di
Gabriele Noli

L’ex campione di scherma, originario di Livorno, racconta il ricovero d’urgenza dopo una cena al ristorante a Roma: «Ancora una volta dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita»

Paura per Aldo Montano, ricoverato d’urgenza venerdì sera dopo uno choc anafilattico che lo ha colpito durante una cena in un ristorante di Roma. A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso ex campione olimpico di scherma (originario di Livorno), che ha un’allergia alla caseina,  con un lungo post pubblicato sui social dall’ospedale, dove è stato trasportato dopo il malore.

 «Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo», scrive Montano, spiegando di soffrire di una grave allergia alla caseina. «Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale».



















































Secondo il suo racconto, prima di cenare aveva informato il personale del ristorante della sua allergia, ma non è bastato. «Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita». 

Nel post Montano punta il dito verso le carenze nella gestione delle allergie alimentari nei ristoranti. «Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto». 

Quindi il suo appello: «Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono “piccole distrazioni” quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico». 

Montano spiega di essere giunto in tempo al pronto soccorso, ma avverte: «Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro». Da qui l’invito a considerare le allergie alimentari «un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore». 

Nel messaggio ha infine ringraziato il personale del pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma e il driver che lo ha accompagnato durante la corsa in ospedale. 

Per Montano non è la prima volta. Nel 2010 era già stato ricoverato dopo uno choc anafilattico provocato dalla presenza di formaggio in un piatto consumato durante una cena a Milano Marittima. Un’altra grave reazione si era verificata nel 2015, quando era finito nuovamente in ospedale dopo aver mangiato alcuni grissini al pecorino e salvia, episodi che negli anni lo hanno portato a sensibilizzare più volte sul tema delle allergie alimentari.


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4 luglio 2026 ( modifica il 4 luglio 2026 | 12:26)