Nuova maxi-scossa di terremoto in Venezuela. Magnitudo 5.1 con epicentro vicino a La Guaira, la zona più colpita dalla tragedia di sei giorni fa. Aggiornato a 1.719 il bilancio dei morti accertati mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi per cui si spengono sempre più le speranze. Sedici i morti italiani, tra cui padre, madre e figlia 22enne di Laviano in provincia di Salerno, e cinque persone appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati, frazione di Camerota sempre nel Salernitano, e 40 i dispersi. Aumenta il rischio di epidemie. Toni sempre più aspri nello scontro politico. La premio Nobel Machado sfida l’asse Delcy Rodriguez-Trump: ‘È tempo che torni’. Poi fa sapere di trovarsi a Panama, ma che il governo avrebbe chiuso lo spazio aereo per tagliarla fuori. Nella chat della Tv pubblica scontro tra fan chavisti e opposizione.\n\n
Numeri di emergenza:
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- Unità di Crisi: +39 0636225
- Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
- Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
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Un bambino di 12 anni è stato tratto in salvo dalle macerie nello stato di La Guaira nella tarda serata di lunedì, cinque giorni dopo il sisma che ha colpito il Venezuela. Lo ha riferito una squadra di ricerca e soccorso ecuadoriana in una nota: \”Dopo ore di lavoro siamo riusciti a estrarre vivo dalle macerie Carlos, un bambino di 12 anni, che era rimasto bloccato sotto i detriti nel settore di Macuto, a la Guaira\”. La notizia è rilanciata anche dalla Cnn che pubblica un filmato dei vigili del fuoco di Quito che mostra i soccorritori mentre liberano il bambino e lo portano via in barella.
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La comunità italiana in Venezuela conta circa 150mila persone registrate all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), di cui quasi la metà vive nelle aree colpite dai devastanti terremoti che lo scorso 24 giugno si sono abbattuti sul nord del Paese. Intanto, passano i giorni e il bilancio della tragedia continua a salire con oltre 1.700 morti, di cui 16 italiani. Le ultime vittime identificate sono i membri della famiglia Garofalo, residenti a La Guaira.
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\”Il paese sta vivendo con grande tristezza questo momento, c’è un filo diretto con il Venezuela, sebbene si trovi dall’altra parte del mondo. D’altronde, i nonni di Enzo Cuomo erano di Laviano, sono morti per il sisma in Irpinia nel 1980. Possiamo solo abbracciare virtualmente i venezuelani, le vittime del terremoto\”. Così all’Adnkronos Piero Robertiello, sindaco di Laviano (Salerno), paese di cui è originario il 63enne architetto Enzo Cuomo, una delle vittime ritrovate ieri a Caracas, di cui non si avevano notizie dal giorno del terremoto. Sempre ieri pomeriggio c’è stata l’individuazione da parte delle squadre di soccorso del resto della famiglia di Cuomo, con i corpi della moglie Trini Adrian, 53 anni, e della figlia Isabella, di 22. Per il recupero delle due donne bisognerà ancora attendere prima del riconoscimento ufficiale.\”In noi resta viva la memoria del terremoto, ricordo che per il sisma del 1980 ha prodotto 303 vittime a Laviano, ogni cittadino è rimasto coinvolto direttamente o indirettamente dal terremoto\”, ha aggiunto il sindaco, raccontando che a Laviano c’è ancora un parente di Enzo Cuomo, un cugino, che non vuole commentare quanto avvenuto, oltre ad un fratello, che vive a Milano.
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Oltre 100 persone appena deportate dagli Stati Uniti e detenute in un hotel sono tra le centinaia di vittime dei terremoti che hanno colpito il Venezuela. Secondo quanto riporta l’Ap, un volo di deportazione proveniente da Miami era atterrato in Venezuela poche ore prima dei terremoti. A bordo c’erano 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini, secondo ICE Flight Monitor, un’iniziativa di Human Rights First che monitora i voli. Erano stati trasportati all’Hotel Santuario La Llanada, dove erano stati sottoposti a visite mediche e avevano ottenuto i documenti di identità. Era stato detto loro che sarebbero tornati a casa il giorno successivo. Lisbeth Portillo, 58 anni, ha raccontato alla Ap di essere riuscita a fuggire dalle macerie dell’hotel insieme ad altri 20 deportati che vagavano per le strade in cerca di aiuto. Hanno visto persone correre, alcune nude e altre scalze, mentre emergevano dalle macerie dell’edificio di una delle zone più colpite dalle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. A maggio, l’ICE Flight Monitor ha monitorato 288 voli di deportazione verso 38 paesi, tra cui Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Cile e Costa d’Avorio. Dodici i voli verso il Venezuela, tre a settimana.
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La Nasa stima che almeno 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti dal doppio terremoto che la scorsa settimana ha colpito il Venezuela. La stima preliminare è basata sull’integrazione di dati propri con le immagini radar del satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che la stessa agenzia statunitense definisce un prodotto sperimentale non ancora validato attraverso verifiche sul terreno. Il Sistema di coordinamento della risposta ai disastri della Nasa è stato attivato per fornire mappe e dati a supporto delle operazioni di emergenza. Le analisi confrontano le immagini raccolte dopo il sisma con quelle dell’anno precedente. Anche l’Esa utilizza i dati di Sentinel-1 per monitorare la deformazione del terreno nell’area colpita, che si estende da Caracas a Puerto Cabello. Il doppio sisma è stato caratterizzato da una prima scossa di magnitudo 7,2, seguita dal terremoto principale di magnitudo 7,5.
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Il responsabile della squadra di soccorritori cileni impegnata nelle operazioni di emergenza in Venezuela dopo i terremoti, Francisco Lermanda, ha denunciato intimidazioni da parte dei militari venezuelani, che sospetterebbero i volontari di essere spie degli Stati Uniti o del Cile. Secondo il suo racconto, i militari avrebbero interrotto più volte le attività di ricerca dei sopravvissuti nelle aree colpite per controllare ripetutamente i documenti d’identità dei soccorritori. Lermanda ha riferito ai media locali indipendenti che, alla richiesta di spiegazioni dopo il quinto controllo in poche ore avanzata da una volontaria, componente della squadra di soccorso, un militare le ha risposto di avere ricevuto l’ordine di verificarne l’identità perché \”potrebbero essere spie degli Stati Uniti o del Cile\”. Il Cile ha inviato 47 specialisti Usar (Urban Search and Rescue), con una vasta esperienza maturata negli interventi per i numerosi terremoti che hanno colpito il loro Paese, oltre a tre tonnellate di aiuti alimentari e 30.000 dosi di vaccini contro difterite e tetano.
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La Premio Nobel per la Pace e oppositrice venezuelana María Corina Machado ha affermato di trovarsi a Panama e di non aver potuto rientrare in Venezuela perché il governo ad interim ha chiuso lo spazio aereo commerciale del Paese per impedirne l’ingresso. In un messaggio pubblicato sul suo account X, Machado ha sostenuto che la misura è stata successivamente revocata, ma che sarebbero state esercitate pressioni su chi intende agevolarne il ritorno. La leader dell’opposizione ha detto di voler rientrare per partecipare alle operazioni di assistenza dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Paese, coordinare gli sforzi dei cittadini e contribuire alla ricostruzione. Ha inoltre accusato il governo di ostacolare l’arrivo di volontari, squadre internazionali di soccorso e giornalisti, sostenendo che \”bloccare l’informazione e manipolarla\” durante l’emergenza provochi \”ancora più vittime\”. \”Sono pronta e vicina al Venezuela e farò tutto il necessario per tornare\”, ha concluso Machado.
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Il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa del Venezuela (Sntp) ha denunciato, in un messaggio pubblicato sul proprio account X, la sospensione per 48 ore dell’accesso dei corrispondenti internazionali nello Stato di La Guaira, epicentro delle operazioni di soccorso dopo i terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Paese nei giorni scorsi. Il Ministero della Comunicazione del governo ad interim di Delcy Rodríguez ha precisato che la restrizione è stata adottata per \”ragioni sanitarie\” e per limitare i rumori nelle aree interessate dalle ricerche, così da agevolare il lavoro delle squadre di soccorso nazionali e straniere. Il Sindacato ha contestato il provvedimento, affermando che \”impedire la copertura giornalistica sul campo non risolve l’emergenza\”, che \”con il passare delle ore la situazione sanitaria potrebbe peggiorare\” e che \”il Paese ha bisogno di informazioni verificate e tempestive, soprattutto per le famiglie delle vittime\”.
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Nuova maxi-scossa di terremoto in Venezuela. Magnitudo 5.1 con epicentro vicino a La Guaira, la zona più colpita dalla tragedia di sei giorni fa. Aggiornato a 1.719 il bilancio dei morti accertati mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi per cui si spengono sempre più le speranze. Sedici i morti italiani, tra cui padre, madre e figlia 22enne di Laviano in provincia di Salerno, e cinque persone appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati, frazione di Camerota sempre nel Salernitano, e 40 i dispersi. Aumenta il rischio di epidemie. Toni sempre più aspri nello scontro politico. La premio Nobel Machado sfida l’asse Delcy Rodriguez-Trump: ‘È tempo che torni’. Poi fa sapere di trovarsi a Panama, ma che il governo avrebbe chiuso lo spazio aereo per tagliarla fuori. Nella chat della Tv pubblica scontro tra fan chavisti e opposizione.
Numeri di emergenza:
- Unità di Crisi: +39 0636225
- Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
- Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
Gli approfondimenti:
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Rodriguez: 30 Paesi impegnati nei soccorsi
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Bambino di 12 anni estratto vivo a La Guaira dopo 5 giorni dal sisma
Un bambino di 12 anni è stato tratto in salvo dalle macerie nello stato di La Guaira nella tarda serata di lunedì, cinque giorni dopo il sisma che ha colpito il Venezuela. Lo ha riferito una squadra di ricerca e soccorso ecuadoriana in una nota: “Dopo ore di lavoro siamo riusciti a estrarre vivo dalle macerie Carlos, un bambino di 12 anni, che era rimasto bloccato sotto i detriti nel settore di Macuto, a la Guaira”. La notizia è rilanciata anche dalla Cnn che pubblica un filmato dei vigili del fuoco di Quito che mostra i soccorritori mentre liberano il bambino e lo portano via in barella.
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39 minuti fa
Terremoto in Venezuela, chi sono i 16 italiani morti sotto le macerie
La comunità italiana in Venezuela conta circa 150mila persone registrate all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), di cui quasi la metà vive nelle aree colpite dai devastanti terremoti che lo scorso 24 giugno si sono abbattuti sul nord del Paese. Intanto, passano i giorni e il bilancio della tragedia continua a salire con oltre 1.700 morti, di cui 16 italiani. Le ultime vittime identificate sono i membri della famiglia Garofalo, residenti a La Guaira.
Terremoto in Venezuela, chi sono i 16 italiani morti sotto le macerie Vai al contenuto
09:47
Venezuela, sindaco Laviano. ‘C’è tristezza, memoria sisma è viva in ognuno di noi’*
“Il paese sta vivendo con grande tristezza questo momento, c’è un filo diretto con il Venezuela, sebbene si trovi dall’altra parte del mondo. D’altronde, i nonni di Enzo Cuomo erano di Laviano, sono morti per il sisma in Irpinia nel 1980. Possiamo solo abbracciare virtualmente i venezuelani, le vittime del terremoto”. Così all’Adnkronos Piero Robertiello, sindaco di Laviano (Salerno), paese di cui è originario il 63enne architetto Enzo Cuomo, una delle vittime ritrovate ieri a Caracas, di cui non si avevano notizie dal giorno del terremoto. Sempre ieri pomeriggio c’è stata l’individuazione da parte delle squadre di soccorso del resto della famiglia di Cuomo, con i corpi della moglie Trini Adrian, 53 anni, e della figlia Isabella, di 22. Per il recupero delle due donne bisognerà ancora attendere prima del riconoscimento ufficiale.”In noi resta viva la memoria del terremoto, ricordo che per il sisma del 1980 ha prodotto 303 vittime a Laviano, ogni cittadino è rimasto coinvolto direttamente o indirettamente dal terremoto”, ha aggiunto il sindaco, raccontando che a Laviano c’è ancora un parente di Enzo Cuomo, un cugino, che non vuole commentare quanto avvenuto, oltre ad un fratello, che vive a Milano.
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08:36
Venezuela, tra le vittime 100 persone appena deportate dagli Usa
Oltre 100 persone appena deportate dagli Stati Uniti e detenute in un hotel sono tra le centinaia di vittime dei terremoti che hanno colpito il Venezuela. Secondo quanto riporta l’Ap, un volo di deportazione proveniente da Miami era atterrato in Venezuela poche ore prima dei terremoti. A bordo c’erano 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini, secondo ICE Flight Monitor, un’iniziativa di Human Rights First che monitora i voli. Erano stati trasportati all’Hotel Santuario La Llanada, dove erano stati sottoposti a visite mediche e avevano ottenuto i documenti di identità. Era stato detto loro che sarebbero tornati a casa il giorno successivo. Lisbeth Portillo, 58 anni, ha raccontato alla Ap di essere riuscita a fuggire dalle macerie dell’hotel insieme ad altri 20 deportati che vagavano per le strade in cerca di aiuto. Hanno visto persone correre, alcune nude e altre scalze, mentre emergevano dalle macerie dell’edificio di una delle zone più colpite dalle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. A maggio, l’ICE Flight Monitor ha monitorato 288 voli di deportazione verso 38 paesi, tra cui Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Cile e Costa d’Avorio. Dodici i voli verso il Venezuela, tre a settimana.
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08:22
Sisma Venezuela, gli sfollati tra speranza e disperazione
06:46
Venezuela, per la Nasa quasi 59.000 edifici danneggiati o distrutti
La Nasa stima che almeno 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti dal doppio terremoto che la scorsa settimana ha colpito il Venezuela. La stima preliminare è basata sull’integrazione di dati propri con le immagini radar del satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che la stessa agenzia statunitense definisce un prodotto sperimentale non ancora validato attraverso verifiche sul terreno. Il Sistema di coordinamento della risposta ai disastri della Nasa è stato attivato per fornire mappe e dati a supporto delle operazioni di emergenza. Le analisi confrontano le immagini raccolte dopo il sisma con quelle dell’anno precedente. Anche l’Esa utilizza i dati di Sentinel-1 per monitorare la deformazione del terreno nell’area colpita, che si estende da Caracas a Puerto Cabello. Il doppio sisma è stato caratterizzato da una prima scossa di magnitudo 7,2, seguita dal terremoto principale di magnitudo 7,5.
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06:46
Terremoto, soccorritori cileni denunciano intimidazioni dei militari venezuelani
Il responsabile della squadra di soccorritori cileni impegnata nelle operazioni di emergenza in Venezuela dopo i terremoti, Francisco Lermanda, ha denunciato intimidazioni da parte dei militari venezuelani, che sospetterebbero i volontari di essere spie degli Stati Uniti o del Cile. Secondo il suo racconto, i militari avrebbero interrotto più volte le attività di ricerca dei sopravvissuti nelle aree colpite per controllare ripetutamente i documenti d’identità dei soccorritori. Lermanda ha riferito ai media locali indipendenti che, alla richiesta di spiegazioni dopo il quinto controllo in poche ore avanzata da una volontaria, componente della squadra di soccorso, un militare le ha risposto di avere ricevuto l’ordine di verificarne l’identità perché “potrebbero essere spie degli Stati Uniti o del Cile”. Il Cile ha inviato 47 specialisti Usar (Urban Search and Rescue), con una vasta esperienza maturata negli interventi per i numerosi terremoti che hanno colpito il loro Paese, oltre a tre tonnellate di aiuti alimentari e 30.000 dosi di vaccini contro difterite e tetano.
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06:45
Machado: ‘Il regime ha impedito il mio rientro chiudendo lo spazio aereo’
La Premio Nobel per la Pace e oppositrice venezuelana María Corina Machado ha affermato di trovarsi a Panama e di non aver potuto rientrare in Venezuela perché il governo ad interim ha chiuso lo spazio aereo commerciale del Paese per impedirne l’ingresso. In un messaggio pubblicato sul suo account X, Machado ha sostenuto che la misura è stata successivamente revocata, ma che sarebbero state esercitate pressioni su chi intende agevolarne il ritorno. La leader dell’opposizione ha detto di voler rientrare per partecipare alle operazioni di assistenza dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Paese, coordinare gli sforzi dei cittadini e contribuire alla ricostruzione. Ha inoltre accusato il governo di ostacolare l’arrivo di volontari, squadre internazionali di soccorso e giornalisti, sostenendo che “bloccare l’informazione e manipolarla” durante l’emergenza provochi “ancora più vittime”. “Sono pronta e vicina al Venezuela e farò tutto il necessario per tornare”, ha concluso Machado.
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06:45
Venezuela, sindacato della stampa denuncia stop ai corrispondenti esteri a La Guaira
Il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa del Venezuela (Sntp) ha denunciato, in un messaggio pubblicato sul proprio account X, la sospensione per 48 ore dell’accesso dei corrispondenti internazionali nello Stato di La Guaira, epicentro delle operazioni di soccorso dopo i terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Paese nei giorni scorsi. Il Ministero della Comunicazione del governo ad interim di Delcy Rodríguez ha precisato che la restrizione è stata adottata per “ragioni sanitarie” e per limitare i rumori nelle aree interessate dalle ricerche, così da agevolare il lavoro delle squadre di soccorso nazionali e straniere. Il Sindacato ha contestato il provvedimento, affermando che “impedire la copertura giornalistica sul campo non risolve l’emergenza”, che “con il passare delle ore la situazione sanitaria potrebbe peggiorare” e che “il Paese ha bisogno di informazioni verificate e tempestive, soprattutto per le famiglie delle vittime”.
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