Ad anticipare che ci sarebbero state delle novità in Ungheria è stato Lewis Hamilton nelle dichiarazioni post GP del Belgio: basta dare uno sguardo dentro al garage del Cavallino per scoprire che gli aerodinamici diretti da Diego Tondi hanno approntato un’ala posteriore che segue i concetti che molte squadre avevano approntato in occasione del GP di Monaco.  

Se nel Principato era stato vietato l’uso dell’aerodinamica attiva, facilitando la proliferazione di spoilerini e flap, l’esercizio ungherese è decisamente più complesso. La Ferrari ha configurato due ali posteriori molto diverse: quella di Lewis Hamilton è una Macarena in versione come quella che abbiamo visto nello scorso weekend a Spa-Fracorchamps, mentre la soluzione montata sulla SF-26 di Charles Leclerc è decisamente più carica e adotta delle soluzioni che sono state rese più complicate dal ribaltamento dei flap mobili. 

Ferrari SF-26: l'ala posteriore standard montata a Hamilton

Ferrari SF-26: l’ala posteriore standard montata a Hamilton

Foto di: AG Photo

Colpisce lo sguardo l’…albero che è apparso al centro del profilo principale: due supporti verticali sostengono tre flap incurvati verso l’alto. I tre elementi sono di lunghezza diversa e si allineano alla massima altezza concessa dal regolamento nel box che di solito è occupato dall’attuatore della dell’ala mobile.  

Ferrari SF-26: la nuova ala posteriore carica che viene data a Leclerc per le FP1

Ferrari SF-26: la nuova ala posteriore carica che viene data a Leclerc per le FP1

Foto di: AG Photo

La Scuderia, sappiamo, i comandi dei flap attivi li ha sistemati all’interno delle paratie laterali, per cui ha sfruttato abilmente il volume disponibile, proponendo una cascata di elementi molto utili ad aumentare il carico aerodinamico nel retrotreno.  

McLaren MCL40: il traliccio di flap apparso a Monte Carlo per aumentare il carico

McLaren MCL40: il traliccio di flap apparso a Monte Carlo per aumentare il carico

Foto di: AG Galli

Niente di nuovo, a dire il vero, perché a Monte Carlo era stata la McLaren a proporre il “traliccio” di elementi: sulla MCL40 c’era un solo pilone di sostegno, mentre la Ferrari ha scelto di poter contare su due supporti decisamente più piccoli e, forse, più leggeri, ma altrettanto resistenti. 

Ma le novità non si fermano qui perché sul secondo flap mobile si segnala la presenza di tre elementi nuovi: al centro, oltre al solito dito verticale che da sempre caratterizza la Macarena, si osserva anche un flap a sbalzo rettangolare, mentre più in prossimità delle paratie laterali ci sono due inedite soluzioni. Su un supportino verticale, possiamo notare un curioso elemento triangolare che ha i bordi rialzati ad esclusione, ovviamente del bordo d’entrata.  

Dettaglio tecnico Ferrari SF-26

Dettaglio tecnico Ferrari SF-26

Foto di: AG Photo

I due flap sono il frutto di un accurato studio di micro-aerodinamica perché i due profili sono asimmetrici: tanto per cominciare la parete interna è più alta di quella esterna. Non solo, ma il cateto del “triangolo” che è più vicino all’endplate ha una piega verso il vertice. Sembra evidente che i tecnici abbiano cercato delle soluzioni che possano aumentare la downforce, ma che allo stesso modo siano in grado di mantenere bilanciato il movimento di apertura e chiusura dei flap mobili. 

La Scuderia, nella prima sessione di prove libere di domani, farà una comparazione sul comportamento delle due opzioni disponibili per scegliere con quale configurazione proseguire il weekend. La Ferrari è arrivata in terra magiara con il ruolo della grande favorita su una pista guidata dove il motore assume un ruolo più relativo, mentre è indispensabile disporre di un setup molto carico che aiuti a trovare la necessaria trazione in uscita dalle curve.

Leggi anche:

 
 

Vogliamo la vostra opinione!

Cosa vorresti vedere su Motorsport.com?

Partecipate al nostro sondaggio di 5 minuti.

– Il team di Motorsport.com