Centoventi lavoratori via da Mirafiori. E dentro forze fresche, per gli Enti Centrali a Torino. È il frutto dell’accordo di questa mattina, 2 luglio, fra Stellantis e i sindacati. Il meccanismo è quello delle uscite volontarie incentivate, che coinvolgerà i lavoratori più “anziani”, comunque più vicino alla pensione. Quello che colpisce è questo accordo ha la firma anche della Fiom Cgil, per via della garanzia di una serie di assunzioni – a quanto pare in numero pari alle uscite – con competenze specifiche per il percorso di elettrificazione (ancora) del Gruppo e dell’innovazione tecnologica.
“Abbiamo voluto fortemente questo impegno da parte dell’azienda – dicono Edi Lazzi e Gianni Mannori, della Fiom Cgil -. Questa volta c’è l’impegno a prendere nuovi lavoratori, che per noi vuol dire continuità di prospettive per gli Enti Centrali. La stessa cosa bisognerebbe farla per le Carrozzerie, dove lavorano gli operai. Nuovi ingressi significherebbero il rilancio delle produzioni e prospettive certe per Torino”.
Contestualmente, l’azienda – spiega l’Aqcf, l’associazione dei quadri Fiat – ha comunicato che nell’ultimo periodo le assunzioni agli Enti Centrali sono state 140 nel 2025 e 120 nel 2026. Cui si aggiungeranno queste.
Per quanto riguarda i dipendenti in uscita, per quelli vicini alla pensione – nell’arco di quattro anni – l’accordo prevede, oltre alla Naspi, contributi figurativi e incentivazioni aziendali per coprire dal 70 al 90% della retribuzione.
Per i dipendenti fra i 50 e i 54 anni, l’incentivo è di 30 mensilità cui si aggiungono 30mila euro di “bonus“. Per i dipendenti oltre i 55 anni, invece le mensilità lorde diventano 33, cui aggiungere sempre 30mila euro. Considerando i principali livelli retributivi lordi nel settore impiegatizio, dunque, l’incentivo alle dimissioni va da 129mila a 195mila euro.
