di
Aldo Grasso

Il documentario di Netflix su Cayetana Fitz-James Stuart, donna da 57 titoli nobiliari e da Guinness dei Primati

Pensavo fosse la mia Alba, «capitale delle Langhe», e invece è Alba de Tormes, situata nella provincia di Salamanca, in Spagna. Il documentario Netflix Cayetana: la duchessa di tutti, diretto da Susana Alonso Cuenllas, celebra il centenario della nascita della XVIII Duchessa d’Alba. Cayetana Fitz-James Stuart non è stata solo la donna dei 57 titoli nobiliari e del Guinness dei Primati, ma una rara creatura capace di sabotare il privilegio dall’interno. 

Nata a Madrid nel 1926 e scomparsa nel 2014, ha attraversato il secolo non come un monumento imbalsamato, ma come una forza naturale in perenne movimento. Unica aristocratica al mondo a non doversi inchinare davanti alla regina Elisabetta II, Cayetana ha usato il suo immenso patrimonio per rivendicare un’indipendenza totale (non è difficile, credetemi), trasformando il lignaggio in temperamento. 



















































Il suo ritratto è un mosaico di contrasti: da una parte i palazzi sontuosi e una collezione d’arte tra le più importanti d’Europa; dall’altra la passione viscerale per il flamenco, i tori e la Feria di Siviglia, dove amava confondersi con il popolo. È stata la musa di stilisti come Dior e Balenciaga, ma ha saputo evolvere il suo stile dal rigore dell’alta moda del dopoguerra alla libertà «hippie-chic» degli anni Settanta, rifiutandosi ostinatamente di invecchiare secondo le convenzioni

La parte più interessante del doc sono i suoi matrimoni perché la sua vita sentimentale è stata il suo manifesto politico. Dal matrimonio del 1947 con Luis Martínez de Irujo — viaggio di nozze a Hollywood con le grandi star come «comparse» — alla scandalosa relazione con l’ex gesuita Jesús Aguirre, fino all’unione finale nel 2011 con Alfonso Díez, di ventiquattro anni più giovane. In quell’occasione, a 85 anni, ballò scalza davanti al Palacio de las Dueñas, sfidando il giudizio dei figli e della nobiltà. 

La sua vita stravagante è stata un continuo ribaltamento dei ruoli: era il mondo a doversi adattare a lei, persino quando decideva spontaneamente di confondersi tra la folla dei grandi magazzini per fare acquisti, prendendo i mezzi pubblici e indulgendo nella medicina estetica fino all’ultimo (disastro). 

16 luglio 2026