Il centravanti olandese è sceso in campo a pochi giorni dal lutto che ha colpito la sua famiglia e ha subito trovato un gol nella sconfitta dell’Olanda contro il Marocco

Il dito puntato verso il cielo, alla disperata ricerca di un raggio di sole tra i nuvoloni neri degi ultimi giorni. Cody Gakpo ha ritrovato il sorriso, ma solo per un attimo. Il gol con cui ha illuso l’Olanda (poi sconfitta ai rigori dal Marocco ed eliminata dal Mondiale) non può certo bastare per superare il dramma vissuto negli ultimi giorni: la perdita di un figlio in gravidanza. Un dolore profondo, che Gakpo ha scelto di elaborare a suo modo: di comune accordo con la compagna Noa van der Bij, l’attaccante aveva infatti deciso di restare in ritiro con la propria nazionale. Il pallone come terapia per andare oltre, o almeno provarci. Gakpo non ha mai smesso di allenarsi e, alla prima occasione, ha subito colpito. 

triste epilogo—  

Dopo aver spinto il pallone in rete, anticipando il portiere Bonou con la destrezza del grande attaccante, Gakpo è crollato a terra. Esanime, quasi svuotato. Il dolore di questi giorni lo ha letteralmente antestetizzato: testa tra le mani e posizione fetale, quasi a volersi proteggere da tutto. Un gesto istintivo, chiaro linguaggio del corpo di chi ha guardato negli occhi il dolore e ha provato a dribblarlo. Magari fosse così semplice. Però la valanga di maglie arancioni che lo ha sommerso subito dopo è l’immagine più bella che ci ha regalato la partita di ieri. Così come gli abbracci che gli hanno riservato gli avversari prima e dopo la partita. E poco importa che alla fine l’Olanda alla fine sia tornata a casa: Gakpo si prepara ora per la partita più difficile, ma non la giocherà da solo.