Il punto di partenza non poteva che essere Genova. A trent’anni da ‘Anime Salve’, il capolavoro firmato a quattro mani da Fabrizio De André e Ivano Fossati, Fiorella Mannoia ha scelto il Porto Antico per inaugurare il suo nuovo tour, ‘Fiorella canta Fabrizio e Ivano’ con una valenza dal forte valore simbolico: è la città di Faber, è la città di Fossati e il mare che ha ispirato molte delle sue canzoni era il luogo ideale per dare il via a un viaggio musicale che è insieme omaggio, memoria e rilettura di uno dei dischi più importanti della canzone d’autore italiana.
Al centro solo le canzoni
All’Arena del Mare nessun effetto speciale, nessuna spettacolarizzazione fine a sé stessa: al centro ci sono le canzoni, le parole e una voce che da decenni rappresenta una delle interpreti più autorevoli della musica italiana. Al di là dei brani del disco che dà il titolo al tour (che continuerà anche nel corso dell’estate e in autunno in giro per tutta l’Italia) Mannoia ha affrontato il repertorio di De André e Fossati con rispetto, evitando qualsiasi tentazione imitativa, senza che le sue interpretazioni cercassero di sostituire gli originali. Piuttosto, affrontandoli da una prospettiva tutta personale.
Fiorella MannoiaUn viaggio tra gli ultimi e gli emarginati
Il concerto ha assunto così la forma di un racconto dove ogni brano è diventato la pagina di un viaggio tra gli ultimi, gli emarginati, i migranti, gli innamorati e tutti quei “diversi” che hanno popolato l’universo poetico di De André e Fossati. E’ l’intesa artistica con questi due giganti genovesi che ha attraversato due ore nelle quali le melodie hanno conservato tutta la loro eleganza mentre gli arrangiamenti hanno rispettato l’impianto originale senza rinunciare a una veste sonora contemporanea. Recuperando anche scorci di inizio carriera come ‘La canzone di Marinella’ e ‘La mia banda suona il rock’, è stato un concerto (concluso nei bis con altri capisaldi della carriera di Mannoia come ‘Sally’ e ‘Quello che le donne non dicono’) che ha parlato al pubblico storico di Faber e Ivano (ieri era tra il pubblico ma ben nascosto tanto che non lo ha visto nessuno) riuscendo anche ad avvicinare una nuova generazione a un patrimonio musicale che continua a conservare una sorprendente attualità.
Ritorno alle origini
In definitiva, una celebrazione collettiva della memoria culturale della città. La scelta di aprire proprio da Genova assume così un significato che supera la semplice tappa inaugurale del tour. È un ritorno alle origini, un gesto di riconoscenza nei confronti della città: davanti al mare, sotto il cielo del Porto Antico, mentre le navi passavano lentamente a fianco del palco, dove le parole di De André e Fossati hanno ritrovato una casa e una nuova voce.