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Stefano Montefiori e Redazione Online
Il premier francese Lecornu ha annunciato l’invio di un milione e mezzo di maschere FFP2 per proteggere la popolazione dal fumo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – L’emergenza continua nel Sud-Ovest della Francia, dove il colossale incendio sulla costa atlantica arriva ormai a lambire la città di Bordeaux, a causa dei venti che si sono alzati in direzione dell’entroterra. Nella notte il premier Sébastien Lecornu ha annunciato l’invio di un milione e mezzo di maschere FFP2 (del tipo usato al tempo del Covid) «per proteggere i soccorritori e la popolazione sottoposta al fumo nocivo per la salute», e di altri 500 soldati per un totale di mille, oltre ad aver disposto l’impiego dell’aereo militare A400M nella regione della Gironda. Nella notte le autorità hanno chiesto agli abitanti di sette comuni alle porte della metropoli di lasciare le loro case, le fiamme sono ormai a pochi chilometri dalla grande città, dove già il fumo e l’odore di bruciato contaminano l’aria.
Il servizio pubblico di informazione stradale Bison Futé invita gli automobilisti a evitare il dipartimento della Gironda e a lasciate libere le strade per i soccorsi. L’aeroporto di Bordeaux-Mérignac potrebbe essere chiuso nelle prossime ore, e il ministro dei Trasporti Philippe Tabarot ha annunciato aver chiesto alle ferrovie SNCF «l’attuazione di un provvedimento straordinario che consenta ai viaggiatori diretti nella regione di Bordeaux e nelle zone colpite dagli incendi di posticipare o annullare il proprio viaggio senza costi aggiuntivi».
Il presidente Emmanuel Macron ha chiesto all’esercito di «mobilitarsi per fornire il massimo sostegno alla protezione civile» e al termine di una riunione notturna al ministero dell’Interno il premier Lecornu ha annunciato che l’arrivo dei rinforzi per aiutare i 1700 pompieri.
Alcune migliaia di persone dei 140 mila evacuati in Gironda per cui sono ospitati nel centro congressi di Bordeaux trasformato in campo di accoglienza, con lettini di fortuna e scatoloni di cibo e vestiti. Il comune ha diffuso un numero verde (0800 006 090, chiamate solo dalla Francia) per gli abitanti che desiderano aiutare gli sfollati, precisando che le necessità prioritarie sono Paraventi, coperte, letti pieghevoli, acqua, prodotti per l’igiene (gel doccia, saponi, assorbenti), pannolini, salviette, biberon, latte per neonati, vestiti, e per gli animali gabbie, guinzagli, ciotole, croccantini per cani e gatti, lettiere.
Oltre al colossale incendio in Gironda, altri sono in corso nelle vicine Landes, sempre nel Sud-Ovest della Francia, e poi nel Var poco lontano da Marsiglia e in Corsica. I pompieri parlano di una situazione difficile da controllare, per l’impossibilità di spegnere roghi con fiamme altre oltre 10 metri, che proiettano tizzoni (spesso le pigne dei pini) a oltre un chilometro di distanza, facendo partire nuovi incendi. Sulla rete all news BFMTV, Sébastien Berger, del sindacato UNSA Pompiers, dice che le condizioni di lavoro sono “catastrofiche” per le squadre di soccorso sul posto. «L’incendio è incontrollabile a causa dei venti ma anche della siccità degli ultimi giorni e dello stato disastroso della vegetazione». I vigili del fuoco si trovano ad affrontare «riaccensioni dell’incendio che non si riescono a controllare, perché il corpo umano ha bisogno di riposo. Anche se lavoriamo più di 14 ore al giorno, abbiamo bisogno di dormire. E anche se dormiamo solo due ore, nel frattempo possono verificarsi delle riaccensioni dell’incendio».
La situazione in Spagna
Le fiamme intanto devastano anche la Spagna, e in particolare la regione di Madrid. Il governo ha decretato lo stato di emergenza nazionale, e ieri le fiamme hanno costretto a evacuare un sito della Nasa, composto da diverse antenne giganti della rete Deep Space Network che consente di mantenere le comunicazioni con i veicoli spaziali impegnati nell’esplorazione dello spazio profondo.
La situazione resta «complessa», ha dichiarato il primo ministro Pedro Sanchez: «La priorità è salvare vite». Sanchez questa mattina si è recato nella zona devastata dalle fiamme, che hanno già bruciato 25mila ettari (oltre 63mila le persone evacuate). «Non sappiamo come si evolverà il vento, nonostante il calo delle temperature» ha affermato Sanchez, ribadendo il suo appello per un «patto nazionale contro l’emergenza climatica».
I roghi, a quanto riferito dal quotidiano El Pais, rimangono attivi e fuori controllo. Durante la notte, si sono propagati «molto poco e hanno perso intensità», secondo il ministero dell’Interno, ma l’aumento del vento durante la giornata desta preoccupazione. «Non sappiamo come si evolverà il vento, nonostante il calo delle temperature» ha detto Sanchez
Il primo ministro ha chiesto alla popolazione di «accettare e comprendere» che il cambiamento climatico sta causando incendi boschivi sempre più gravi e intensi, che addirittura «superano le previsioni scientifiche».
25 luglio 2026 ( modifica il 25 luglio 2026 | 12:24)
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