I neonati che alla nascita hanno un peso pari o superiore a 4 chili sono molto più inclini a sviluppare il cancro all’intestino. Lo ha rivelato un recente studio pubblicato dalla Yale School of Public Health in cui è emerso che tra i possibili fattori che innescano la malattia ci siano anche lo stile di vita e l‘età dei genitori nel momento del concepimento.
La patologia, conosciuta anche come “foetal macrosomia”, macrosomia fetale, registra annualmente 44.000 nuovi casi nel Regno Unito e 17.000 morti. Secondo gli esperti, l’obesità, la mancanza di esercizio fisico e il consumo di alcool da parte dei genitori possono condannare i figli a una diagnosi di tumore al colon retto potenzialmente letale.
Cosa emerge dallo studio
I risultati hanno evidenziato che gli uomini hanno una probabilità superiore di circa 1/3 rispetto alle donne di sviluppare la malattia prima dei 50 anni. Gli autori dello studio sostengono che ciò possa essere dovuto al fatto che negli uomini si registrano livelli più elevati di testosterone libero, un ormone che dimunuisce con l’età ma che aumenta il rischio di sviluppare la malattia.
Lo studio ha inoltre evidenziato che il peso del neonato alla nascita abbia un impatto significativo sul rischio di tumore al colon. Nelle donne, per esempio, anche una differenza di peso di mezzo chilo alla nascita può aumentare il rischio di tumore del 10%. Negli uomini invece non è stata osservata alcuna associazione di questo tipo.
Altre condizioni che pare possano influenzare la comparsa della malattia nei neonati sono l’età paterna e il diabete nelle madri, con potenziali ripercussioni sulla salute dei bambini.
Possibili cause del tumore infantile
Secondo il dottor Dimitrios Siassakos, ricercatore capo e professore di ostetricia all’University College di Londra, le madri in sovrappeso o affette da diabete gestazionale hanno una maggiore probabilità di dare alla luce i cosiddetti “bambini giganti”, più soggetti a sviluppare un tumore intestinale in età precoce. Lo studio di Yale ha inoltre rilevato che i padri, che al momento del concepimento avevano più di 35 anni, condannano il bambino ad un rischio significativamente più elevato di sviluppare un tumore intestinale in età precoce.
L’età avanzata del padre è stata associata anche ad una serie di difetti congeniti, tra cui il labbro leporino o l’ernia diaframmatica. Su questo tema, studi precedenti avevano già evidenziato che con l’aumentare dell’età del padre, anche 5 anni in più possano portare ad un aumento del 13% di sviluppare un tipo di leucemia infantile da parte del neonato. Altre ricerche hanno evidenziato anche un aumento del rischio di tumori al cervello e al seno.
Sebbene lo studio abbia messo in luce diverse teorie, i ricercatori hanno riconosciuto la necessità di ulteriori studi per la convalida dei risultati e hanno affermato che è improbabile che vi sia un’unica causa alla base dell’aumento di tumori in età infantile.
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