Poche settimane e anche quota 1.500 sarà raggiunta. A fine luglio, secondo le previsioni del Dipartimento Sud della Presidenza del Consiglio, di cui è responsabile il sottosegretario Luigi Sbarra, la Zes unica toccherà le 1.500 autorizzazioni uniche, a riprova di un trend che non conosce pause ormai dalla metà del 2024. E bene ha fatto ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo a Brindisi alla cerimonia di avvio dei lavori dello stabilimento di Eni Storage Systems, a ricordare «quando in molti, anche qui in Puglia, criticarono l’istituzione della Zes unica perché accentrava a Roma le decisioni amministrative. Oggi tutti possono prendere atto che la Zes del Mezzogiorno ha portato benefici significativi e immediati in Puglia come in Campania, con nuove imprese e nuovi occupati».

APPROFONDIMENTI

A inizio mese, gli investimenti diretti superano i 9,3 miliardi di euro ma, secondo uno studio Ambrosetti, complessivamente hanno già raggiunto i 58 miliardi di euro, che hanno generato 65mila nuovi posti di lavoro, di cui 17mila diretti. Agritech, turismo e manifattura i settori più gettonati, Campania e Puglia le regioni da cui continuano ad arrivare le richieste maggiori.

Lo scenario

Un impatto talmente forte e costante che non si può escludere che dietro le buone performance dei sindaci meridionali, alla luce della classifica del loro gradimento da parte dei rispettivi cittadini, ci sia anche la spinta della Zes unica, comune a tutte le regioni meridionali e dall’inizio dell’anno estesa anche a Umbria e Marche. «Ora – insiste non a caso Urso – anche le regioni del Nord, di ogni colore politico, chiedono che si faccia altrettanto a proposito della Zes unica almeno per quanto riguarda la semplificazione amministrativa». La premier Giorgia Meloni ne ha già parlato più volte confermando l’impegno del Governo per estendere la sburocratizzazione a tutto il resto del Paese ma la strada non è semplicissima sul piano procedurale (si tratta a quanto pare di valutare i ruoli e le competenze degli enti locali, Regioni in primis). La sensazione è che la misura arriverà quanto prima.

L’analisi

Di sicuro, sottolinea Sbarra al recente Forum Confapi, «la Zes unica sta dimostrando come semplificazione amministrativa e incentivi agli investimenti possano rafforzare la competitività del Sud, attrarre nuovi capitali e creare occupazione. Per questo il Governo continuerà a investire con convinzione su di essa, uno strumento che sta producendo risultati concreti e che rappresenta una leva decisiva per rafforzare il sistema produttivo e rendere il Mezzogiorno sempre più competitivo nel Mediterraneo».

L’epoca d’oro della ricerca a Napoli

Quanto al rischio che l’estensione della Zona economica speciale a tutto il Paese possa compromettere la ripresa del Sud, Sbarra ribadisce: «La Zes unica è la più importante politica industriale realizzata negli ultimi anni a favore del Sud e il sistema degli incentivi, a partire dal credito d’imposta, resterà ad esclusivo beneficio delle imprese meridionali per continuare il percorso di crescita avviato ormai da anni».

La Zes unica peraltro guarda anche alle sue future evoluzioni: a Benevento, durante il recente incontro su «Mezzogiorno al Centro» organizzato da Pasquale Lampugnale è stata proposta ad esempio l’introduzione, nell’ambito della Zes, di un regime speciale dedicato alle città medie e ai territori fragili in particolare quelli attraversati dalla nuova linea AV/AC Napoli-Bari. Una strada che il direttore del Dipartimento Sud Giosy Romano ha già definito percorribile.