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Massimiliano Nerozzi, inviato a Los Angeles
A ogni Nazionale che ha preso parte ai Mondiali andranno almeno 12,5 milioni. Né le critiche, né le denunce e le petizioni fermano gli affari record del numero 1 del calcio
DAL NOSTRO INVIATO
LOS ANGELES — Impallinato da giornali e tv di tutto il pianeta, o quasi, Gianni Infantino non lascia ma raddoppia: già annunciata la ricandidatura alle elezioni dell’anno prossimo, il presidente della Fifa sta lavorando al Mondiale per club nel 2029, sempre negli Stati Uniti. Del resto, lo slogan è sempre lo stesso: fare soldi. «Per poter investire sempre di più nel calcio», garantisce lui, per aumentarne il potere sibilano critici e oppositori.
Compresa la Uefa che, dopo il caso Balogun, l’aveva attaccato con un comunicato rovente: «Avete oltrepassato il limite»; come pure una cinquantina di membri del Parlamento Ue, che avevano chiesto l’intervento del comitato etico della Fifa. Solo che, bisognerebbe agire: «Ceferin era arrabbiatissimo — racconta un ex consigliere della Uefa — ma, alla fine, non farà mai la guerra a Infantino».
Siamo sempre lì: quattrini e potere. E Infantino ha saputo trasformare la Fifa in una multinazionale svizzera (trattata come un’associazione). L’ultima idea — con il solito romanticismo a scopo di lucro — è la vendita dei pezzetti d’erba del MetLife Stadium di New York, il campo della finale: prezzi, dai 450 ai 3.000 dollari, a seconda della prenotazione (on line), il tutto in un involucro acrilico per preservare l’erba (che arriva da una fattoria della North Carolina) con inciso giorno e punteggio della finale. La società inglese che ha messo in piedi l’affare (con la Fifa, ovviamente) stima un ricavo di oltre 11 milioni di dollari. Del resto, fu venduta pure l’erba del vecchio Highbury e lo stesso, qui negli States, si fa con il terreno delle World Series, le finali del baseball (ma a 50 dollari).
È schizzato in alto anche il costo dei biglietti, in modo del tutto legale: la Fifa s’è infatti affidata a una determinazione dinamica dei prezzi, che vengono modellati in base alla domanda, anche se poi l’altro grande affare è stato quello della rivendita dell’ambito ticket: sulla piattaforma ufficiale venditori e compratori pagano una commissione attorno al 15 per cento.
La sospensione della squalifica a Balogun ha solo fatto saltare il tappo dello scandalo, alzandone il livello: per dire, l’organizzazione per i diritti umani «FairSquare» ha presentato un reclamo al comitato etico sostenendo che il presidente stesse violando la neutralità politica autoimposta dalla Fifa. Indignata Alexandra Addison, tra le fondatrici dell’organizzazione anticorruzione «Trace», e, dal 2011 al 2013, membro del comitato di governance indipendente incaricato di riformare la Fifa a seguito degli scandali per l’assegnazione dei Mondiali a Russia e Qatar. Lasciò per protesta perché — a suo avviso — si stavano bloccando le proposte di riforma. Strano eh.
A occhio e, soprattutto, a voti, Infantino sembra più forte che mai: il congresso della Fifa, che elegge il presidente e conferma gli organi direttivi, agisce secondo il principio «un Paese, un voto», per il quale anche le federazioni più piccole pesano come Italia, Francia o Germania.
Detto che ai campioni del mondo va un assegno da 50 milioni di dollari, la Fifa ha distribuito (e distribuirà) premi per circa 871 milioni di dollari alle 48 Nazionali partecipanti. Ognuna riceverà un minimo di 12,5 milioni di dollari, indipendentemente dal risultato sul campo: per le federazioni più piccole, tantissime, è una cifra che sistema il budget annuale. Infantino s’è sempre difeso: «Ditemi voi dove altro dovrebbero andare questi soldi?», se non alle federazioni, «per dare speranza e sogni ai bambini». Insomma, un benefattore.
Polemiche e progetti
Lo sdegno della Uefa per il caso Balogun
Dopo aver sospeso la squalifica al bomber Usa Balogun per gli ottavi contro il Belgio, la Uefa ha alzato la voce («Oltrepassato il limite») così come cinquanta membri del Parlamento Ue
Le accuse della politica: «Violata la neutralità»
L’organizzazione per i diritti umani «FairSquare» ha presentato un reclamo sostenendo che il presidente stesse violando la neutralità politica autoimposta dalla Fifa
Altro Mondiale per club organizzato in America
Vicino a Trump, che l’ha ospitato anche alla Casa Bianca, Infantino sta lavorando per il 2029 a un secondo Mondiale per club da giocare negli Stati Uniti dopo il precedente del 2025
12 luglio 2026
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