Prima della partenza dell’undicesima tappa del Tour de France, da Vichy a Nevers, Jonas Vingegaard ha usato le telecamere di WielerFlits per prendere le difese dell’arcirivale Tadej Pogacar, fischiato da parte del pubblico durante la tappa di Le Lioran. Il danese, che nel 2023 aveva vissuto la stessa esperienza da maglia gialla, è stato netto: “Questo non va accettato nello sport”.
Vingegaard: “Non accettiamo i fischi”
Il leader di Visma | Lease a Bike ha raccontato: “Li ho sentiti io stesso lungo il percorso. Questa è una cosa che non dovremmo accettare nello sport. Potete anche non essere suoi tifosi, ma smettete di fischiare. Perché venite a un evento sportivo se volete solo fischiare qualcuno? Fate il tifo per i corridori e basta. E voglio consigliare a tutti di restare a casa”.
Il ricordo del 2023
Il danese ha aggiunto: “Capisco perfettamente che sia spiacevole per Tadej. Quando corri il Tour in maglia gialla, sei il corridore che la maggior parte delle persone guarda. L’ho vissuto io stesso nel 2023. Non è proprio bello. Ripeto: persone coinvolte in questo, per favore restate a casa!”. Un appello duro, ma chiaro: per Vingegaard i fischi non fanno parte del ciclismo.
Pogacar: “Mi danno forza”
Dall’altra parte, Pogacar ha trasformato le contestazioni in benzina. Dopo la vittoria di Le Lioran aveva detto: “C’erano fischi, ma quei fischi in realtà mi danno più forza”. E in conferenza stampa ha aggiunto: “Chi odia, odierà. Se mi fischiano, in realtà stanno fischiando l’intero gruppo. Non sappiamo nemmeno per chi stanno fischiando, visto che passiamo tutti insieme”.
Il paragone con Djokovic
Lo sloveno ha anche citato un nome famoso: “Quando succede, penso sempre alla mentalità di Novak Djokovic. Ha avuto una carriera dura, con molti haters, semplicemente perché è il più grande. Mi confronto con lui in quei momenti. Nel 99 per cento dei casi riceviamo un supporto fantastico. I tifosi di ciclismo sono i migliori al mondo. Ma quelle persone che continuano a fischiare? Danno solo una spinta in più a me e ai miei compagni. Aggiungono solo benzina sul fuoco”.
