Al via i collaudi finali in vista della presentazione al salone dell’auto di Parigi 2026 in ottobre. Il Ceo del marchio, Wolfgang Ufer: “Ci sarà una versione di ingresso dal listino accattivante”
Gianluigi Giannetti
20 luglio – 13:25 – MILANO
“Stiamo facendo di tutto per mantenere il prezzo non lontano dai 21 mila euro” ci aveva già anticipato Wolfgang Ufer, numero uno del marchio che oggi appartiene a Mercedes e al gruppo cinese Geely. Ora l’attesa per la nuova smart#2 è anche formalmente finita, con un debutto ufficiale già fissato in occasione del Salone dell’auto di Parigi 2026 in ottobre, ma soprattutto l’avvio della fase finale di collaudi del modello di serie, in circuito e su strada. L’erede della smart fortwo arriverà nelle concessionarie italiane in primavera puntando su un progetto del tutto inedito ed esclusivamente con motore elettrico. “Manterremo certo la nostra idea di versioni personalizzate e molto ben equipaggiate, ma ci sarà una versione di ingresso dal prezzo accattivante perché abbiamo pensato ad una vettura di grande diffusione con tanta qualità nella meccanica”.
Stesso identikit—
Conosciamo ormai anche i dettagli più nascosti di smart #2, chiamata a riprendere quel ruolo tenuto stretto dal 1998 al 2024 dalla progenitrice smart fortwo, capace di vendere ben 650 mila esemplari in Italia, addirittura oltre 250 mila solo a Roma. Nuova smart #2 manterrà una lunghezza pressoché identica a quota 270 cm nonostante linee più sfumate, meno spigoli e più dolcezza nel profilo del tetto che scende verso il lunotto di coda. I fari anteriori che erano a trapezio diventano triangolari, le fiancate restano rigorosamente pulite e verticali per il minimo ingombro, l’effetto finale è quello di una grande continuità con il modello precedente, anche se con finiture ben più curate.
a due posti e mezzo—
“Doveva sembrare più spaziosa, ma alla fine i designer hanno trovato una soluzione che la rende unica” anticipava Wolfgang Ufer in un recente incontro a Roma. Il ceo di smart si riferiva al design originale degli interni, con una plancia a forma di Esse che mantiene la parte più concava in corrispondenza del volante, dietro al quale c’è un primo schermo digitale per la strumentazione, affiancato da un secondo display al centro del cruscotto. La sensazione di maggior spazio arriva invece con una forma inedita dei due sedili, non separati tra loro in modo netto, ma uniti da un vano portaoggetti che ha un coperchio allineato e foderato come i piani di seduta. Nonostante l’effetto innegabile di un abitacolo a due posti e mezzo, smart #2 sarà omologata solo per due passeggeri.
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Più autonomia—
La novità più sostanziale è tecnica, questo va detto, con ben pochi paragoni rispetto al passato. L’ultima edizione di smart fortwo elettrica utilizzava una batteria da 17,6 kWh di capacità per 130 km di autonomia dichiarati con eccessivo ottimismo. La nuova #2 dovrebbe adottare batterie da 35,7 kWh per una percorrenza prevista di 300 km e sistema di ricarica veloce dal 10 all’80% in 20 minuti. Ancora nessuna indicazione circa la potenza del motore, ma arrivano invece notizie precise invece sulla qualità del telaio, sviluppato sul pianale modulare Eca (Smart’s Electric Compact Architecture) che in futuro farà da base anche ad ulteriori modelli. La #2 utilizzerà sospensioni posteriori multilink, raffinatezza non comune in questa fascia di vetture, e promette grande agilità con un raggio di sterzata in 6,95 metri, dunque meglio della vecchia fortwo che si fermava a 7,5 metri.
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