Lo zio di Rafa: “Alexander soffre particolarmente Jannik, ma Parigi gli ha dato sicurezza. L’anno scorso ha lavorato nella mia academy, e gli ho detto cosa pensavo di lui”

12 luglio – 08:31 – LONDRA 

Tra i pochissimi che nell’Era Open sono riusciti a completare la doppietta Roland Garros-Wimbledon lo stesso anno c’è anche il nipote Rafa con cui ha vinto 16 Slam da allenatore. Oggi Sascha Zverev, che Toni Nadal conosce bene e di cui è stato consigliere l’anno scorso ospitandolo alla Nadal Academy, potrebbe raggiungere questa élite che racchiude solo sei giocatori. C’è però l’ostacolo Sinner, che lo ha battuto nelle ultime nove occasioni e che in semifinale contro Djokovic si è ritrovato. 

during a **** prior to the Nitto ATP World Tour Finals at O2 Arena on November 10, 2017 in London, England.

Toni, pochissimi giocatori nell’Era Open sono riusciti a vincere Roland Garros e Wimbledon nello stesso anno. Zverev ha quello che serve per riuscirci? 

“Credo che Zverev abbia chiaramente la possibilità di riuscirci. Sarà molto difficile, perché il favorito resta Sinner, però avrà le sue opportunità. Voleva vincere uno Slam più di ogni altra cosa e il titolo di Parigi lo ha reso più sicuro”. 

Contro Djokovic, però, abbiamo rivisto il miglior Sinner… 

“È difficile sapere perché non abbia brillato all’inizio, penso perché non giocava da un mese, però ha ritrovato ritmo e un ottimo livello. È stato superiore a Djokovic da fondo campo”. 

Nove sconfitte consecutive sono il segnale che il numero 1 al mondo è indigesto a Sascha. Quali chance potrà ritagliarsi? 

“Le sue possibilità passano dal cercare di rompere subito il ritmo, giocare con aggressività e non entrare in lunghi scambi nei quali credo che Sinner sia superiore. Per me questo è fondamentale. Poi è anche vero che quando un giocatore batte tante volte lo stesso avversario è perché il suo gioco gli crea problemi. Per cambiare la dinamica bisogna fare qualcosa di diverso. Vediamo se Alexander ci riuscirà”. 

Il servizio del n.1 è cresciuto tantissimo nell’ultimo anno. È questa l’evoluzione che l’ha sorpresa di più del suo tennis? 

“Penso che Sinner, come ogni grande campione, oltre a voler vincere, sappia anche di dover continuare a evolversi. Il servizio migliora anno dopo anno. Ieri ha servito molto bene. Credo che Djokovic abbia avuto una sola palla break. A Wimbledon fare break a Nole, che ha vinto sette volte, non è semplice. È uno dei migliori ribattitori del mondo, se non il migliore. La verità è che rispondere al servizio di Sinner non è per niente facile”. 

Italy's Jannik Sinner celebrates after winning the 2026 ATP Tour Madrid Open tennis tournament final singles match against Germany's Alexander Zverev (R) at the Caja Magica in Madrid, on May 3, 2026. (Photo by Thomas COEX / AFP)

Quale aspetto del tennis di Zverev sull’erba può creare più problemi a Sinner? 

“Sascha ha un rovescio e un servizio molto buono. Il diritto, invece, a volte è un po’ più discontinuo. Ma soprattutto, per me, deve essere aggressivo. È la cosa principale. Deve cercare di non dare ritmo allo scambio, giocare il più rapidamente possibile e provare in ogni momento il colpo vincente. Commetterà anche qualche errore in più, ma penso che questa sia la strada migliore per battere Sinner. Jannik è il favorito perché lo ha dimostrato, è il numero uno e negli ultimi confronti lo ha sempre battuto. Sono quasi tre anni che non riesce a batterlo”. 

NEW YORK, NEW YORK - SEPTEMBER 04: Alexander Zverev of Germany embraces Jannik Sinner of Italy following their Men's Singles Fourth Round match on Day Eight of the 2023 US Open at the USTA Billie Jean King National Tennis Center on September 04, 2023 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City.   Al Bello/Getty Images/AFP (Photo by AL BELLO / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

L’anno scorso Zverev ha trascorso alcuni giorni nella vostra Academy. Com’è Sascha come persona, fuori dal campo e durante gli allenamenti? 

“Sono stato con lui per circa otto giorni. È una persona che ama tantissimo il tennis e a cui piace lavorare duro. Abbiamo parlato del suo gioco e gli ho dato la mia opinione. Secondo me aveva un’impostazione un po’ sbagliata. Gli ho detto che avrebbe dovuto giocare in maniera più aggressiva. A volte poi si preoccupa troppo di qualsiasi errore e questo è un problema. In semifinale ha disputato una buona partita. È vero che l’avversario non era di primissimo livello, però ha giocato in maniera aggressiva, ha cercato di fare il punto con il diritto. Credo che contro Jannik dovrebbe fare la stessa cosa”. 

Lei ha sempre sostenuto che la forza mentale sia la grande differenza tra i campioni e buoni giocatori. Chi arriva più forte mentalmente a questa finale? 

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“Credo che arrivi leggermente meglio Sinner. Perché sa di avere un vantaggio nei precedenti e sa che Zverev non lo batte da quasi tre anni. Queste partite sono anche emotive. Non contano soltanto il gioco e la tattica, ma anche il modo in cui si arriva mentalmente all’incontro. Jannik è probabilmente il giocatore più stabile mentalmente del circuito. È anche un tennista che sbaglia pochissimo. Però Zverev non è più quello di un anno fa, quando aveva molti più dubbi. Sarà una partita complicata. Queste sfide si decidono anche sui nervi e spesso una sola palla che entra o esce può cambiare completamente l’inerzia del match”.