Roma, 4 luglio 2026 – Ormai è chiara la strategia di Kiev che punta senza mezzi termini alla riconquista della Crimea, e forse anche scapito del Donbass ormai sull’orlo del collasso. La penisola, in una posizione strategica e piena di ricchezze naturali, era stata annessa da Mosca senza sparare un colpo, ma illegalmente, nel 2014. Poi Putin l’aveva avvicinata al resto della Russia con la costruzione del ponte di Kerch, preso di mira diverse volte da Kiev a guerra iniziata.
Nell’ultimo mese le forze ucraine stanno accelerando le operazioni e sulla Crimea è piovuto di tutto, dai droni ai missili Flamengo, causando diversi danni alle infrastrutture, civili e militari, e lasciando la popolazione in parecchie occasioni senza elettricità e anche senza carburante, razionato in favore delle forze russe combattenti. Nella penisola infatti, visti i continui attacchi, è stato proclamato lo stato di emergenza.

Attacchi ucraini in Crimea
Lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che mai si era detto disposto a rinunciare alla Crimea in cambio della pace con Mosca, ora ha rialzato la testa e dichiarato che “la Russia ha perso il Mar Nero”. Il leader di Kiev è apparso ottimista parlando alla vigilia della Giornata della Marina ucraina: “La Marina ucraina, insieme ad altre componenti delle Forze di Difesa e Sicurezza, ha compiuto ciò che molti ritenevano impossibile. La Russia ha perso il Mar Nero e, a partire dalla liberazione dell’isola di Zmiinyi e proseguendo con le nostre operazioni contro la flotta, i porti e le forze di occupazione russe in Crimea, stiamo dimostrando che il Mar Nero e la regione d’Azov non saranno certamente un luogo di pace per la Russia”.

Turisti russi su una spiaggia di Sebastopoli, Crimea
In fondo il pensiero di Zelensky rispecchia quello dell’intera nazione, la stessa che all’inizio della guerra si identificò con quel soldato coraggioso che “mandò a quel paese” con un gesto l’immensa corazzata russa che minacciava la piccola Isola dei Serpenti. La Crimea è Ucraina e non è trattabile.
Una determinazione sulla penisola, rimasta in sordina nelle prime fasi della guerra, ma mai sopita. E Mosca ne è rimasta sorpresa, come dimostra una contraerea non all’altezza degli attacchi, e i danni anche a basi militari (Distrutti diversi caccia) e navi della Marina subiti.
L’ultimo indizio, che Kiev sia pronta a fare sul serio in Crimea, magari con un attacco anche di terra per riprendere il maltolto, arriva da diversi canali social in cui si parla di ordini giunti da Mosca alle varie amministrazioni occupate nella penisola di evacuazione di attrezzature e documenti. In particolare a Kerch e Feodosia, entro oggi. Ma anche altri dipartimenti avrebbero ricevuto questo ordine e alcuni funzionari sarebbero già fuggiti nel territorio di Krasnodar.