di
Giacomo Candoni

La sperimentazione voluta dall’assessore Messner fa discutere. Padre Davide non ci sta: «Si allontanano i giovani dalle relazioni profonde». Vladimir Luxuria: «Li si protegge da tanti rischi»

A partire da settembre, in Alto Adige prenderà il via un’iniziativa a suo modo storica: l’accesso totalmente gratuito ai sistemi anticoncezionali per i residenti tra i 14 e i 25 anni e le fasce di popolazione più vulnerabili. Si tratta di una provvedimento sanitario a tutto tondo dal momento che comprenderà anche consulenza, informazione e, ad eccezione dei preservativi, una visita ginecologica che consentirà di valutare il metodo contraccettivo più adatto per ogni persona. Una misura che però, come spesso accade quando viene presentata una novità, ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato il mondo cattolico teme una banalizzazione dell’affettività, dall’altro il fronte laico ne difende i benefici sociali.

Banalizzare la sessualità

A preoccupare la Chiesa è la lettura in filigrana che si potrebbe fare dell’operazione voluta dalla giunta Messner: «Il rischio – spiega padre Davide Traina, frate domenicano di Bolzano – è che rendendo gratuiti questi strumenti si trasmetta l’idea di una sessualità puramente tecnica o consumistica, allontanando i giovani da relazioni profonde a favore di rapporti superficiali». Una lettura non condivisa dall’attivista ed ex parlamentare Vladimir Luxuria che plaude alla misura, definendola «di respiro europeo»: «Quando si parla di sessualità bisognerebbe essere il più possibile laici e aperti. L’attività sessuale tra i giovani, spesso già dai 13-14 anni, esiste indipendentemente da quest’iniziativa e fornire contraccettivi non significa fomentare o pubblicizzare il sesso. Al contrario, significa evitare che i ragazzi si muovano da soli sul web, acquistando prodotti online senza alcuna consulenza medica». Luxuria sottolinea poi un altro aspetto: «Una misura di questo tipo è utile anche perché si trasmette l’idea che ragazzi e ragazze non sono figurine intercambiabili e che avere rapporti con più persone non equivale a scrollare immagini da un telefonino».



















































Il compimento dell’amore

Il divario tra le due visioni emerge anche in merito alla natura stessa del desiderio giovanile. Per il frate domenicano la direzione che dovrebbero seguire i giovani secondo la dottrina della Chiesa è chiara e passa anche per un nuovo significato da attribuire al termine “castità”: «Non è una rinuncia all’amore, ma il suo pieno compimento – argomenta padre Traina -. È la capacità di integrare gli affetti e il desiderio in un amore autentico, libero e fedele. I giovani sono fatti per un amore grande, non per accontentarsi di relazioni superficiali». Una lettura che, secondo Luxuria, si scontra con la realtà della società contemporanea: «Bisogna accantonare sterili visioni platoniche e prendere consapevolezza del fatto che oggi i giovanissimi desiderano esplorare precocemente la sessualità. È inutile sognare una generazione che si corteggia con lettere d’amore come un tempo».

L’educazione affettiva a scuola

Entrambi concordano comunque sulla necessità che a questa misura si accompagni l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole: «Troppo spesso i giovani vengono protetti sotto una campana di vetro e la sessualità è un argomento tabù, anche in ambito familiare». Su questa tematica l’Alto Adige ha comunque mosso un primo importante passo, in controtendenza anche rispetto al governo di Roma. A inizio mese il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato la mozione sull’educazione sessuale proposta dai consiglieri del gruppo Verde. Il testo impegna l’esecutivo a creare i presupposti giuridici per garantire che l’educazione affettiva e sessuale sia parte integrante del programma didattico nelle scuole di ogni grado. Nel resto d’Italia, invece, dopo l’approvazione della riforma Valditara sarà vietato affrontare temi attinenti all’ambito sessuale nelle scuole primarie e dell’infanzia, mentre alle scuole medie e superiori servirà un’autorizzazione firmata dai genitori o dagli studenti, se maggiorenni. 

12 luglio 2026 ( modifica il 12 luglio 2026 | 10:15)