Presentati a Milano i piani per il futuro della rete, il Presidente Urbano Cairo: “Da anni siamo in crescita e ora siamo la terza rete più vista”


Francesco Rizzo

Giornalista

8 luglio 2026 (modifica alle 22:48) – MILANO

Squadra vincente non si cambia: la prossima stagione di La7 e La7 Cinema, presentata oggi a Milano, punta a consolidare i risultati recenti arricchendo una linea editoriale che ha dato soddisfazioni, con il 6,1% in prime time, raggiungendo 1,2 milioni di spettatori (6,6% considerando tutto il network, con La7 Cinema). Lo conferma l’editore e presidente di Rcs, Urbano Cairo: “Siamo sistematicamente la terza rete più vista. Un anno fa ce la giocavamo con Italia 1, oggi siamo regolarmente davanti. E siamo in crescita da tre stagioni: nel 2022-2023 eravamo al 5.2% di share”.

E così, si riparte con una serie di novità calibrate: lo sviluppo di spin off come PiazzaPulita 100 minuti con quattro-sei puntate di inchieste coordinate da Corrado Formigli; il ritorno di Aldo Cazzullo, con dodici puntate inedite di Una giornata particolare. Con Cazzullo, spiega Cairo, “siamo partiti al 4% di share poi il dato è salito anche grazie alle repliche”. Torneranno poi i La7 Originals nella giornata di domenica. E ancora due speciali di Ezio Mauro, uno sulla presa di Capitol Hill e uno su Donald Trump.

Altra novità sono gli investimenti nella fiction prodotta da terzi: da Sky, in autunno, approderà M-Il figlio del secolo, tratto da Antonio Scurati, mai andata in chiaro, con gli episodi introdotti da Corrado Augias e alcuni ospiti per farne un racconto più ampio fra passato e presente. Otto episodi, quattro serate, “perché crediamo che in tanti la vogliano vedere, ci aspettiamo l’interesse del pubblico. Ma è una scelta commerciale, non politica”, commenta Cairo. E la rete valuta altre possibilità di acquisizioni in questo ambito. Poi uno speciale sulla P2 con Fabrizio Gifuni, il film The apprentice sulle origini di Trump e Mister nobody against Putin, documentario Premio Oscar nel 2026.

la nuova app—  

Da autunno nasce poi La7 Play, una piattaforma digitale a livello mobile, smart tv e desktop con una app dedicata, per offrire un nuovo accesso in streaming ai programmi di La7 più ampio e più funzionale. Ma si continua a puntare forte anche su La7Cinema, “che un anno fa avevamo solo lanciato – dice Cairo – e che è davvero partita con risultati importanti e crescenti, superiori a La7D. Vogliamo stabilizzarci all’1% di share nella giornata. Un film in onda su La7 fa più ascolti che su La7Cinema ma il rendimento a lungo termine è più forte su La7Cinema”, spiega Cairo.

Cosa rivedremo, quindi? Il Tg di Enrico Mentana, il cui contratto scade a fine anno “ma parliamo, parleremo, deciderà lui”, spiega Cairo, Otto e Mezzo di Lilli Gruber, le tradizionali serate con La Torre di Babele il lunedì, diMartedì il giorno dopo, Una giornata particolare di Aldo Cazzulo il mercoledì, Piazzapulita il giovedì e Propaganda Live il venerdì, fino al sabato con In altre parole di Massimo Gramellini. E In Onda la domenica. Una spina dorsale che, spiega la rete, spinge La7 al 4,4% di share nel totale giorno, seconda rete più vista fra i laureati.

i programmi di informazione—  

Durante il giorno rivedremo anche Omnibus, Coffee break, L’aria che tira e Tagadà, nel pomeriggio Ignoto X. “Lo spazio nostro è questo, qui vogliamo crescere – continua Cairo -. Un mio pallino è un ‘Letterman Show’, per esempio lunedì, mercoledì e sabato ma per ora non ci siamo mai riusciti, non c’è nemmeno un Letterman. Volti nuovi come Federica Sciarelli? L’ho chiamata in passato, la stimo molto ma è legata alla Rai. Siamo etichettati come tv anti Meloni? Non facciamo sconti a nessuno, ho sempre ricevuto telefonate da ogni parte politica. Siamo attenti a quello che succede nel Paese con uno sguardo critico, tutti sono invitati, c’è chi viene e chi no. E La7 non era diversa prima che arrivasse Mentana. Prima c’erano Lerner e Santoro, oggi Cazzullo e Gramellini, non pericolosi bolscevichi. Cerchiamo di fare una rete libera e indipendente, lasciando libertà ai giornalisti, ovviamente cercando di evitare la diffamazione e certe attenzioni morbose. Ma vedo grande sensibilità. Noi facciamo informazione, sta al pubblico valutare. Per esempio, le parole di Trump che abbiamo raccolto in esclusiva sul Corriere e La7 hanno fatto un favore alla Meloni. E comunque programmi come quelli di Cazzullo o Mauro fanno approfondimento, non politica”. E il mercato dell’editoria, negli anni, si è fatto più frammentato e complesso: “Oggi, con Internet, è molto più difficile competere. Si deve capire in fretta cosa succede e cogliere le opportunità”.

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Cairo: “la politica è una cosa complicata”—  

Non manca una battuta sulle voci che riguardano un passaggio in politica di Cairo come candidato sindaco a Milano: “La politica è una cosa complicata. Come scrive Giuliano da Empoli, ci sono imprenditori che criticano chi fa politica, poi realizzano sondaggi su di loro come li ho fatti io su di me, cercano di farsi eleggere e scoprono che, se da un lato conoscono il terreno di gioco delle imprese, nella politica trovano un terreno nebuloso. E il caso di Silvio Berlusconi lo dimostra. Considerando ciò che lui era come imprenditore e visionario, in politica ha realizzato il 30% di quanto avrebbe potuto e non perché non avesse capito il terreno di gioco ma perché non hai la possibilità di incidere velocemente come accade nella tua azienda. Ma vedremo, nella vita non si sa mai. I consensi su di me? Altissimi (ride, ndr)”.