di
Rinaldo Frignani

Operazioni in 44 province, da Roma a Milano, da Torino a Palermo e Catania. Sequestrate armi insieme con sette quintali di sostanze stupefacenti. Nella Capitale già un 18enne egiziano rimpatriato: aveva aggredito i vigili urbani

La stretta è scattata dopo l’aggressione a una pattuglia di vigili urbani davanti al Colosseo la notte del primo luglio scorso. Uno dei maranza fermati nei giorni successivi, un 18enne egiziano, è stato subito rimpatriato perché ritenuto socialmente pericoloso — «Un messaggio chiaro: chi aggredisce le forze dell’ordine e viola le regole del nostro Paese non resterà impunito», ha commentato la premier Giorgia Meloni —, mentre altri due sono finiti qualche giorno più tardi come lui al Cpr in attesa dello stesso provvedimento. Non in quello romano di Ponte Galeria, ma di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. Anche altri cinque giovani, fermati dalla polizia in operazioni analoghe nella Capitale, sono stati rinchiusi nel centri di permanenza per il rimpatrio sul territorio nazionale e potrebbero essere presto espulsi. Un cambio di rotta rispetto al passato, un giro di vite che riguarda non solo i maranza, ma in generale le baby gang e, con provvedimenti differenti, anche quelle composte da italiani.

Il bilancio dell’operazione in tutta Italia

La conferma arriva adesso dal bilancio di una serie di operazioni di polizia di contrasto alla criminalità giovanile effettuate sempre dal primo luglio a ieri dagli agenti delle Squadre mobili in 44 province, compresa Roma, coordinati dal Servizio centrale operativo. In totale gli arrestati sono stati 539, fra cui 47 minorenni, mentre i denunciati sono stati 954, con 163 minori. Dal bilancio emergono pure 973 profili social inneggianti all’odio e alla violenza fisica, anche contro appartenenti alle forze dell’ordine, insieme con l’uso di armi da fuoco e da taglio. Due pagine online sono state segnalate alla magistratura per essere oscurate.



















































Oltre a Roma i poliziotti hanno spaziato su tutto il territorio nazionale: da Alessandria a Bari, da Bergamo a Cagliari, da Como a Catania. E ancora grandi centri urbani come Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Palermo, Trieste e Verona. Fra gli episodi più gravi il pestaggio di un uomo a Viareggio da parte di quattro teppisti, e la rapina a una donna a Milano da parte di due bulle minorenni, una delle quali si è vantata sui social della bravata pubblicando un video dell’aggressione. Sequestrati oltre sette quintali di droga, ispezionati 1.182 immobili utilizzati come covi, comprese 24 strutture d’accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 543 attività commerciali e 117 sale giochi.

Le armi sequestrate, dai coltelli ai taser

Inquietante il resoconto delle armi trovate dagli agenti a disposizione di ragazzi fra i 16 e i 23 anni: 49 fra pistole e fucili, 87 coltelli, 95 oggetti d’offesa come spranghe e bastoni, storditori elettrici, spray urticanti, taglierini. Soltanto nei quartieri della movida, da Nord a Sud, la polizia ha identificato quasi 188 mila persone, delle quali circa 19.500 sotto i 18 anni. In cima alla classifica i reati contro la persona, di droga e contro il patrimonio, con l’arresto o il fermo di 492 maggiorenni e 47 minorenni.
Quasi ottocento invece i maggiorenni denunciati, con 163 minorenni, per ricettazione, possesso di armi e strumenti d’offesa e spaccio. Di cosa? Di quasi sette quintali di cannabis, circa mezzo quintale di cocaina, due chili di ketamina e un migliaio di dosi di sostanze sintetiche e psicotrope spacciati spesso in giardini pubblici, piazze, stazioni ferroviarie e centri commerciali. I luoghi preferiti dalle baby gang per gestire i loro affari e confrontarsi con le bande rivali.


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21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 07:44)