Roma, 30 giugno 2026 – Incubo caldo e incubo zanzare. Claudio Venturelli, entomologo, ma è vero che per ora sembra ci siano meno insetti fastidiosi?
“No, direi che si tratta di un’impressione perché i dati oggettivi – provenienti da un monitoraggio della regione Emilia-Romagna con le ovitrappole consultabile sul sito zanzaratigreonline.it – mostrano che nel periodo che va da fine maggio ai primi di giugno le uova deposte e raccolte sono il 75% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e negli ultimi 15 giorni di giugno il 18% in più sempre rispetto al 2025, quando anzi mancano gli ultimi 5 giorni sfuggiti al monitoraggio, mentre il calcolo dell’anno precedente era fino alla fine del mese. Quindi direi che sì, i dati oggettivi evidenziano il contrario rispetto alla percezione soggettiva. Possiamo anche affermare che l’anno scorso ce ne sono state veramente poche. E comunque in genere le zanzare escono fuori in maniera evidente dalla fine di giugno in avanti. Una volta il picco era ad agosto, ora si è spostato verso settembre”.
Ma il caldo record di questi giorni che effetti produce sulle zanzare?
“Questo caldo esagerato, probabilmente neanche tanto previsto dai modelli, ha sicuramente fatto soffrire un po’ la zanzara, che magari durante il giorno tende a rifugiarsi negli spazi ombreggiati come sotto agli alberi. Sicuramente sopra i 35 gradi anche le zanzare adulte soffrono, così come la siccità non favorisce la diffusione dell’insetto: quando i ristagni potenziali si asciugano perché non piove le zanzare non nascono e le larve morirebbero”.

L’entomologo Claudio Venturelli
Quindi può essere stata l’ondata di calore eccezionale a farci notare meno la loro presenza?
“Possiamo dire che con caldo e siccità la durata della vita adulta si riduce, ma nello stesso tempo la temperatura più alta accorcia i tempi per completare il ciclo di sviluppo. Ora piove più al Sud che al Nord e questo favorirà uno sviluppo di zanzare sempre più alto. Le larve si sviluppano in acqua e se prima impiegavano 15 giorni per completare il ciclo, ora ne bastano 7-8. Quindi vivono meno da adulte ma quando sono fuori ne escono tantissime e più rapidamente”.
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Questo fa pensare che con i temporali in arrivo verremo invasi…
“Sì, sicuramente. Guardando il sito del Cnr, in Toscana ieri sono cadute punte di 50 millimetri di pioggia in un’ora. Questo tipo di precipitazioni favorirà uno sviluppo di zanzare sempre più alto. E poi c’è la zanzara tigre, che deposita le uova in asciutto, i pozzetti hanno la temperatura ideale e alle prime piogge l’acqua fa schiudere le uova in contemporanea, quindi mi aspetto un’ondata nei prossimi 15 giorni”.
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Non solo in città, ma anche in montagna…
“Sì, e questo ha a che fare sempre con il riscaldamento climatico, che allunga il periodo di sopravvivenza. Anche a mille metri di altezza sono arrivate specie da una decina di anni dove non si erano mai viste e la popolazione non è abituata a fare prevenzione, che è la cosa più economica, attraverso l’eliminazione dei ristagni d’acqua con poche gocce di insetticida. Necessari poi i repellenti nelle zone molto infestate e anche l’abbigliamento è importante, con maniche lunghe e pantaloni lunghi”.
Sarà un’altra estate difficile. ‘Solo’ le zanzare sono in aumento o anche altri insetti?
“Dovremo sicuramente fare i conti con una presenza importante delle zecche, non in città, ma quando si va a fare una scampagnata in collina. Questo anche per l’aumento della presenza degli animali selvatici. Un altro animaletto fastidioso con cui dover convivere è sicuramente la blatta, o lo scarafaggio, in aumento soprattutto al Centro Sud favorito dai caldi umidi. Ma si cominciano a vedere anche in città”.

