«È vero che da adesso in poi le giornate si accorciano, quindi si ridurrà la radiazione solare. Ma va considerato anche l’effetto accumulo nell’atmosfera, quindi l’aria ci mette un po’ a raffreddarsi. Per questo temo che situazioni come quelle che abbiamo appena sperimentato potrebbero verificarsi ancora, sia nel mese di luglio che ad agosto. Anzi proprio negli ultimi anni abbiamo assistito a temperature elevate anche a metà settembre. Se prima il caldo durava da giugno ad agosto, adesso si inizia a maggio e si finisce a ottobre. Bisogna tenerne conto, anche nel cambio dell’armadio».

28 giugno 2026