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Edoardo Scotti, imprenditore e figlio del conduttore Gerry Scotti, racconta di aver scelto di allontanarsi dalla televisione tradizionale per dedicarsi all’innovazione digitale. Secondo lui, il piccolo schermo tende spesso a puntare su format già collaudati invece di sperimentare nuove idee, limitando così lo spazio per la creatività.
Pur avendo intrapreso un percorso diverso, riconosce il valore professionale del padre, che considera un punto di riferimento sia dal punto di vista umano sia lavorativo. Sottolinea come il successo del ritorno de La Ruota della Fortuna sia dovuto alla qualità del format e all’esperienza del conduttore.
La Ruota della Fortuna
«Lo guardiamo anche in famiglia, i miei bambini – otto mesi, tre e cinque anni – ancora si chiedono: cosa fa il nonno dentro allo schermo? La più grande è scafata, risponde: il nonno fa la tivù! Mio padre ha sempre lavorato tanto, pure i suoi nipoti sanno che se suona il citofono a un orario bizzarro, magari mentre fanno il bagno prima di dormire, è lui: posso fare un salutino?».
Il papà Gerry
Edoardo racconta: «Sono nato nel 1992, la mia infanzia corrisponde al suo massimo successo. Gerry era Gerry, anche se per me è solo papà. Non mi è mancato nulla, però sapevo che “dai improvvisiamo e andiamo a fare due tiri a calcio, dai usciamo noi due soli” era improponibile: lo riconoscevano ovunque. Lui stesso ogni tanto dice che avrebbe voluto esserci di più. Per me è comunque il modello, anche nel lavoro. Essere responsabile, rispettare tutti sul set, dal primo all’ultimo: queste cose me le ha insegnate lui».
Chi è Edoardo, la famiglia
Edoardo è l’unico figlio di Gerry Scotti. Ha tre bambini ed è sposato con la giornalista Ginevra Piola: «Lei ha lavorato anche in televisione ma non ci siamo incrociati lì: ci conosciamo dall’età di quattro anni, giocavamo insieme in spiaggia.»
Dopo gli studi negli Stati Uniti e un’esperienza nella produzione televisiva, Edoardo ha fondato la startup Thousand Dreams insieme a due soci.
L’azienda realizza contenuti audiovisivi utilizzando strumenti di intelligenza artificiale affiancati al lavoro di registi, creativi e tecnici. L’obiettivo è offrire ai clienti nuove possibilità espressive senza rinunciare al contributo umano.
I meme di Gerry
L’idea imprenditoriale è nata anche dall’esperienza dei meme dedicati a Gerry Scotti, che hanno dimostrato il potenziale creativo delle nuove tecnologie. Da quel progetto è nata una collaborazione ufficiale per la gestione dell’immagine del conduttore sui social e per iniziative innovative, tra cui la realizzazione di un album natalizio in cui la voce è stata ricreata con l’intelligenza artificiale mentre le basi musicali sono state registrate da musicisti.
L’IA
Scotti ritiene che lo sviluppo dell’IA richieda regole chiare, soprattutto per la tutela dell’identità delle persone e per contrastare deepfake e utilizzi fraudolenti. A suo giudizio è fondamentale certificare l’origine dei contenuti e garantire che ogni utilizzo dell’immagine o della voce di una persona avvenga con il consenso degli interessati.
Infine parla del suo rapporto con Milano, città che considera un importante centro dell’innovazione tecnologica italiana. Pur apprezzandone le opportunità professionali, osserva che negli ultimi anni è aumentata la percezione di insicurezza in alcune aree urbane e auspica interventi efficaci per affrontare il problema.
Il cognome
«Ho fatto di tutto – dice – dal caricare i camion di notte all’assegnare i camerini. Ho ricoperto tutti i ruoli della produzione, dall’assistente di studio all’aiuto regia, fino a diventare producer. La credibilità me la sono guadagnata sul campo. Tuttavia sapevo che l’ombra di papà mi avrebbe sempre accompagnato: ciò, unito al fatto che ero stimolato da altro – la tecnologia, l’audiovisivo -, mi ha fatto lasciare la tv».
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