After the Hunt – Dopo la cacciaLuca Guadagnino

Julia Roberts (per la prima volta al Lido: incredibile ma vero), uno scandalo MeToo, e il Guadagnino’s touch che ormai è garanzia di coolness globale. L’autore palermitano torna a Venezia (per sua scelta fuori concorso) a un anno dal bellissimo Queer con un film che affonda la lama nel dibattito socio-politico-culturale di oggi. Nel super cast anche Andrew Garfield, Ayo Edebiri, Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny. Hype alle stelle.

Leone d’oro con Povere creature! nel 2023, il ragazzaccio greco torna in concorso con il remake di un misconosciuto film sudcoreano del 2003: Jigureul jikyeora! (Save the Green Planet!) di Jang Joon-hwan. L’assunto? Due uomini ossessionati dalle teorie del complotto rapiscono la CEO di una grande azienda farmaceutica, convinti che sia un’aliena intenzionata a distruggere il pianeta Terra. Nel cast tornano il Jesse Plemons di Kinds of Kindness e la favourite Emma Stone.

Dead Man’s WireGus Van Sant

Dacre Montgomery e Bill Skarsgård in ‘Dead Man’s Wire’ di Gus Van Sant. Foto: Elevated Films

Torna al Lido (fuori concorso) un grande autore USA: Gus Van Sant. Che ci porta nell’America del 1977 per raccontare la storia vera di Tony Kiritsis, imprenditore edile fallito la cui impresa è crollata per colpa delle mosse sbagliate di un banchiere. L’uomo decide dunque di ricattarlo, chiedendo in cambio 5 milioni di dollari ma anche delle scuse personali. Anche qui, super cast: Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Colman Domingo e Al Pacino.

Foto: Berta Film

Se Martin Eden (2019) aveva dato la Coppa Volpi a Luca Marinelli, Duse la consegnerà nelle mani di Valeria Bruni Tedeschi? “La più grande attrice europea della sua generazione” (cit. Valeria Golino) nei panni la più grande attrice di teatro forse mai esistita: già questo basta. Ma ci sono anche l’Italia di D’Annunzio, un grande gruppo d’attori (da Noémie Merlant a Fausto Russo Alesi) e la firma indie-d’auteur di Pietro Marcello.

Father Mother Sister BrotherJim Jarmusch

Vicky Krieps, Cate Blanchett e Charlotte Rampling in ‘Father Mother Sister Brother’ di Jim Jarmusch. Foto: Yorick Le Saux

Tre storie per raccontare le relazioni famigliari: Father è ambientata negli Stati Uniti, Mother a Dublino e Sister Brother a Parigi. A 22 anni da Coffee and Cigarettes, Jim Jarmusch torna alla Mostra di Venezia con questo trittico in cui richiama vecchi amici (Tom Waits, Cate Blanchett, Adam Driver) e ingaggia nuovi volti perfetti per il suo cinema (da Vicky Krieps a Charlotte Rampling). I cinéphile sono già in coda fuori dalla Sala Darsena…

FrankensteinGuillermo del Toro

Il suo progetto più personale: così lo ha definito Guillermo del Toro, già Leone d’oro nel 2017 con La forma dell’acqua – The Shape of Water (che poi fu Oscar). Cresciuto nel culto del romanzo di Mary Shelley, l’autore messicano porta al Lido la sua versione (made in Netflix) più sentimentale che horror: o almeno così pare. Il dottore del titolo è Oscar Isaac, la creatura Jacob Elordi. E poi ci sono Mia Goth, Christoph Waltz e Charles Dance. Ciumbia!

La graziaPaolo Sorrentino

Foto: Andrea Pirrello

A meno di un anno di distanza dall’uscita nelle sale di Parthenope, riecco Paolo Sorrentino al Lido, che aveva lasciato nel 2021 con il Leone d’argento per È stata la mano di Dio. Torna con una (misteriosa) storia di amore e politica che, dicono i ben informati, lo riporta alle atmosfere dei suoi primi film (che partirono, difatti, dalla Mostra). Non poteva mancare il feticcio Toni Servillo, stavolta affiancato da Anna Ferzetti. Film d’apertura di Venezia 82.

A House of DynamiteKathryn Bigelow

Gabriel Basso in ‘A House of Dynamite’ di Kathryn Bigelow. Foto: Netflix

Arriva sempre da Netflix il nuovo lavoro dell’autrice premio Oscar di The Hurt Lucker. Al centro, di nuovo la geopolitica: quando un missile non attribuito a nessuno State colpisce gli Stati Uniti, la Casa Bianca ingaggia una corsa contro il tempo per identificare il responsabile e decidere come rispondere a questo attacco, mentre le tensioni globali aumentano. Nel cast Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Kaitlyn Dever e Anthony Ramos.

George Clooney in ‘Jay Kelly’ di Noah Baumbach. Foto: Peter Mountain/Netflix

Altro giro, altra produzione Netflix. Dopo Storia di un matrimonio e Rumore bianco (entrambi presentati a Venezia), prosegue la collaborazione tra la piattaforma e Noah Baumbach, che per la prima volta dirige George Clooney. Alias il personaggio del titolo, un famoso attore che, insieme al suo manager (Adam Sandler), si ritrova coinvolto in un weekend memorabile (che tocca pure l’Italia). Un po’ di nomi del cast? Laura Dern, Billy Crudup, Greta Gerwig e la nostra Alba Rohrwacher.

Il mago del CremlinoOlivier Assayas

Paul Dano e, nel ritratto sullo sfondo, Jude Law alias Vladimir Putin in ‘Il mago del Cremlino’ di Olivier Assayas. Foto: Carole Bethuel/Curiosa Films/Gaumont

Dal romanzo di Giuliano Da Empoli, la storia della relazione umana e politica fra Vadim Baranov (ispirato al reale Vladislav Surkov), ex produttore di reality show cui dà il volto Paul Dano, e “lo zar” Vladimir Putin (sullo schermo Jude Law), che lo ha scelto come sua enigmatica eminenza grigia. A firmare la sceneggiatura c’è anche Emmanuel Carrère, accanto ai due protagonisti figurano Alicia Vikander, Tom Sturridge e Jeffrey Wright.

No Other ChoicePark Chan-wook

Anche alla base dell’atteso ritorno di Park Chan-wook c’è un romanzo (The Ax di Donald E. Westlake, 1997), peraltro già diventato un film (Cacciatore di teste di Costa-Gavras, 2005). Ma l’autore sudcoreano ne fa un altro “pamphlet” alla sua maniera, in stretto dialogo con la situazione caldissima del suo Paese. Licenziato dopo 25 anni di onorato servizio, un uomo del ceto medio si spinge all’omicidio pur di trovare un lavoro in un mercato fin troppo competitivo: pronti per la solita escalation nerissima?

The Smashing MachineBenny Safdie

“Divorziatosi” dal fratello Josh, Benny Safdie debutta alla regia in solitaria con la parabola del vero lottatore di arti marziali miste Mark Kerr, interpretato dall’ex “The Rock” Dwayne Johnson. Un dramma in perfetto stile indie Hollywood per cui già si parla di nomination all’Oscar (se non addirittura di statuetta) per il suo protagonista. Ma anche la prova della compagna (sullo schermo) Emily Blunt è già spedita verso la prossima Awards Season.