Per creare il mondo di Odissea, Christopher Nolan ha collaborato ancora una volta con la scenografa Ruth De Jong, che ha ricevuto una candidatura all’Oscar per il suo lavoro in Oppenheimer. De Jong ha detto che questa è stata una sfida maggiore: il film sul padre della bomba atomica, infatti, era ambientato in un preciso periodo storico. La mitologia di Odissea, invece, sarebbe dovuta essere creata da zero, trovando una strada personale tra le diverse ricostruzioni storiche e interpretazioni del testo.
Quando Nolan ha rassicurato De Jong sulla possibilità di “creare la nostra Odissea, senza altri parametri se non quelli che decideremo noi stessi di adottare” è stato liberatorio.
“Una delle parti migliori del processo – ha dichiarato la scenografa – è stata vedere ogni nuova persona che si univa alla produzione entrare in una stanza, leggere e poi uscire con uno sguardo che esprimeva due cose contemporaneamente: ‘Come farò a realizzare una cosa simile?’ e ‘Come posso mai dire di no?’. Ma io ero lì anche per rassicurarli: ‘Non sarà poi così male. Possiamo farcela’”.
Favignana, Italia
L’isola di Favignana, vicino alla Sicilia, è stata scelta per la mitologica Itaca, la terra natia di Penelope, Telemaco e dell’ormai perduto Ulisse. Nelle campagne rurali, De Jong ha costruito le strutture che formavano la città di Itaca, oltre al porcile e all’umile dimora del fedele amico e porcaro di Ulisse, Eumeo. Ma a conquistare Nolan e De Jong è stato un castello del XV secolo, il Castello di Santa Caterina, situato in cima al Monte Santa Caterina, un’aspra altura che si eleva per circa 314 metri sul livello del mare, offrendo una vista panoramica a 360 gradi sulle campagne e sul Mar Mediterraneo. La fortezza, inoltre, non aveva strade di accesso: per raggiungere il rustico fortino, bisognava camminare a piedi.
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“All’inizio dei nostri sopralluoghi, Ruth si è ricordata di essere stata a Favignana 10 anni prima”, racconta Nolan. “Ci siamo andati e ci siamo resi conto che era una location profondamente impraticabile. Ma quando siamo saliti fino al castello e abbiamo visto il panorama, ci è sembrata subito la casa di Ulisse. Sembrava proprio Itaca. Nei mesi successivi abbiamo cercato location più pratiche e facilmente accessibili, ma non siamo mai riusciti a toglierci Favignana dalla testa. E così, ci siamo impegnati a farlo lì”.
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La richiesta per costruire una strada è stata respinta dal Ministero della Cultura italiano. Allora la troupe si è dotata di elicotteri e una funicolare per trasportare tutto il necessario. Gli interni del palazzo di Itaca sono stati ricostruiti in un gigantesco set di Los Angeles. Le numerose stanze, ispirate allo stile dell’età del Bronzo e agli interni del Castello, hanno allargato il set fino a farlo diventare lungo e largo quanto un campo da calcio e dell’altezza di tre piani.
Essaouira e Aït Benhaddou, Marocco
È dove è iniziata la produzione di Odissea nel 2025. Le spiagge di Essaouira, sulla costa atlantica, hanno offerto il sito per il ritrovamento del Cavallo di Troia e il punto di varo delle navi per il viaggio di ritorno di Ulisse verso Itaca.
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Aït Benhaddou, situata vicino alla catena montuosa dell’Atlante, ha invece fornito lo spazio e le strutture a De Jong per dare forma all’imponente set a 360 gradi che rappresentava la leggendaria e condannata città di Troia. “Sapevamo di voler costruire la maggior parte del set all’interno di una location già esistente”, spiega la scenografa. “Quello che volevamo evitare era l’uso di effetti digitali per estendere le scenografie”.
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Il set della città di Troia è stato di dimensioni colossali, abbastanza da ospitare duemila comparse e più di sessanta strutture. La troupe ne ha costruita la maggior parte, integrandola con le strutture preesistenti. Il tempio d’Atena era la struttura più imponente, 14 metri x 26 per 11 metri d’altezza. Nolan ha voluto girare con del fuoco vero, quindi la sfida logistica è stata di isolare queste parti in modo che non danneggiassero il sito storico.
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Grotta di Nestore, Grecia
Una vera caverna intrisa di mito greco è stata utilizzata per mettere in scena l’incontro di Ulisse con il Ciclope: la Grotta di Nestore, incastonata tra le colline della regione del Peloponneso, in Grecia. Lo spazio — circa 20 x 16 metri, con una volta alta quasi 30 metri – è stato frequentato dall’uomo fin dal neolitico ed è legato a diversi miti greci nati in epoca classica, come quello secondo cui il fulmineo dio Ermes la usò come nascondiglio per la mandria rubata al suo fratellastro, il dio del sole Apollo.
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Islanda
Le scene in cui Ulisse si avventura nell’oltretomba per chiedere consiglio agli spiriti sono state girate quasi in cima al mondo: in Islanda. Nolan ha filmato a giugno, sotto la luce spettrale del sole di mezzanotte che dura tutto il giorno, in un territorio desolato e in condizioni di forte vento e pioggia. “Ho capito presto che volevo i paesaggi dell’Islanda per rappresentare l’Ade,” racconta Nolan. “Questo viaggio verso nord, sempre più a fondo nel freddo, non potrebbe essere più lontano dalla casa di Ulisse a Itaca”.
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Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).






