Vita privata
Foto IPA
Poiché estremamente riservato nonostante i decenni trascorsi sotto i riflettori, Gigi Marzullo ha sempre protetto la propria quotidianità da eccessivi clamori mediatici. Oltre alla passione per il lavoro è noto per le sue abitudini metodiche, un profondo legame con le origini irpine e la sua proverbiale avversione per i voli aerei. Un capitolo doloroso della sua vita è legato alla prematura scomparsa del fratello Enzo Maria, critico d’arte, venuto a mancare nel 2003. Una figura centrale, di cui ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera per i suoi settant’anni: «(Enzo ndr.) Aveva otto anni meno di me ed era molto più bravo: si era laureato in Lettere in tre anni e una sessione. È mancato nel 2002, a quarantuno anni – ha spiegato Marzullo -. Stavo seguendo il Festival di Sanremo e Del Noce mi mise a disposizione un’auto per tornare a Roma di notte. Fu Antonella (De Iuliis ndr.), ai tempi la mia fidanzata, ad accompagnare mio padre e mia madre a casa sua perché non rispondeva al telefono: lo trovarono chino sulla macchina per scrivere». Una figura importante, così come tutta la sua famiglia: «Io penso sempre a lui ed ai miei genitori, che sono morti all’età di novant’anni: sono rimasto solo e penso a quando eravamo tutti e quattro a casa», ha raccontato il giornalista durante la trasmissione “Oggi è un altro giorno”.