La ceca ha vinto il 1° set agevolmente, incassando però un 1-6 nel secondo. Nel 3° si è arrivati sino in fondo, con Muchova che s’imponeva 12-10. Ora l’altra semifinale Noskova-Kostyuk 

Vento dell’Est. La ceca Karolina Muchova è la prima finalista di Wimbledon dopo il successo su Coco Gauff nello spettacolare super tie-break del terzo set nella prima partita di giornata sul Centrale. Sotto il sole cocente di Londra, insolitamente nella morsa dell’afa, ora in campo l’altra ceca Linda Noskova e l’ucraina Marta Kostyuk per il secondo posto nel match che sabato assegna il titolo al femminile. Chiunque lo vinca, sarà una prima volta sull’erba più famosa del mondo.

MUCHOVA v GAUFF 6-2 1-6 7-6 (10)—  

 Testa, classe e resistenza. Così Muchova si è guadagnata la seconda semifinale slam della carriera, alla fine di due ore e 35’ di battaglia contro Gauff, che deve ancora aspettare per diventare la quarta donna in attività a giocare finali su tutte le superficie. Muchova, che quest’anno ha vinto a Doha e Bad Homburg, aveva perso nell’ultimo atto del Roland Garros 2023 da Iga Swiatek. Questa battaglia vinta a Wimbledon sa tanto di consacrazione, per una giocatrice che ora è arrivata a 10 vittorie consecutive e a Wimbledon prima di quest’anno non vinceva una partita dal 2021. Questo successo se l’è guadagnato con le unghie e la determinazione, quella che l’ha portata a un traguardo mai raggiunto prima. La ceca controlla agevolmente il primo set, chiuso 6-2 in 39’, con Gauff prigioniera dei suoi demoni (appena il 19% di servizi non risposti). Il ko però sveglia la statunitense, che riparte aggressiva, conquista finalmente il break nel quarto gioco e con un 6-1 trascina di prepotenza il match al terzo set. Gauff deve annullare due palle break nel quarto gioco, Muchova altrettante nel nono e così il super tie-break diventa inevitabile. Lì, in uno spettacolare scambio di punti che si trasforma in una guerra di nervi e in un instant classic, Muchova esce vincitrice al secondo match point. E si prende i meritati applausi dell’estasiato (e accaldato) pubblico del Centrale.