PISTOIA – Un secolo fa, il 1° luglio 1926, nascevano a Pistoia da Maria Luisa Bonfanti e Francesco Bassi i gemelli Giovanni Battista e Giampiero. Ironia della sorte, l’anno successivo nacque Annamaria Bassi-Scorcelletti con la quale ebbero sempre un rapporto di protezione, come si addice ai fratelli più grandi.
Due menti brillanti, due entità ma un’unica anima, destinate a tracciare un solco indelebile nella storia dell’architettura e del design internazionale.

I fratelli Giovanni Battista e Giampiero Bassi

Oggi la città ne celebra ufficialmente il centenario dalla nascita, ricordando un sodalizio artistico straordinario in cui l’uno era il perfetto completamento dell’altro: un’unione fruttuosa che si è interrotta, prematuramente, solo con la scomparsa di Giampiero nel 1980.

I fratelli Bassi si distinsero fin da subito nel panorama culturale. Nel 1958, anno della laurea in architettura, fondarono lo Studio Bassi, inizialmente allestito all’interno della casa dei genitori e in seguito trasferito nella storica sede di via Bruno Buozzi. Giovanni Battista fu allievo del maestro Giovanni Michelucci, con il quale avviò una prestigiosa collaborazione professionale. Tra il 1960 e il 1965 lo studio firmò le prime opere d’avanguardia affermatesi a livello nazionale, come Casa Bardelli, la sede della Cassa di risparmio di Pistoia e Casa Balli. Oggi questo immenso patrimonio documentale è interamente custodito e censito dalla Fondazione Architetti Pistoia.

Le poltroncine Elisa

Ma la firma dei Bassi ha saputo superare i confini dell’edilizia per rivoluzionare il design industriale e l’illuminazione. Negli anni ’60 strinsero un legame profondo con lo storico marchio toscano Poltronova di Agliana e il suo fondatore Sergio Cammilli. Per loro progettarono arredi iconici, tra cui la celebre sedia-poltroncina “Elisa”.

La consacrazione mondiale arrivò però con la luce: la celeberrima “Crack Lamp” del 1968, entrata a far parte della collezione permanente del MoMA di New York, e la lampada da tavolo “Cactus” del 1969 per Studio Luce, in ottone cromato e metacrilato, caposaldo della letteratura di settore.

La loro visione fu legata anche allo sviluppo del territorio, come dimostra il progetto per l’Arboreto, opera monumentale a loro assegnata, mai realizzata.
La morte di Giampiero nel 1980, lasciò un vuoto immenso, nella vita del gemello, ma Giovanni Battista seppe proseguire l’attività con dedizione, mantenendo viva anche la memoria del fratello fino alla sua scomparsa nel 2013, lasciando l’eredità dello studio Bassi, a Elena, figlia di Giovanni Battista.

A cento anni dalla nascita, Pistoia rende omaggio a due giganti che hanno portato il nome della città nel mondo.