Firenze, 7 luglio 2026 – “Tra giugno e luglio osserviamo ogni anno un aumento degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri psichiatrici. È un fenomeno ormai consolidato, legato sia agli effetti del caldo sia ad alcuni fattori tipici del periodo estivo”. A fotografare una situazione che, purtroppo, si ripete puntualmente è il dottor Francesco Casamassima, direttore della struttura complessa di Salute mentale adulti Firenze dell’Azienda Usl Toscana Centro.

Le elevate temperature, infatti, non mettono a dura prova soltanto il fisico. Per molte persone rappresentano anche un fattore in grado di aggravare disturbi psichiatrici già presenti o di favorire comportamenti a rischio.

Le categorie più a rischio

“Ci sono tre categorie di pazienti che in estate vediamo con maggiore frequenza – spiega Casamassima –. La prima è quella delle persone affette da disturbo bipolare: in questo periodo registriamo un incremento delle fasi maniacali, soprattutto nei soggetti che hanno una particolare suscettibilità stagionale”.

Un secondo gruppo è rappresentato dalle persone che soffrono contemporaneamente di disturbi psichiatrici e dipendenze. “L’estate porta con sé una maggiore vita sociale, più occasioni di consumo di alcol e sostanze. Il caldo, la disidratazione e una minore percezione del rischio possono favorire comportamenti impulsivi e aggravare situazioni già molto fragili”.

Infine ci sono gli anziani e le persone sole. “Parliamo soprattutto di pazienti con decadimento cognitivo o particolarmente fragili. Le alte temperature e il rischio di disidratazione possono determinare un peggioramento importante del quadro clinico”.

A tutto questo si aggiunge un fenomeno meno evidente ma altrettanto concreto. “Durante l’estate alcuni pazienti seguiti da professionisti privati si trovano senza il proprio terapeuta, magari perché è in ferie, e nei momenti di crisi finiscono per rivolgersi direttamente al pronto soccorso”, fa sapere Casamassima.

Reparti pieni

L’aumento della domanda di assistenza si riflette inevitabilmente anche sui reparti. “Disponiamo di 12 posti letto a Santa Maria Nuova e di 11 alle Oblate. Da tre-quattro settimane sono costantemente occupati. Rispetto ai mesi di aprile e maggio registriamo un incremento significativo delle richieste di ricovero. È un andamento che osserviamo ogni anno”.

Se il caldo rappresenta un fattore scatenante stagionale, c’è però una tendenza che, secondo gli specialisti, non conosce pause. “Il vero trend in crescita riguarda l’abuso di sostanze, in particolare dei cannabinoidi. Vediamo sempre più giovani che arrivano all’osservazione con un primo episodio psicotico o con disturbi psichiatrici all’esordio associati al consumo di droghe”.

Sos adolescenti e boom di diagnosi di Adhd

Per Casamassima è proprio questa la principale emergenza. “Oggi la grande criticità riguarda gli adolescenti. Sempre più spesso ci troviamo davanti a ragazzi che presentano contemporaneamente un disturbo psichiatrico e un abuso di sostanze. Esiste una percezione molto bassa del rischio legato ai cannabinoidi, mentre sappiamo che possono avere un elevato potenziale nell’indurre episodi psicotici, soprattutto nei soggetti predisposti”.

Sul benessere psicologico delle nuove generazioni pesa anche l’uso sempre più spasmodico dei social. “L’impressione clinica – osserva Casamassima – è che le capacità di attenzione e concentrazione dei giovani siano generalmente piuttosto ridotte e fortemente influenzate dall’abitudine allo scrolling continuo. Già per un adulto avere accanto uno smartphone rappresenta una fonte di distrazione difficilmente controllabile; per un cervello ancora in formazione il problema ovviamente si accentua”.

Il direttore della Salute mentale adulti invita però a evitare semplificazioni: “I social incidono soprattutto sul piano educativo e comportamentale. Non possono spiegare da soli l’aumento del disagio psicologico, ma certamente contribuiscono a modificare le modalità di attenzione e di relazione dei ragazzi”. Un fenomeno che, osserva lo specialista, si accompagna anche a “una vera e propria epidemia diagnostica di Adhd”, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.