Al Pascale di Napoli un nuovo dispositivo impiegato in sala operatoria riduce fino a 25 minuti ogni intervento di chirurgia toracica.
È il risultato del primo studio italiano sull’impatto organizzativo ed economico del VivaSight 2 Double Lumen Tube, pubblicato su ClinicoEconomics and Outcomes Research e condotto dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”. Si tratta di un tubo endotracheale monouso con una microtelecamera integrata che consente di verificare in tempo reale il corretto posizionamento durante la ventilazione a un solo polmone, fase fondamentale negli interventi al torace.

Coordinata da Arturo Cuomo, direttore di Anestesia e Rianimazione, la ricerca ha coinvolto 46 pazienti. La telecamera incorporata evita di dover ricorrere ogni volta alla broncoscopia per controllare il tubo. Meno passaggi, meno strumenti da sanificare, più fluidità. Risultato: fino a 25 minuti in meno in sala. Su scala ospedaliera significa turnover più rapido, agende più flessibili e liste chirurgiche più corte.

C’è anche un risparmio economico. In media 86,36 euro a intervento, che arrivano a 193,89 euro quando con i sistemi tradizionali servono controlli broncoscopici aggiuntivi. Il vantaggio non è nel prezzo del dispositivo, più alto, ma nel taglio di procedure accessorie e dei costi di gestione e sterilizzazione.

Visualizzare continuamente il posizionamento migliora precisione e sicurezza” spiega Cuomo. “Eliminare la broncoscopia di routine riduce i costi complessivi e rende più efficiente l’uso delle risorse”.

Per Giuseppe D’Agostino, ingegnere clinico del Pascale e coautore, è un caso concreto di Health Technology Assessment: “Si abbattono anche costi indiretti spesso trascurati, come movimentazione e manutenzione”.

Il valore strategico dell’innovazione è sottolineato dal direttore generale Maurizio Di Mauro: “La sostenibilità del sistema sanitario passa dalla capacità di adottare tecnologie che migliorino insieme qualità dell’assistenza e organizzazione. Per un istituto oncologico ad alta specializzazione come il Pascale, investire in soluzioni con evidenze scientifiche significa coniugare eccellenza clinica, ricerca ed efficienza”.

E su questo punto insiste anche il direttore scientifico Alfredo Budillon: “Questo studio conferma l’impegno del Pascale non solo nella ricerca clinica e traslazionale, ma anche nella valutazione dell’impatto e della sostenibilità delle tecnologie diagnostiche e terapeutiche. Il nostro obiettivo è migliorare concretamente l’attività di cura e assistenza ai pazienti oncologici, rendendo i percorsi più rapidi, sicuri e sostenibili”.

L’innovazione al Pascale viaggia infatti su più binari. Oltre al tubo “intelligente”, in sala operatoria è già operativa la chirurgia robotica di ultima generazione per tumori complessi di polmone, esofago e colon: interventi mininvasivi, più precisi e con degenze più brevi. In radiologia interventistica è entrata la termoablazione a microonde TC-guidata per metastasi epatiche e polmonari non operabili.

Sul fronte diagnostico sono state attivate piattaforme di intelligenza artificiale per l’analisi di immagini radiologiche e dati genomici, che accelerano la diagnosi e aiutano a personalizzare le terapie. È stato inoltre potenziato il percorso di telemedicina per il follow-up dei pazienti oncologici, con monitoraggio a distanza per ridurre gli accessi in ospedale e intercettare prima le complicanze.

Dal tubo con la telecamera che taglia i tempi, alla robotica, all’IA, alla cura da remoto: al Pascale la tecnologia serve a un unico scopo, curare meglio e più in fretta