di
Salvatore Riggio

Spagna e Argentina si giocano il titolo mondiale dopo le semifinali vinte su Francia e Inghilterra: nel nuovo millennio il bilancio sorride agli iberici, ma la sfida tra i detentori di Europeo e Copa America è inedita nella storia dei Mondiali

Il lungo cammino durato 38 giorni e scandito da ben 103 partite ci conduce all’atto conclusivo e più atteso di questa intensa estate calcistica: la finale dei Mondiali 2026.

La sfida tra Spagna e Argentina — in programma domenica 19 luglio alle ore 21 — si preannuncia come un evento di risonanza planetaria, capace di catalizzare l’attenzione in ogni angolo del globo e di caricarsi di una miriade di significati statistici e suggestivi incroci sul terreno di gioco. Il confronto più affascinante è senza dubbio quello generazionale che vedrà opposti Lamine Yamal e Leo Messi, un duello ravvicinato tra il volto nuovo, affamato e arrembante del calcio mondiale e l’icona intramontabile che continua a resistere ai massimi livelli.



















































Sarà, inoltre, la partita dei due commissari tecnici, Luis de la Fuente e Lionel Scaloni, maestro e allievo, guidati da filosofie calcistiche differenti ma uniti da una straordinaria capacità di raggiungere il successo. La Roja scende in campo con l’obiettivo di dare continuità al trionfo di Euro 2024 e di estendere a 38 la propria striscia di imbattibilità calcistica, stabilendo così un nuovo primato per una Nazionale europea (l’Italia di Roberto Mancini si fermò a quota 37).

Dall’altra parte, l’Albiceleste insegue il sogno di confermarsi sul tetto del mondo bissando il titolo conquistato quattro anni fa, un’impresa storica riuscita finora soltanto all’Italia del 1934-1938 e al Brasile del 1958-1962.

Questa imperdibile finale della Coppa del Mondo vede gli spagnoli reduci da un netto 2-0 inflitto in semifinale alla Francia di Kylian Mbappé, capocannoniere del torneo a pari merito con lo stesso Messi a quota otto reti. Gli argentini hanno, invece, strappato il pass per l’ultimo atto superando in rimonta per 2-1 l’Inghilterra, trascinati dalle giocate della Pulce, autore di due assist decisivi, e dai gol di Enzo Fernandez e Lautaro Martínez.

Dal punto di vista storico, si tratta appena del secondo confronto in un Mondiale tra queste due superpotenze, dopo il precedente del 1966 nella fase a gironi che vide imporsi i sudamericani per 2-1. Nel nuovo millennio il bilancio sorride nettamente alla Spagna, capace di imporsi in tre delle quattro sfide totali, con l’unica battuta d’arresto arrivata in un’amichevole del 2010 terminata 4-1. L’incrocio più fresco risale, invece, al marzo del 2018, quando gli iberici travolsero l’Argentina con un netto 6-1, una delle pochissime volte — cinque — in cui l’Albiceleste ha incassato sei gol in un match. L’evento odierno segna, inoltre, un record assoluto perché mai prima d’ora i detentori della Copa America e quelli dell’Europeo si erano sfidati per il titolo mondiale.

Le statistiche recenti evidenziano infine un fattore cruciale: partendo dal pareggio a reti inviolate tra Brasile e Italia del 1994, la squadra capace di sbloccare il risultato ha poi alzato la coppa in sei delle ultime sette finali, con l’unica eccezione rappresentata dalla Francia nel 2006, battuta ai calci di rigore dagli azzurri dopo 1-1 al termine dei 120’ di gioco. 

Dove vedere la finale in tv

Spagna-Argentina, con fischio d’inizio alle ore 21, si potrà vedere in chiaro su Raiuno e in streaming su Rai Play. Inoltre, si potrà vedere su Dazn come è stato per tutto questo Mondiale.

19 luglio 2026