C’è grande emozione nelle parole di Crisula Stafida, attrice italo-greca classe 1981, che da oggi, 9 luglio, sarà nelle sale con Election Day. Nella nuova commedia di Giorgio Amato, Stafida interpreta Sara, la social media manager e consulente d’immagine della deputata Renata Innocenti (Angela Finocchiaro), la cui scalata verso il Ministero della Pubblica Istruzione viene improvvisamente travolta dal panico: un video con insulti razzisti pubblicato dal compagno Carlo De Santis (Antonio Gerardi) diventa virale, innescando una catastrofe politica e d’immagine.
Il motore del film sono proprio le conseguenze spietate della viralità sul web, capaci di distruggere una carriera in pochi clic. Un tema caldissimo su cui l’attrice ha le idee chiare: «Io, personalmente, uso i social solo per lavoro. Non mi piace mostrare la mia vita privata, al massimo condivido cose leggere ogni tanto per strappare un sorriso».
Chi è Sara in Election Day
«Sara è un personaggio che, nonostante il caos, prova a portare un po’ di leggerezza», dice Stafida. «Viene da un passato difficile: i suoi genitori non hanno mai accettato la sua sessualità, però quello che non ti uccide ti fortifica. E cerca di vivere sempre tutto con ironia». Un atteggiamento in cui Stafida si riflette: «A 11 anni ho lasciato Roma perché i miei si sono separati, è stato abbastanza traumatico. Non ho vissuto quello che ha vissuto Sara, però mi sono dovuta reinventare. O ti deprimi, ti butti giù ed è finita, oppure cerchi di farti una risata. Ho cercato di portare questo aspetto giocoso di me anche nel personaggio, conferendole anche una parlata romana che contrasta con il rigido milanese di Finocchiaro. Su questo il regista mi ha lasciato molta libertà creativa».
Attraverso la figura di Sara, la commedia affronta il tema del rifiuto familiare legato all’orientamento sessuale. Per Stafida «interpretare un personaggio gay oppure etero non fa differenza». Il modo migliore per normalizzare temi su cui, purtroppo, ancora oggi non si è completamente liberi, è proprio raccontarli senza renderli “straordinari”.
Già nel 2013, infatti, Crisula ha interpretato un personaggio omosessuale, Giulia Silenzi, nel film Tulpa – Perdizioni Mortali. Un thriller del quale molti ricorderanno la scena saffica con Claudia Gerini. Proprio di lei, l’attrice ricorda: «Mi vide imbarazzata prima di girare la scena di nudo insieme in doccia e si mise a fare le prove della fotografia al posto mio per tranquillizzarmi, forse perché era già più esperta e disinibita di me, considerando anche che il regista – Federico Zampaglione – era il suo compagno di allora. Lo ricordo come un bel gesto».
Tra set e vita privata
In attività dal 2006, Stafida ha diversificato molto la sua carriera e oggi lavora anche come insegnante di recitazione e speaker per Focus. «È un divertimento e poi quando non sei sul set hai bisogno di riempire il tempo, non puoi stare fermo a sperare nel prossimo provino: non fa bene alla salute mentale.
Quindi ho scelto di fare anche altro, ma sempre in ambito artistico». E quando i troppi impegni si fanno sentire? «Sono una pantofolaia. Il mio relax è stare a casa, in terrazza a mangiare un gelato d’estate». Ma, anche se oggi vive a Roma e ha girato l’Italia per studiare recitazione, la vera “casa” del cuore resta un’altra: «È a Rovereto, dove c’è la mia casa d’infanzia e dove vivono mia madre e il suo compagno».
Tra i ruoli più amati l’attrice ricorda Angelica nella miniserie Fragili («una mamma e infermiera tenera ma forte»), mentre per il futuro si augura di continuare con il cinema e sogna collaborazioni con nomi come Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Luca Marinelli e Micaela Ramazzotti. Sul cinema italiano attuale, ha le idee chiare: «Vorrei vedere gli attori in ruoli differenti e poi sceneggiature più interessanti. Alla fine si parla sempre delle stesse cose, si recita sempre nello stesso modo, mi piacerebbe che gli attori si mettessero in gioco interpretando personaggi nuovi».
L’amore per la recitazione
La passione per la recitazione è stata sempre in lei: sin da bambina metteva in scena dei siparietti, ma quando l’hanno chiamata per sostituire un’attrice in uno spettacolo in un villaggio turistico si è accesa la vera scintilla. Però per far diventare il suo sogno realtà, ha dovuto lottare da sola: «Mio padre è venuto a mancare presto, mia mamma era in Trentino. Non mi poteva aiutare molto economicamente, quindi mi sono dovuta guadagnare tutto da sola. Mi supportava moralmente, ma più di quello non poteva fare».
Un sacrificio che farebbe ancora: «Questo fuoco che brucia devi avercelo nel Dna. Altrimenti molleresti nei momenti in cui non si muove una foglia. Io ho fatto altri lavori, ma non ho mai pensato di accantonare la recitazione. Il bello di questo mestiere? Se hai talento, puoi interpretare ruoli fino a 80 anni».
Ultimo aggiornamento: giovedì 9 luglio 2026, 16:32
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