Tra i tanti volti nuovi che spuntano nel giorno del ritrovo del Piacenza (leggi qui, giovedì al Garilli primo allenamento a porte aperte) spunta ovviamente quello del direttore sportivo Leonardo Calistri, ex Seravezza Pozzi, uomo di fiducia di Ernesto Paolillo (componente del cda biancorosso) dunque del fondo Redfish e perciò del nuovo socio Kirill Bosov. Con lui tracciamo un primo bilancio del mercato a un mese dal suo arrivo.
«In poco più di 30 giorni abbiamo cambiato ben 18 giocatori e la rosa è quasi al completo, questo significa che c’è grande sintonia tra di noi sia nei tempi sia nella nelle scelte strategiche».

Domanda banale, semplice, ma tremendamente efficace: a che punto siamo del mercato?
«A buon punto secondo il piano che ci eravamo prefissati. Diciamo che abbiamo completato l’85% delle operazione, se volete una cifra».

E che piano vi eravate prefissati?
«La scelta di base che ho fatto era quella di cambiare molto rispetto alla passata stagione, tuttavia c’era da essere veloci nel farlo perché la volontà era quella di consegnare a Franzini un’ossatura importante fin dal primo giorno di preparazione, che scatta giovedì. Direi che ci siamo riusciti».

Usa il plurale, quindi archiviamo le indiscrezioni di una “frizione” iniziale tra lei e il tecnico? Indiscrezione che scaturiva da una volontà di Franzini di provare almeno a cercare un rinnovo con D’Agostino, soluzione che in realtà lei non ha percorso.
«Non c’è stata alcuna frizione di nessun genere tra me e il tecnico, il rapporto è stato ottimo fin dalle primissime ore, sia nel progetto di come strutturare la squadra sia nelle idee da percorrere sul calciomercato: è stato tutto assolutamente condiviso. Lo dimostra il fatto che in un mese siamo riusciti a cambiare ben 18 giocatori andando a prendere le nostre prime scelte, per fare un percorso del genere deve per forza esserci una forte condivisione di idee e profili da scegliere».

Argomento chiuso.
«Vi dirò di più: volendo potevamo già chiudere la rosa in questi giorni sia sul comparto over sia su quello under. La scelta di ritagliarci del tempo per concludere quei 5-6 innesti che ancora ci servono è una scelta condivisa da tutti».

Siccome parla di numeri andiamo al sodo: cosa manca nel comparto over?
«Numericamente parlando ci serve senz’altro un centrocampista che arriverà nelle prossime due settimane, magari anche tre, non abbiamo fretta di concludere. Ci siamo presi del tempo perché qui vogliamo fare qualche valutazione in più sulla prospettiva del rientro di Taugourdeau».

E a che punto siamo con Togo?
«Direi molto bene, ha ottenuto il via libera per allenarsi e il giocatore non sente più dolore. Chiaramente non vogliamo correre il minimo rischio dunque non forzeremo nulla, seguirà un programma specifico personalizzato fino a Ferragosto, dopodiché tornerà stabilmente in gruppo con l’obiettivo di essere pronto per l’esordio in campionato il 7 settembre».

Si è parlato di Rosaia o del possibile ritorno di Saber. Cosa c’è di vero?
«C’è che li abbiamo sentiti, non lo nascondo, come ne abbiamo molti altri e sono tutti nomi importanti. Ritorno a quanto detto prima: non abbiamo alcun tipo di fretta. Non siamo nelle “tempistiche” di dover affondare per forza subito il colpo: osserviamo, valutiamo, ci confrontiamo e nel giro di un paio di settimane, forse meno, faremo una scelta sul nome del centrocampista».

Capitolo under: balza all’occhio che stanno arrivando giovani interessanti ma totalmente privi di esperienza in categoria. Questo potrebbe essere un problema, almeno all’inizio?
«Non sono d’accordo. I giovani che abbiamo preso sono già tutti pronti e il fatto che non abbiano esperienza conta poco o nulla. Ovviamente poi ci sono delle annate delicate, come il 2008 obbligatorio, qui è sempre rischioso perché parliamo di giovani appena o nemmeno maggiorenni. Prediamo come esempio Mazzantini: il ragazzo lo conosco molto bene e l’ho seguito a lungo nel Pisa, è stato difficile strappare il prestito alla concorrenza e l’accordo ufficialmente non è ancora firmato. Lo sarà nelle prossime ore. Poi c’è il portiere Versari, lui era la nostra primissima scelta, esce da un settore giovanile (Empoli, ndr) che difficilmente sbaglia i ragazzi, lo stesso Abbondanza l’abbiamo valutato a fondo prima di convincerci a prenderlo e infine Lucino ha già maturato invece una bella esperienza in D».

Quindi, al netto di tutto, cosa ci manca sui giovani?
«Ancora 3-4 innesti. Un portiere, considerando che puntiamo anche sul nostro Giardino, poi un 2008 e un paio di altri giocatori, oltre ovviamente al centrocampista over di cui parlavo prima».