Tra due mesi spegnerà 20 candeline, eppure Ludovica Nasti può già raccontare una carriera e una storia personale da film. Nel 2016 i medici la dichiarano guarita da una leucemia linfoblastica scoperta a soli cinque anni. Negli stessi mesi, Saverio Costanzo le affida il personaggio di Lila in L’amica geniale, trasposizione Rai-Hbo dei romanzi bestseller di Elena Ferrante, grazie a cui conquista l’Italia e gli Usa. «Quel ruolo battezza la mia seconda nascita», ammette l’attrice di Pozzuoli. Prima della pandemia recita in Un posto al sole, poi impersona la figlia adottiva di Serena Rossi nella serie Mina Settembre. Adesso è pronta per girare la seconda stagione della fiction La preside, accanto a Luisa Ranieri, oltre che per un lungometraggio da un’idea di Roberto Saviano. Ma prima è sbarcata al Giffoni Film Festival, dove ha presentato il cortometraggio Pro-Memoria. Domani l’attrice partirà in Libano per una missione Unicef.

Di cosa parla il corto? 
«È un progetto che Unicef Campania ha portato nelle scuole all’interno del programma Scuole per i diritti. Io farò da voce narrante per ricordare che il gioco non è un passatempo, ma un diritto sancito dalla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia».

Cosa andrà a fare in Libano?
«Avrò la possibilità di ascoltare storie che meritano di venire alla luce e di dare un volto a realtà troppo lontane dai nostri occhi. Al mio ritorno, racconterò tutto grazie ai filmati che girerò sul posto».

Ha iniziato a recitare a soli 10 anni. Sente di aver sacrificato qualcosa per la sua carriera?
«Non credo. Sono riuscita a conciliare gioco, divertimento e lavoro. Grazie ai miei genitori sapevo che il set comportava impegno, ma poteva essere anche un luogo di gioia e spensieratezza».

Il suo esordio nelle vesti di Lila in “L’amica geniale” ha rapito il pubblico internazionale. Si è resa conto che la sua vita era cambiata?
«Quella parte mi ha aperto un mondo, dietro cui non immaginavo ci fosse un mestiere per cui fremo ogni giorno. Mi ha lasciato emozioni genuine, che ancora oggi ricordo con amore. È stato tutto inaspettato».

Ha temuto di rimanere ingabbiata dentro il ruolo? 
«No, anzi. Sono felice che quel personaggio sia rimasto impresso. Negli ultimi anni, fortunatamente, mi hanno aiutato dei lavori che hanno lasciato il segno, come quello in Mina Settembre o nella serie La preside».

A proposito, a che punto sono le riprese della seconda stagione?
«Ad agosto torneremo sul set. Ma devo ancora ricevere la sceneggiatura e il copione. Negli ultimi giorni ho sentito Luisa (Ranieri, ndr) e ci siamo date appuntamento tra qualche settimana».

Cosa ha imparato da lei?
«Quando la vedo sul set rimango ammaliata. È un’icona di bellezza e bravura che riesce a mettere qualcosa di indecifrabile nei suoi personaggi. E questo fa la differenza. Mi rivedo un po’ in lei, perché anche io sono riservata al punto giusto, ma onesta».

Il suo prossimo progetto?
«Avrò una piccola parte in Super Santos, film diretto da Ciro Visco e ispirato al romanzo Cuore puro di Roberto Saviano. Sarà un’apparizione breve, ma a un certo punto si trasformerà nel centro della storia. Poi, reciterò in una nuova serie tv di cui, per ora, non posso parlare».

Il suo sogno?
«So che è impossibile, ma un giorno vorrei lavorare con Christopher Nolan. Interstellar è il mio film preferito e vedere in questi giorni Odissea ha riacceso questo desiderio».


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