Alla Continassa si lavora per fare spazio: gli esuberi si alleneranno regolarmente con i compagni per tutto il precampionato, in attesa di una nuova destinazione

Cosa farà la Juve se non dovesse cedere David e Openda? Da lunedì il gruppo si ritroverà alla Continassa per il raduno, così da dare il via alla nuova stagione. Ci saranno tutti tranne i calciatori in vacanza dopo l’impegno estivo al Mondiale. Tutti: significa che Spalletti dovrà vedersela pure con quelli che ha già tagliato fuori dal progetto. In attesa di una nuova destinazione, non ci sarà alcun giocatore fuori rosa nel precampionato, quantomeno negli allenamenti. 

ESUBERI—  

Openda guida il gruppone dei giocatori che dovranno trovare collocazione al più presto: la verità è che la dirigenza avrebbe voluto evitare a Spalletti l’imbarazzo di ritrovare ancora i soliti noti in gruppo; invece, l’allenatore sarà costretto a gestire – almeno nel primo periodo – una lunga lista di giocatori virtualmente ex. Le situazioni più delicate sono da gestire in attacco: David, per esempio, secondo l’allenatore non avrà spazio nel nuovo corso, eppure il giocatore ha puntato i piedi e ha fatto sapere di voler rimanere per rispettare il contratto che ha firmato (avrebbe altri quattro anni a 6 milioni netti a stagione). 

GESTIONE—  

La dirigenza della Juve sarà costretta a fare un gran lavoro diplomatico per alleggerire il lavoro sul campo dell’allenatore, non perdendo di vista l’obiettivo sul mercato. Non tutti i giocatori avranno proposte da subito, per alcuni bisognerà attendere l’ultimo momento utile e in qualche circostanza servirà pure la collaborazione dei diretti interessati per rivedere gli accordi al ribasso. La gestione del mercato in uscita sarà comunque pianificata in un clima disteso, alla ricerca di collaborazione degli entourage e dei giocatori stessi. Con prudenza e senza conflittualità, a meno di casi estremi sul lungo periodo. 

Promo Mondiale 1€ al mese per 3 mesi – Scopri chi vince con Gazzetta AI Predictor!

MERCATO—  

La Juve non ha alternative alle cessioni: deve sfoltire la rosa per fare mercato. Spalletti vuole due centravanti fisici e l’arrivo di Ekhator è solo un antipasto. Il futuro di Openda è indirizzato verso la cessione in prestito: di più il club non può pretendere, considerato il riscatto obbligatorio a una spesa di bilancio complessiva sui 44 milioni. Con la cessione del belga c’è spazio per un numero 9 come richiesto da Spalletti, pur senza la possibilità di esagerare nei costi. L’opportunità di guadagno esiste invece con la vendita di David, che è arrivato a parametro zero: il nodo per giungere alla plusvalenza, però, si scioglie solo con la possibilità per il calciatore di andare in una grande squadra. Ecco perché il dialogo col Psg per incrociare il destino del canadese con quello di Kolo Muani è sempre il più interessante, anche se non nasconde il rischio concreto di non liberare spazio per l’arrivo del secondo numero 9.