di
Irene Soave

Le nozze della cantante con il preparatore atletico Davide Spigarolo, quelle dell’attrice con il palestrato Claudio Pallitto: perché è facile innamorarsi in palestra

Ascolta e incoraggia, se necessario consola, alterna rigore e tatto, sa dove insistere e dove accettarti per come sei; ti vede nelle tue brutture peggiori e non solo non ha da ridire ma ti aiuta a lavorarci, e dopo ciascun appuntamento — assidui, almeno una volta a settimana, potendo permetterselo anche due o tre — cresci in bellezza e forza e tutti lo notano: frequenti qualcuno? La risposta è sì, ed è: un(a) personal trainer. L’effetto che fa è quello di un buon innamoramento, e a volte le due cose coincidono; qualche coppia nata tra pesi e squat finisce pure all’altare. 

È di maggio, ad esempio, il matrimonio dell’attrice Micaela Ramazzotti col personal trainer Claudio Pallitto, di sei anni più giovane: gestisce una palestra nella periferia di Roma e ha collezionato negli anni ruoli in reality (Tamarreide) e pure in due film dell’ex marito di Ramazzotti, Paolo Virzì. Per molti attorno alla coppia «Claudio era un orco palestrato», ricorda lei in una recente intervista al Corriere. «Mi hanno fatta sentire come se avessi commesso un reato, è finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? Mi sono lasciata alle spalle il personaggio della donna vessata e fragile» (non senza fragore: è di due anni fa la memorabile rissa con lancio di piatti, ambulanze e carabinieri in un ristorante di Roma dove si erano incrociati per caso tutti e tre). Claudio «è l’uomo con cui ho conosciuto l’amore». Le nozze, con pochi cari — «non temo il giudizio degli altri» — in un castello in Umbria, le ha celebrate la giornalista Francesca Fagnani. 



















































Poi ci sono le storie Instagram di Belén Rodriguez, che qualche giorno fa le ha usate per comparire in atteggiamenti affettuosi, al compleanno di lui, con il personal trainer Gaetano Fidanzati, anche lui più giovane — spegneva 35 candeline, Belén va per i 42 — e già allenatore di Ignazio Moser, marito della sorella di lei Cecilia. Il gossip vuole che lui sia la guida di lei in una «rinascita» da un periodo difficile, culminato a inizio giugno in un breve ricovero. Per parlare di nozze è presto: si frequenterebbero da aprile (lui però è esperto di hyrox, allenamento di moda basato all’80% sulla resistenza). 

Fuga in Vespa, girasoli, balli e poesie: festose anche le nozze celebrate a giugno, a Bassano del Grappa, tra la cantante Francesca Michielin e il suo grande amore Davide Spigarolo, già atleta della Nazionale (salto in alto) e ora preparatore atletico. Si conoscono dal liceo, sono amici da anni, ma per la stampa pettegola l’amore sarebbe nato nel 2022 con la richiesta di lei di prepararle un piano di allenamento. Galeotta fu la scheda degli esercizi, e chi la scrisse. 

Non è strano. Persino uno dei più recenti saggi italiani sull’amore, Mantieni il bacio, dello psicanalista Massimo Recalcati (Feltrinelli), prende il titolo da un’istruzione ricevuta dalla personal trainer, e ricomparsa in un sogno. «La componente emotiva del nostro lavoro è grande», spiega Sara Ventura, ex tennista già nella classifica Wta, ora personal trainer nel suo spazio milanese dove offre anche coaching sportivo «perché sempre più atleti anche amatoriali chiedono molto allo sport». Per esempio un nuovo amore? «Succede», sorride Ventura, «e non è sempre una deriva virtuosa. Nelle palestre commerciali si creano spesso situazioni da villaggio vacanze». Dove per esempio vengono assegnati di default ai clienti maschi toniche allenatrici, e alle clienti prestanti allenatori; in ogni caso un buon trainer deve avere gentilezza, simpatia, carisma, qualità seducenti in sé. E redditizie (per la palestra): «il cliente, o la cliente, deve proprio scegliere di lavorare con te, che sei pagato a seduta», spiega Ventura. Le tariffe di un personal trainer partono da 45 euro l’ora, in città, e i più richiesti superano serenamente i cento. «E da un trainer che ti lusinga vai più volentieri». Poi ci sono le confidenze: «spesso al trainer si finisce per dire molto di sé, e il rischio è che poi questa intimità venga usata per proporti più sedute, acquisti, servizi». 

La regola: per gli allenatori «dotarsi anche solo interiormente di una deontologia, come quella degli psicologi, che permetta di gestire il confine tra privato e lavoro»; per i clienti «essere onesti con se stessi e sapere che cercare in palestra un nuovo flirt è un po’ come cercarlo in ufficio: può portare guai». A qualcuno, però, riesce. 

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1 luglio 2026 ( modifica il 2 luglio 2026 | 08:33)