di
Alberto Giulini

L’agente è accusato di lesioni aggravate nei confronti del 36enne ultrà bianconero Marco Basoccu, ferito alla testa prima della gara disputata il 24 maggio. Decisive le indagini dei colleghi della squadra mobile della Questura

Marco Basoccu, il tifoso bianconero ferito prima del derby Torino-Juventus disputato lo scorso 24 maggio allo stadio Grande Torino, sarebbe stato colpito in testa da un lacrimogeno in dotazione alla polizia di Stato. A dirlo è la Procura di Torino, che ha chiesto la misura degli arresti domiciliari per un agente del reparto mobile

I video e le testimonianze

Secondo il procuratore capo Giovanni Bombardieri e il sostituto Paolo Scafi, il poliziotto avrebbe sparato il lacrimogeno ad altezza d’uomo colpendo il 36enne ultrà bianconero. Decisive, ai fini della svolta dell’inchiesta, sarebbero state la visione dei filmati in possesso della magistratura e le testimonianze raccolte dai colleghi dell’agente che avrebbe sparato il lacrimogeno in direzione di Basoccu. In particolare, la Procura avrebbe depositato due video ritenuti decisivi per l’identificazione dell’indagato. 



















































«Quadro indiziario grave»

C’è «un quadro indiziario grave per il tragico ferimento del tifoso juventino
in occasione del derby del 24 maggio scorso, a carico di un operatore di
polizia in forza al V reparto mobile di Torino
, in servizio di ordine pubblico in quella circostanza». Così il procuratore capo Bombardieri in una nota sulla richiesta di domiciliari per il poliziotto. Il ferimento – scrive – è legato alla
«esplosione di un lacrimogeno lanciato, in maniera non conforme
alle modalità previste
, dall’operatore della polizia di Stato incurante
delle possibili gravissime conseguenze». 

Le immagini catturate dai droni

All’individuazione del poliziotto indagato, scrive il procuratore, si è giunti «attraverso l’analisi di un’enorme mole di immagini, acquisite da impianti di videosorveglianza pubblica e privata nonché da droni utilizzati per finalità di ordine pubblico, attraverso la raccolta di numerose testimonianze, specie di diversi operatori della polizia di stato presenti sul posto, ed il supporto di consulenze tecniche». Bombardieri riferisce di una «attenta e minuziosa ricostruzione dei fatti, operata con grande professionalità e senza risparmio di energie dalla squadra mobile di Torino coordinata da questa procura della Repubblica».

Le indagini della squadra mobile

Sarebbe stata quindi la stessa squadra mobile della Questura del capoluogo piemontese a risalire al collega poi indagato. E lo avrebbe fatto visionando ore e ore di filmati registrati dalle telecamere che si affacciano sull’area in cui sono avvenuti gli scontri e raccogliendo i racconti di decine di testimoni oculari che avrebbero assistito agli incidenti e si sarebbero accorti del lancio del lacrimogeno. 

La traiettoria orizzontale del lacrimogeno

Il 39enne Basoccu, stando agli accertamenti eseguiti da polizia e magistratura, sarebbe stato centrato dall’involucro in acciaio del lacrimogeno, che non si sarebbe aperto liberando i quattro slot in plastica perché sparato da una distanza troppo breve: alcune decine di metri e con traiettoria orizzontale.

L’interrogatorio davanti al gip

Venerdì mattina, 3 luglio, l’agente si è presentato davanti al gip del Tribunale di Torino per sottoporsi all’interrogatorio preventivo (un passaggio necessario, introdotto dalla riforma Nordio, prima dell’emissione
di una eventuale ordinanza restrittiva della libertà) e difendersi dall’accusa di lesioni aggravate. Nei prossimi giorni il giudice per le indagini preliminari deciderà se accogliere o meno la richesta di domiciliari avanzata dai pm. 

L’assalto ai tifosi granata

Il ferimento di Marco Basoccu era avvenuto nel pieno degli scontri, intorno alle 17.30 di domenica 24 maggio, quando il corteo di ultras juventini partito da Mirafiori aveva raggiunto l’ala sud dello stadio. Da qui l’assalto al gruppo del tifo organizzato del Torino, confinato dalla polizia in via Filadelfia. In quei frangenti gli agenti, per fronteggiare l’attacco ai tifosi granata, hanno dovuto sparare oltre 130 lacrimogeni, la maggior parte dei quali rispettando le linee guida, cioè con traiettoria a campanile.

Le dimissioni dall’ospedale

Poco più di un mese fa Basoccu – commercialista a Milano e giunto allo
stadio su un pullman del gruppo organizzato Viking – è stato dimesso dall’ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato in terapia intensiva dal giorno in cui era stato ferito. Il 36enne era rimasto in coma indotto per diversi giorni e aveva subito un delicato intervento alla calotta cranica. «Ho un po’ di stanchezza ma sto bene, sono felice di essere uscito dall’ospedale – aveva raccontato il 36enne –. L’assistenza che ho ricevuto è stata fantastica, ringrazio di cuore il personale». Di quel pomeriggio del 24 maggio disse di non ricordare nulla: «Sto cercando di ricostruire piccoli pezzi, dall’arrivo del nostro pullman ai momenti che precedono il mio ferimento. In questi giorni ho avuto molte visioni, devo capire che cosa sia realtà e cosa abbia visto solo io nella mia testa». 

L’attesa dei genitori

Canotta bianca e occhiali da sole, il 36enne mostrava una vistosa fasciatura a coprire la parte destra del capo, proprio là dove è stato colpito. Ad attenderlo fuori dall’ospedale c’erano mamma Maria Teresa e papà Pier Luigi, che per sedici giorni hanno fatto avanti e indietro tra Casale Monferrato e Torino per stare accanto al figlio.


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4 luglio 2026 ( modifica il 4 luglio 2026 | 10:13)