Ancona, 7 luglio 2026 – Ore di angoscia ad Ancona per Davide Cesaroni, 41 anni, e Chiara Pesaresi, 38, marito e moglie dispersi da giovedì sulle Dolomiti friulane. Lui corriere per Farmacentro Servizi, lei ingegnere edile e architetto, residente a Candia: una coppia di escursionisti esperti, partita per un trekking di due giorni tra Friuli Venezia Giulia e Veneto.
L’ultimo contatto risale a mercoledì
L’ultimo segnale risale a mercoledì, attorno alle 22.30, quando i due hanno sentito telefonicamente i familiari. Il programma per il giorno successivo era chiaro: percorrere i sentieri Cai 352 e 353, dal rifugio Pordenone al rifugio Padova, attraversando la Val d’Arade. Un itinerario classificato come impegnativo, che si snoda tra canaloni e ghiaioni nel cuore delle Dolomiti d’oltrepiave: circa sette ore di cammino, con dislivelli importanti e tratti esposti che richiedono passo sicuro ed esperienza. Da quel momento, il silenzio: i telefoni dei due risultano irraggiungibili, complice anche la scarsa copertura della zona.

Il rifugio Pordenone dove hanno atteso invano la coppia di escursionisti anconetani
Un familiare fa scattare l’allarme
A far scattare l’allarme, ieri, è stato un familiare, preoccupato dal mancato rientro dei due coniugi e dall’impossibilità di contattarli. I carabinieri hanno rapidamente individuato l’auto della coppia, ancora parcheggiata nei pressi del rifugio Pordenone, a Cimolais, all’imbocco del percorso. Un dettaglio che ha ristretto il campo delle ricerche ma che ha anche alimentato i timori: il gestore del rifugio Padova, dove i due avevano prenotato per giovedì sera, non li ha mai visti arrivare. E negli alberghi della zona non risulta alcuna traccia del loro passaggio.
I soccorsi
La macchina dei soccorsi si è messa in moto nel primo pomeriggio di ieri. L’Alta Valcellina e la Val d’Arade sono state sorvolate per ore dall’elicottero Drago dei vigili del fuoco e dal velivolo della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, che hanno perlustrato dall’alto l’intero tracciato che i due anconetani avrebbero dovuto seguire. Le ricognizioni aeree, però, non hanno dato alcun esito. Così, attorno alle 18, gli elicotteri hanno trasportato in quota numerose squadre di tecnici del Soccorso alpino, impegnate a battere palmo a palmo sentieri, canaloni e ghiaioni nelle zone ritenute più probabili.
Le ricerche
Sul campo lavorano i vigili del fuoco dei comandi di Pordenone e Belluno, insieme alle stazioni del Soccorso alpino della Valcellina e della provincia di Belluno: l’itinerario scelto dalla coppia attraversa infatti il confine tra le due regioni. Il coordinamento delle operazioni è affidato al campo base allestito nella zona dell’aviosuperficie di Pian Pinedo, a Claut. Le ricerche sono proseguite fino a sera e riprenderanno alle prime luci dell’alba, con l’impiego di ulteriori squadre e mezzi aerei. Ad Ancona, intanto, amici e colleghi dei due coniugi seguono con il fiato sospeso gli aggiornamenti dal Friuli, aggrappati alla speranza che Davide e Chiara abbiano soltanto perso l’orientamento lungo uno dei tracciati secondari e possano essere raggiunti al più presto dai soccorritori.