Basta dire “Tony Hadley“. E ti ritrovi subito catapultato nell’epoca d’oro del pop, nella magia degli anni ’80, con protagonista una delle voci più riconoscibili. È quello che succederà nel concerto organizzato da Veneto Jazz con il Settore Cultura del Comune di Venezia nell’ambito di Marghera Estate e per la rassegna Veneto Sound, martedì 14 luglio alle 21 in Piazza Mercato a Marghera, dove l’ex frontman degli Spandau Ballet farà tappa con il suo tour “An Englishman in Italy”, accompagnato dalla sua Fabulous TH Band (biglietti da 25 a 35 euro). La carriera di Hadley è costellata di riconoscimenti internazionali: dal “Gold Badge Award” della British Academy of Composers and Songwriters al ruolo di Billy Flynn nel musical “Chicago nel West End”. Nel 2019 ha ricevuto anche la “Queen’s New Year’s Honours List” per il suo impegno a favore dello Shooting Star Children’s Hospice.
Nella scaletta che l’artista proporrà a Marghera, accanto ai brani del suo percorso da solista e ad alcune reinterpretazioni che da anni caratterizzano i suoi concerti dal vivo, troveranno spazio le canzoni che lo hanno portato ai vertici delle classifiche mondiali con la sua ex band, tra le quali “Through the Barricades”, “True, “Gold”, “I’ll Fly for You”.
Hadley, 45 anni di carriera, e ancora quasi l’obbligo di cantare questi brani per non deludere i fan.
«Sono brani che il pubblico vuole sempre ascoltare e ha ragione. Fanno parte della mia storia, ma anche della vita di tante persone e le canto sempre con grande piacere. È anche grazie a quelle canzoni se oggi sono ancora qui a fare concerti in tutto il mondo. Sono particolarmente legato a “Through the Barricades”: credo sia una delle canzoni più riuscite, c’è tutto quello che serve a un cantante, melodia, intensità, emozione. Ed è ancora molto attuale, purtroppo».
In scaletta ci sono anche nuove canzoni: quanto è importante continuare a creare e a proporre qualcosa di nuovo, per lei e per il pubblico?
«Presentare brani nuovi è un percorso naturale. Mi diverte registrarli e mi diverte proporli sul palco, vedere come reagisce il pubblico. Dopo tanti anni di carriera, per me la cosa più importante è continuare a godermi quello che faccio, con la stessa passione di sempre. Se mi diverto io sul palco, il pubblico lo percepisce e si diverte a sua volta e questo alla fine è quello che conta: che le persone vadano via dai miei concerti con il sorriso».
Molte star internazionali riducono i loro passaggi in Italia a una o due date, a Milano o Roma. Lei invece ha da sempre un rapporto speciale con il nostro Paese ha anche collaborato con artisti come Caparezza e Nina Zilli; e ora a questo rapporto ci ha dedicato un intero tour. Come lo descriverebbe?
«Beh, vengo in Italia da più di quarantacinque anni e il rapporto con il pubblico italiano non è mai cambiato, è sempre stato un amore ricambiato. Gli italiani hanno una passione speciale, una follia positiva che mi piace moltissimo. Questo Paese ha tantissimi luoghi meravigliosi, città con una storia e un’identità fortissima. Mi piace l’idea di attraversarlo. Il tour, con il suo titolo, nasce proprio da questo legame. Mi sento sempre il benvenuto qui, sono un “Englishman in Italy” che mangia molto cibo italiano. Il Veneto, in particolare, è un territorio bellissimo, con città straordinarie, grande cultura, ottimo cibo e ottimi vini. Purtroppo quando sono in tour ho poco tempo per visitare davvero le città in cui mi esibisco. Ma ogni volta che torno mi sento fortunato».