di
Sara Bettoni
Il governatore lombardo aveva definito «penalizzante» il piano del ministero dell’Interno che assegnava alla regione 180 dei circa tremila nuovi agenti dell’ultimo corso allievi
Botta e risposta tra il Viminale e Palazzo Lombardia sul numero di agenti in servizio sul territorio. Solo qualche giorno fa il governatore leghista Attilio Fontana ha attaccato il governo, pure di centrodestra, definendo «penalizzante» il piano del ministero dell’Interno. Secondo Fontana alla regione saranno assegnati 180 dei circa 3 mila poliziotti che entreranno in servizio ad agosto al termine del 233° corso allievi. Una quota considerata bassa, per un territorio in cui vive il 17% della popolazione italiana.
Lunedì è arrivata la precisazione dal ministero, che in una nota specifica: «Alle province della Regione Lombardia, dal 15 dicembre 2022 ad oggi, sono state assegnate 1.529 unità di personale della Polizia di Stato, con un saldo positivo, rispetto alle cessazioni dal servizio, pari a 533 unità. Ulteriori 173 unità saranno assegnate nei mesi di agosto e di settembre alle Questure e 91 agli Uffici delle Specialità (Polizia Stradale, di Frontiera e Ferroviaria) per un totale di 264. Tale ulteriore incremento porterà il saldo totale a oltre 790 unità».
Sulla questione è intervenuto anche Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione. «Per una volta sono d’accordo con il presidente Fontana. Il Governo non manda gli agenti di cui Milano e la Lombardia hanno bisogno. È una vergogna che, tra l’altro, smaschera le tante ridicole dichiarazioni sulla sicurezza pronunciate in questi giorni da diversi esponenti della destra lombarda. Evidentemente Meloni e Piantedosi preferiscono che a Milano cresca l’allarme sicurezza piuttosto che dare finalmente alla città le risposte che attendono i cittadini e le stesse forze dell’ordine».
Vai a tutte le notizie di Milano
Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano
13 luglio 2026 ( modifica il 13 luglio 2026 | 17:21)
© RIPRODUZIONE RISERVATA