Il club rossonero si sta muovendo in base alle indicazioni di Amorim, a cui servono difensori capaci a impostare
Giornalista
6 luglio – 13:03 – MILANO
Dare la precedenza agli obiettivi prioritari dovrebbe essere una pratica normale quando si gettano le basi per il mercato estivo. Negli ultimi anni invece il Milan ha portato avanti sessioni di mercato – definiamole così – creative. A volte con operazioni senza una logica temporale e senza una logica legata alle priorità. Stavolta, a causa dello sprofondo di fine maggio, è tutto diverso. Nonostante la rivoluzione societaria, con azzeramento e rispristino dirigenziale, le idee appaiono chiare: serviva innanzitutto un centravanti con cui aprire un ciclo, ed è arrivato. L’altra esigenza assoluta era un centrale difensivo, e anche questo nelle prossime ore dovrebbe andare in porto.
casella—
Ecco, dopo aver riempito la famelica casella del numero nove, ora il focus è sulla difesa. Anche perché è un reparto fondamentale per lo sviluppo del gioco di Amorim. Se per Allegri la condizione essenziale – praticamente l’unica – era poter contare su una retroguardia chiusa a chiave, il suo successore vede nei centrali anche l’inizio della fase offensiva. Che rispetto a Max è decisamente più spinta. Tradotto: non solo ripartire, ma costruire. Fin qui erano circolati soprattutto i nomi di Antonio Silva e Gonçalo Inacio, poi è tornato di stretta attualità Mario Gila, già nel mirino del Milan targato Tare-Furlani. Se tutto filerà come previsto, martedì potrebbe essere il giorno giusto per chiudere l’affare con la Lazio (l’accordo col giocatore c’è già ed è totale). Con l’arrivo dello spagnolo, difesa a posto? Non proprio. Da quanto filtra infatti il club rossonero vorrebbe procedere a un secondo acquisto. Un nome sul taccuino è quello di Valdepeñas, classe 2006 del Real Madrid. Un altro, decisamente agli antipodi, era quello del senatore Van Dijk, che però non dovrebbe muoversi da Liverpool e su cui il Diavolo ha intenzione di tornare forte il prossimo anno, quando sarà in scadenza di contratto.
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esigenze—
Questo cospicuo interventismo in difesa nasce dall’esigenza di apportare miglioramenti sia sul centrodestra, sia in mezzo. Gila infatti dà il meglio di sé sul centrodestra e Amorim, pur ritenendo Gabbia un giocatore affidabile, vorrebbe ulteriormente alzare il livello al centro della linea a tre. Gli interpreti migliori in quella zona però costano e quindi, prima di capire quale strada prendere, servirà farsi due conti in tasca dopo l’esborso per Gila (bonus compresi, si parla di una trentina di milioni). Non è dunque detto che Gabbia, ragazzo molto serio e applicato nel ruolo, passi di botto da titolare a riservista, ma la tentazione della proprietà di agire anche al centro del reparto è forte. Un aiuto in termini finanziari dovrebbe arrivare da Tomori, sulla lista dei partenti. L’inglese è un difensore veloce ma di certo non ha nella tecnica il suo punto di forza. Per Amorim è cedibile, il club lo valuta una ventina di milioni anche se il contratto in scadenza nel 2027 non agevola le pretese. Per il resto, Pavlovic è fermamente intenzionato a restare, anche col semaforo verde di Amorim: il serbo non è esattamente un fine dicitore con la palla fra i piedi, ma è sicuramente interessante nell’interpretazione della fase offensiva. Tra lui e Gila il tecnico portoghese avrebbe due centrali in grado di sganciarsi alternativamente offrendo soluzioni interessanti. De Winter okay come primo cambio, mentre Odogu andrà valutato.
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