Nuova ondata di raid Usa questa notte contro l’Iran, dopo \”i tentati attacchi\” di Teheran \”contro le basi americane in Medio Oriente\”. Presentato a Trump un piano in 2 settimane per intensificare i bombardamenti e ridurre le capacità missilistiche iraniane. Ieri l’Arabia Saudita si è unita alle azioni militari Usa sull’Iraq. \n
Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una \”serie di duri\” attacchi contro l’Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L’esercito statunitense ha \”colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. I media statali iraniani hanno dato notizia oggi di attacchi sull’isola di Qeshm e sulla città meridionale di Abadan, in seguito all’annuncio da parte dell’esercito statunitense di nuovi raid aerei contro il Paese.
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Due civili israeliani hanno attraversato il confine con la Siria dal Monte Hermon oggi. L’Idf comunica di averli ricondotti in territorio israeliano e consegnati alla polizia per ulteriori accertamenti. ”L’Idf condanna fermamente tali episodi, che costituiscono un reato penale, e un ulteriore problema che disturba l’attività operativa dei soldati nella zona, mettendoli in pericolo”, ha affermato il portavoce dell’Idf in una nota. La ripetuta violazione è rivendicata da un gruppo di israeliani che si definiscono ‘I pionieri di Bashan’ (nome biblico che fa riferimento all’area) che chiede l’istituzione di insediamenti nella nuova zona cuscinetto stabilita dall’Idf oltre le Alture del Golan dal dicembre 2024, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. Secondo quanto riportato dalla radio militare Galei Tzahal, più di 150 israeliani, nella maggior parte dei casi minonenni, hanno attraversato il confine negli ultimi mesi in 17 episodi distinti e, al momento, solamente in 3 casi è in corso di valutazione l’incriminazione da parte delle autorità israeliane, creando una tensione tra l’Idf e la polizia.
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Il porto di Damietta, nel nord dell’Egitto, ha fatto sapere che le operazioni nello scalo proseguono, nonostante ieri sia stato preso di mira da droni iraniani che hanno provocato un incendio, danneggiando due navi. \”L’Autorità Portuale di Damietta conferma la piena operatività del porto, con arrivi e partenze regolari di navi da tutti i terminal e le banchine, nonché con le continue operazioni di carico, scarico e movimentazione merci di ogni tipo\”, si legge in un comunicato.
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”Ci sono tre opzioni per il presidente Trump: riuscire a portare a termine l’accordo con l’Iran, continuare il blocco navale, o intraprendere azioni militari. Qualsiasi cosa porti alla fine del programma nucleare iraniano è ciò che vogliamo, è il nostro obiettivo comune, ne abbiamo parlato”. Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in un’intervista all’emittente americana ABC News, insistendo di non aver cercato di persuadere Trump a riprendere gli attacchi contro l’Iran durante l’ultimo incontro allo Studio Ovale. ”Questa interpretazione è una caricatura. Abbiamo esaminato le tre opzioni, ma è una sua decisione”, ha affermato. ”Sono scettico rispetto al modus operandi iraniano. Ma se con sufficiente pressione economica e diplomatica, l’Iran può arrivare ad accettare un accordo, allora bene, proviamoci”, ha aggiunto Netanyahu. Rispondendo a una domanda sugli equilibri di potere con Trump, Netanyahu ha detto che ”negli Usa dicono che Trump fa tutto quello che gli dico io, in Israele che io faccio tutto quello che Trump dice a me, ma la verità è che siamo alleati. Lui è il ‘senior partner’, io il ‘junior partner”’. Netanyhau ha inoltre affermato che i report secondo cui avrebbe indotto in errore Trump rispetto ai risultati della guerra congiunta del 28 febbraio ”sono errati. Rispetto alla caduta del regime iraniano, ho detto che avremmo potuto creare le condizioni per indebolirlo, ma è nelle mani della popolazione dell’Iran prendere in mano il proprio destino. Oggi l’Iran è più debole che mai rispetto al passato e penso che il regime alla fine cadrà”. Interrogato sulla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, Netanyahu ha affermato che ”pensavo che avrebbe potuto farlo, ma che avrebbero dovuto valutarne le conseguenze: quando questa guerra sarà finita, non credo che lo Stretto si rivelerà una leva così potente, perché si stanno definendo già rotte alternative”. Alla domanda se sostiene uno Stato palestinese, Netanyahu ha risposto ”no. A Gaza c’è stato de facto uno Stato palestinese, e l’hanno utilizzato per attaccarci con un massacro orribile. Hamas dice apertamente che vuole ammazzare ogni ebreo, l’Autorità Palestinese afferma che mira alla dissoluzione dello Stato d’Israele. Vogliamo la pace con i palestinesi, ma non a scapito della nostra sopravvivenza, sarebbe un suicidio nazionale”.
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Tre palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti uccisi e altri feriti in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza durante la notte e nelle prime ore di stamane. Lo hanno riferito fonti palestinesi, rilanciate da Haaretz. A Gaza City, dieci persone sarebbero rimaste ferite in un attacco di droni contro un appartamento vicino alla scuola Al-Ma’muniya. Due abitazioni nel campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City, sarebbero state colpite e completamente distrutte.\nAnche un piano di un edificio di fronte all’Ospedale Battista, nel centro di Gaza City, sarebbe stato preso di mira. Sempre secondo fonti palestinesi, un bambino identificato come Zaid Mohammed Nofal è rimasto ucciso e altre persone sono rimaste ferite in un attacco contro un appartamento di fronte al municipio di Al-Bureij, nel centro di Gaza. A Khan Yunis, due persone sono rimaste uccise e tre ferite, una delle quali gravemente, in un attacco contro la tenda della famiglia Al-Balaawi. Le vittime sono state identificate come Rital Abdullah, di 8 anni, e Abdullah Al-Balaawi, di 20 anni. Al Jazeera ha riportato che un drone ha colpito una persona che si trovava in bicicletta in via Al Jala, sempre a Gaza City.
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\”Dopo la fine di questa guerra, non credo che lo Stretto di Taiwan rappresentera’ piu’ una leva cosi’ potente, perché i gasdotti verranno spostati dallo Stretto al Mar Rosso, e da li’ verso\nIsraele e il Mediterraneo\”. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un’intervista ad Abc News durante la sua visita negli Usa. \”Possiamo sbloccare questo punto nevralgico, e lo faremo\”, ha assicurato.
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Un attacco iraniano ha colpito un edificio di una società cinese nel nord del Kuwait e un lavoratore è rimasto ucciso. Lo ha riferito l’esercito kuwaitiano.
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Teheran è responsabile dell’attacco con droni che ieri ha colpito una petroliera di proprieta’ statunitense in Egitto. Lo afferma il New York Times che cita due fonti iraniane che lasciano fortemente intendere che il primo attacco a coinvolgere l’Egitto nel\nconflitto sia stato \”progettato per dimostrare che il trasporto marittimo globale e le forniture energetiche potrebbero essere ulteriormente compromesse se l’Iran decidesse di intensificare le ostilita’\”. Le fonti non hanno tuttavia specificato se l’attacco sia stato sferrato dall’Iran o da gruppi terroristici affiliati. L’Egitto da parte sua, si è limitato a confermare al Times of Israel che l’attacco è stato compiuto con un drone e che ha innescato un incendio su due navi nel porto di Damietta. Il governo del Cairo non ha tuttavia attribuito alcuna responsabilità e ha annunciato di voler adottare le misure necessarie per tutelare gli interessi e la sicurezza nazionale.
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Il ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato che un operaio è rimasto ucciso in un attacco iraniano contro un edificio di proprietà di un’azienda cinese nel nord del Paese. Lo scrive Al Jazeera. Il Generale Saud Abdulaziz Al-Otaibi ha dichiarato che l’attacco ha causato ingenti danni materiali all’edificio e che le autorità hanno avviato le misure necessarie per far fronte all’incidente.
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\”Il Pakistan ribadisce che il dialogo e la diplomazia rimangono l’unica via percorribile. Accogliamo con favore ogni sforzo volto a sostenere la cessazione delle ostilità e a riprendere il dialogo tra Iran e Stati Uniti\”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri pachistano. Il Pakistan negli ultimi tempi ha rafforzato le proprie relazioni con la Casa Bianca e ha fatto da mediatore nel conflitto tra Usa e Iran
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”Lunedì l’Idf ha effettuato un attacco nel sud della Striscia di Gaza eliminando Ahmad Hisham Mahmoud Louh, l’ultimo comandante di una cellula di cecchini del Battaglione Nuseirat di Hamas”. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota, aggiungendo che, in un altro raid, sempre lunedì, le forze israeliane hanno colpito anche nel nord della Striscia, uccidendo Mahmoud Ali Mahmoud Taroush, comandante di plotone dell’ala militare di Hamas, che si era infiltrato in territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre 2023.
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Il Pakistan ha confermato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran sono \”in corso\” nonostante l’intensificarsi degli scontri nella regione. \”I negoziati tra le parti sono in corso, in particolare sullo Stretto di Hormuz e per la de-escalation\”, ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.
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Le forze israeliane hanno ucciso tre persone in diversi attacchi contro Gaza durante la notte e delle tre vittime, due erano bambini. Lo scrive Al Jazeera. Un attacco ha preso di mira una tenda che ospitava sfollati nella zona di Al Mawasi, nel sud di Khan Younis, uccidendo due persone, tra cui un bambino di otto anni. Un altro attacco contro un appartamento nella Gaza centrale ha ucciso un secondo bambino e ferito diverse altre persone. Attacchi di droni israeliani hanno poi colpito anche un appartamento nella Gaza occidentale, ferendo altre 10 persone, la maggior parte delle quali bambini. I feriti sono stati trasportati al complesso medico di al-Shifa.
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I pasdaran hanno dichiarato di aver preso di mira due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz con il supporto degli Stati Uniti. Entrambe sono state \”costrette a tornare indietro dopo che una di esse ha preso fuoco\”. \”Ieri sera, due petroliere, incoraggiate da aerei americani, hanno tentato di attraversare\nlo Stretto di Hormuz attraverso la pericolosa rotta meridionale\”, hanno affermato i Guardiani della rivoluzione in un comunicato \”Dopo che un grave incendio è divampato su una delle due, entrambe le navi sono tornate immediatamente indietro\”. I pasdaran hanno ribadito che lo Stretto è \”il nostro territorio\” e \”non può essere riaperto finché continueranno l’eccessiva retorica e le minacce dei funzionari americani e la loro interferenza nei movimenti marittimi nella regione\”.
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Le guardie della rivoluzione islamica iraniane hanno promesso una \”dura risposta\” contro gli Stati ritenuti responsabili di avere assistito gli Usa negli attacchi contro l’Iran. \”I Paesi che si rendono responsabili di aver aiutato l’aggressore riceveranno una dura risposta se non correggeranno il loro comportamento\”, si legge in una dichiarazione dei pasdaran, riporta dall’agenzia Fars. \”Ieri sera, due petroliere, istigate da droni americani, hanno tentato di uscire dalla pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato in una di esse, entrambe le navi sono tornate rapidamente indietro\”, aggiunge il comunicato, senza aggiungere altri dettagli.
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Una serie di potenti esplosioni hanno scosso diversi villaggi nel Libano meridionale durante la notte, con le deflagrazioni udite fino alla città costiera di Tiro. Lo scrive l’Agenzia nazionale di stampa libanese Nna e lo riferisce Al Jazeera. Le forze israeliane hanno fatto demolizioni controllate nelle città di al-Mansouri, Majdal Zoun e Mazraat Buyut al-Siyad dalla mezzanotte all’alba di oggi. Le operazioni sono state accompagnate da intensi bombardamenti di mitragliatrice diretti verso le valli di Wadi al-Hujeir e Wadi al-Salouqi, secondo quanto riportato dalla Nna. Non ci sono notizie immediate di vittime né dettagli sull’entità dei danni.
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Benjamin Netanyahu ha affermato che Donald Trump ha il pieno controllo della guerra con l’Iran, rivelando che i due leader hanno discusso delle opzioni per risolvere il conflitto durante il loro incontro a Washington. In un’intervista ad Abc News, il primo ministro israeliano ha respinto le accuse di aver spinto il presidente degli Stati Uniti a intervenire nella guerra contro l’Iran, negando inoltre di aver convinto Trump a lanciare una nuova ondata di attacchi dopo il loro incontro di martedì. \”No, nessuno dice al presidente Trump cosa fare\”, ha affermato Netanyahu. Nell’intervista, il primo ministro ha ribadito di ritenere Trump guida della partnership tra Stati Uniti e Israele, definendo il presidente il \”partner senior\” e se stesso il \”partner junior\”.
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\”Sono il primo ministro di Israele e, quando devo difendere gli interessi e la sicurezza del mio Paese, lo faccio\”, ha dichiarato Netanyahu. \”Ma lo faccio sempre con la piena consapevolezza del ruolo che gli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, che assieme a noi hanno unito le forze contro il nostro nemico comune che vuole distruggerci\”. Sebbene l’incontro tra Trump e Netanyahu si sia svolto a porte chiuse, Netanyahu ha affermato di aver discusso con Trump di come porre fine alla guerra con l’Iran. Tra gli argomenti trattati, figuravano le possibilità di negoziare con i funzionari iraniani, il blocco dello Stretto di Hormuz e l’eventuale necessità di un’azione militare più incisiva.
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L’agenzia iraniana Fars ha annunciato che tre persone appartenenti alla stessa famiglia sono rimaste uccise e altre due ferite nei raid statunitensi sull’isola di Qeshm, nel sud del Paese. \”Un attacco americano contro un’abitazione nel quartiere di Chah Tangu, a Qeshm, ha ucciso tre membri della stessa famiglia: il padre, la madre e il figlio di 2 anni\”, ha scritto Fars su Telegram, citando l’Università di scienze mediche di Hormozgan. \”Altri due bambini, di 7 e 9 anni, sono rimasti feriti durante l’attacco e trasferiti in ospedale\”, ha aggiunto l’agenzia.
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I media statali iraniani hanno dato notizia oggi di attacchi sull’isola di Qeshm e sulla città meridionale di Abadan, in seguito all’annuncio da parte dell’esercito statunitense di nuovi raid aerei contro il Paese. Secondo l’agenzia di stampa Irna, che cita un funzionario della provincia meridionale di Hormozgan, \”le squadre di soccorso stanno cercando due persone intrappolate sotto le macerie\” di un’abitazione sull’isola di Qeshm
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Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una \”serie di duri\” attacchi contro l’Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L’esercito statunitense ha \”colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. Questi attacchi sono stati progettati per ridurre ulteriormente le minacce che l’Iran e i suoi alleati rappresentano per le forze statunitensi, la navigazione commerciale e gli stati vicini del Golfo\”, ha scritto il Centcom in una dichiarazione su X.
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Nuova ondata di raid Usa questa notte contro l’Iran, dopo “i tentati attacchi” di Teheran “contro le basi americane in Medio Oriente”. Presentato a Trump un piano in 2 settimane per intensificare i bombardamenti e ridurre le capacità missilistiche iraniane. Ieri l’Arabia Saudita si è unita alle azioni militari Usa sull’Iraq.
Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una “serie di duri” attacchi contro l’Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L’esercito statunitense ha “colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. I media statali iraniani hanno dato notizia oggi di attacchi sull’isola di Qeshm e sulla città meridionale di Abadan, in seguito all’annuncio da parte dell’esercito statunitense di nuovi raid aerei contro il Paese.
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21 minuti fa
Idf: “Due israeliani fermati dopo aver attraversato il confine con la Siria”
Due civili israeliani hanno attraversato il confine con la Siria dal Monte Hermon oggi. L’Idf comunica di averli ricondotti in territorio israeliano e consegnati alla polizia per ulteriori accertamenti. ”L’Idf condanna fermamente tali episodi, che costituiscono un reato penale, e un ulteriore problema che disturba l’attività operativa dei soldati nella zona, mettendoli in pericolo”, ha affermato il portavoce dell’Idf in una nota. La ripetuta violazione è rivendicata da un gruppo di israeliani che si definiscono ‘I pionieri di Bashan’ (nome biblico che fa riferimento all’area) che chiede l’istituzione di insediamenti nella nuova zona cuscinetto stabilita dall’Idf oltre le Alture del Golan dal dicembre 2024, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. Secondo quanto riportato dalla radio militare Galei Tzahal, più di 150 israeliani, nella maggior parte dei casi minonenni, hanno attraversato il confine negli ultimi mesi in 17 episodi distinti e, al momento, solamente in 3 casi è in corso di valutazione l’incriminazione da parte delle autorità israeliane, creando una tensione tra l’Idf e la polizia.
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10:49
Porto Damietta: “Piena operatività nonostante raid droni”
Il porto di Damietta, nel nord dell’Egitto, ha fatto sapere che le operazioni nello scalo proseguono, nonostante ieri sia stato preso di mira da droni iraniani che hanno provocato un incendio, danneggiando due navi. “L’Autorità Portuale di Damietta conferma la piena operatività del porto, con arrivi e partenze regolari di navi da tutti i terminal e le banchine, nonché con le continue operazioni di carico, scarico e movimentazione merci di ogni tipo”, si legge in un comunicato.
10:40
Netanyahu a Abc: “Con Trump allineati sull’Iran, decide lui”
”Ci sono tre opzioni per il presidente Trump: riuscire a portare a termine l’accordo con l’Iran, continuare il blocco navale, o intraprendere azioni militari. Qualsiasi cosa porti alla fine del programma nucleare iraniano è ciò che vogliamo, è il nostro obiettivo comune, ne abbiamo parlato”. Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in un’intervista all’emittente americana ABC News, insistendo di non aver cercato di persuadere Trump a riprendere gli attacchi contro l’Iran durante l’ultimo incontro allo Studio Ovale. ”Questa interpretazione è una caricatura. Abbiamo esaminato le tre opzioni, ma è una sua decisione”, ha affermato. ”Sono scettico rispetto al modus operandi iraniano. Ma se con sufficiente pressione economica e diplomatica, l’Iran può arrivare ad accettare un accordo, allora bene, proviamoci”, ha aggiunto Netanyahu. Rispondendo a una domanda sugli equilibri di potere con Trump, Netanyahu ha detto che ”negli Usa dicono che Trump fa tutto quello che gli dico io, in Israele che io faccio tutto quello che Trump dice a me, ma la verità è che siamo alleati. Lui è il ‘senior partner’, io il ‘junior partner”’. Netanyhau ha inoltre affermato che i report secondo cui avrebbe indotto in errore Trump rispetto ai risultati della guerra congiunta del 28 febbraio ”sono errati. Rispetto alla caduta del regime iraniano, ho detto che avremmo potuto creare le condizioni per indebolirlo, ma è nelle mani della popolazione dell’Iran prendere in mano il proprio destino. Oggi l’Iran è più debole che mai rispetto al passato e penso che il regime alla fine cadrà”. Interrogato sulla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, Netanyahu ha affermato che ”pensavo che avrebbe potuto farlo, ma che avrebbero dovuto valutarne le conseguenze: quando questa guerra sarà finita, non credo che lo Stretto si rivelerà una leva così potente, perché si stanno definendo già rotte alternative”. Alla domanda se sostiene uno Stato palestinese, Netanyahu ha risposto ”no. A Gaza c’è stato de facto uno Stato palestinese, e l’hanno utilizzato per attaccarci con un massacro orribile. Hamas dice apertamente che vuole ammazzare ogni ebreo, l’Autorità Palestinese afferma che mira alla dissoluzione dello Stato d’Israele. Vogliamo la pace con i palestinesi, ma non a scapito della nostra sopravvivenza, sarebbe un suicidio nazionale”.
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10:39
Media, raid Idf a Gaza: “Almeno 3 morti di cui due bambini”
Tre palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti uccisi e altri feriti in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza durante la notte e nelle prime ore di stamane. Lo hanno riferito fonti palestinesi, rilanciate da Haaretz. A Gaza City, dieci persone sarebbero rimaste ferite in un attacco di droni contro un appartamento vicino alla scuola Al-Ma’muniya. Due abitazioni nel campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City, sarebbero state colpite e completamente distrutte.
Anche un piano di un edificio di fronte all’Ospedale Battista, nel centro di Gaza City, sarebbe stato preso di mira. Sempre secondo fonti palestinesi, un bambino identificato come Zaid Mohammed Nofal è rimasto ucciso e altre persone sono rimaste ferite in un attacco contro un appartamento di fronte al municipio di Al-Bureij, nel centro di Gaza. A Khan Yunis, due persone sono rimaste uccise e tre ferite, una delle quali gravemente, in un attacco contro la tenda della famiglia Al-Balaawi. Le vittime sono state identificate come Rital Abdullah, di 8 anni, e Abdullah Al-Balaawi, di 20 anni. Al Jazeera ha riportato che un drone ha colpito una persona che si trovava in bicicletta in via Al Jala, sempre a Gaza City.
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10:07
Netanyahu: “Dopo guerra Hormuz non sarà più leva in mano Iran”
“Dopo la fine di questa guerra, non credo che lo Stretto di Taiwan rappresentera’ piu’ una leva cosi’ potente, perché i gasdotti verranno spostati dallo Stretto al Mar Rosso, e da li’ verso
Israele e il Mediterraneo”. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un’intervista ad Abc News durante la sua visita negli Usa. “Possiamo sbloccare questo punto nevralgico, e lo faremo”, ha assicurato.
09:46
Kuwait: “Missile ha colpito azienda cinese, 1 morto”
Un attacco iraniano ha colpito un edificio di una società cinese nel nord del Kuwait e un lavoratore è rimasto ucciso. Lo ha riferito l’esercito kuwaitiano.
09:42
Media: “Attacco a Egitto per dimostrare capacità offensiva”
Teheran è responsabile dell’attacco con droni che ieri ha colpito una petroliera di proprieta’ statunitense in Egitto. Lo afferma il New York Times che cita due fonti iraniane che lasciano fortemente intendere che il primo attacco a coinvolgere l’Egitto nel
conflitto sia stato “progettato per dimostrare che il trasporto marittimo globale e le forniture energetiche potrebbero essere ulteriormente compromesse se l’Iran decidesse di intensificare le ostilita’”. Le fonti non hanno tuttavia specificato se l’attacco sia stato sferrato dall’Iran o da gruppi terroristici affiliati. L’Egitto da parte sua, si è limitato a confermare al Times of Israel che l’attacco è stato compiuto con un drone e che ha innescato un incendio su due navi nel porto di Damietta. Il governo del Cairo non ha tuttavia attribuito alcuna responsabilità e ha annunciato di voler adottare le misure necessarie per tutelare gli interessi e la sicurezza nazionale.
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09:39
Kuwait: “Una vittima in un attacco iraniano nel nord del Paese”
Il ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato che un operaio è rimasto ucciso in un attacco iraniano contro un edificio di proprietà di un’azienda cinese nel nord del Paese. Lo scrive Al Jazeera. Il Generale Saud Abdulaziz Al-Otaibi ha dichiarato che l’attacco ha causato ingenti danni materiali all’edificio e che le autorità hanno avviato le misure necessarie per far fronte all’incidente.
09:37
Pakistan: “In corso negoziati per favorire de-escalation Usa-Iran”
“Il Pakistan ribadisce che il dialogo e la diplomazia rimangono l’unica via percorribile. Accogliamo con favore ogni sforzo volto a sostenere la cessazione delle ostilità e a riprendere il dialogo tra Iran e Stati Uniti”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri pachistano. Il Pakistan negli ultimi tempi ha rafforzato le proprie relazioni con la Casa Bianca e ha fatto da mediatore nel conflitto tra Usa e Iran
09:36
Idf: “Lunedì uccisi nella Striscia di Gaza due terroristi di Hamas”
”Lunedì l’Idf ha effettuato un attacco nel sud della Striscia di Gaza eliminando Ahmad Hisham Mahmoud Louh, l’ultimo comandante di una cellula di cecchini del Battaglione Nuseirat di Hamas”. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota, aggiungendo che, in un altro raid, sempre lunedì, le forze israeliane hanno colpito anche nel nord della Striscia, uccidendo Mahmoud Ali Mahmoud Taroush, comandante di plotone dell’ala militare di Hamas, che si era infiltrato in territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre 2023.
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09:16
Pakistan: “Nonostante scontri i negoziati sono in corso”
Il Pakistan ha confermato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran sono “in corso” nonostante l’intensificarsi degli scontri nella regione. “I negoziati tra le parti sono in corso, in particolare sullo Stretto di Hormuz e per la de-escalation”, ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.
08:29
Media: “Tre morti in attacchi israeliani a Gaza, due sono bambini”
Le forze israeliane hanno ucciso tre persone in diversi attacchi contro Gaza durante la notte e delle tre vittime, due erano bambini. Lo scrive Al Jazeera. Un attacco ha preso di mira una tenda che ospitava sfollati nella zona di Al Mawasi, nel sud di Khan Younis, uccidendo due persone, tra cui un bambino di otto anni. Un altro attacco contro un appartamento nella Gaza centrale ha ucciso un secondo bambino e ferito diverse altre persone. Attacchi di droni israeliani hanno poi colpito anche un appartamento nella Gaza occidentale, ferendo altre 10 persone, la maggior parte delle quali bambini. I feriti sono stati trasportati al complesso medico di al-Shifa.
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08:20
Pasdaran: “Colpite due petroliere che forzavano Hormuz”
I pasdaran hanno dichiarato di aver preso di mira due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz con il supporto degli Stati Uniti. Entrambe sono state “costrette a tornare indietro dopo che una di esse ha preso fuoco”. “Ieri sera, due petroliere, incoraggiate da aerei americani, hanno tentato di attraversare
lo Stretto di Hormuz attraverso la pericolosa rotta meridionale”, hanno affermato i Guardiani della rivoluzione in un comunicato “Dopo che un grave incendio è divampato su una delle due, entrambe le navi sono tornate immediatamente indietro”. I pasdaran hanno ribadito che lo Stretto è “il nostro territorio” e “non può essere riaperto finché continueranno l’eccessiva retorica e le minacce dei funzionari americani e la loro interferenza nei movimenti marittimi nella regione”.
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08:16
Pasdaran: “Dura risposta contro i Paesi che aiutano gli Usa ad attaccarci”
Le guardie della rivoluzione islamica iraniane hanno promesso una “dura risposta” contro gli Stati ritenuti responsabili di avere assistito gli Usa negli attacchi contro l’Iran. “I Paesi che si rendono responsabili di aver aiutato l’aggressore riceveranno una dura risposta se non correggeranno il loro comportamento”, si legge in una dichiarazione dei pasdaran, riporta dall’agenzia Fars. “Ieri sera, due petroliere, istigate da droni americani, hanno tentato di uscire dalla pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato in una di esse, entrambe le navi sono tornate rapidamente indietro”, aggiunge il comunicato, senza aggiungere altri dettagli.
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07:50
Media: esplosioni scuotono diversi villaggi nel sud del Libano
Una serie di potenti esplosioni hanno scosso diversi villaggi nel Libano meridionale durante la notte, con le deflagrazioni udite fino alla città costiera di Tiro. Lo scrive l’Agenzia nazionale di stampa libanese Nna e lo riferisce Al Jazeera. Le forze israeliane hanno fatto demolizioni controllate nelle città di al-Mansouri, Majdal Zoun e Mazraat Buyut al-Siyad dalla mezzanotte all’alba di oggi. Le operazioni sono state accompagnate da intensi bombardamenti di mitragliatrice diretti verso le valli di Wadi al-Hujeir e Wadi al-Salouqi, secondo quanto riportato dalla Nna. Non ci sono notizie immediate di vittime né dettagli sull’entità dei danni.
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07:30
Netanyahu: “Trump ha pieno controllo guerra, nessuna influenza da Israele”
Benjamin Netanyahu ha affermato che Donald Trump ha il pieno controllo della guerra con l’Iran, rivelando che i due leader hanno discusso delle opzioni per risolvere il conflitto durante il loro incontro a Washington. In un’intervista ad Abc News, il primo ministro israeliano ha respinto le accuse di aver spinto il presidente degli Stati Uniti a intervenire nella guerra contro l’Iran, negando inoltre di aver convinto Trump a lanciare una nuova ondata di attacchi dopo il loro incontro di martedì. “No, nessuno dice al presidente Trump cosa fare”, ha affermato Netanyahu. Nell’intervista, il primo ministro ha ribadito di ritenere Trump guida della partnership tra Stati Uniti e Israele, definendo il presidente il “partner senior” e se stesso il “partner junior”.
“Sono il primo ministro di Israele e, quando devo difendere gli interessi e la sicurezza del mio Paese, lo faccio”, ha dichiarato Netanyahu. “Ma lo faccio sempre con la piena consapevolezza del ruolo che gli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, che assieme a noi hanno unito le forze contro il nostro nemico comune che vuole distruggerci”. Sebbene l’incontro tra Trump e Netanyahu si sia svolto a porte chiuse, Netanyahu ha affermato di aver discusso con Trump di come porre fine alla guerra con l’Iran. Tra gli argomenti trattati, figuravano le possibilità di negoziare con i funzionari iraniani, il blocco dello Stretto di Hormuz e l’eventuale necessità di un’azione militare più incisiva.
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07:03
Iran, media: tre vittime in bombardamenti americani
L’agenzia iraniana Fars ha annunciato che tre persone appartenenti alla stessa famiglia sono rimaste uccise e altre due ferite nei raid statunitensi sull’isola di Qeshm, nel sud del Paese. “Un attacco americano contro un’abitazione nel quartiere di Chah Tangu, a Qeshm, ha ucciso tre membri della stessa famiglia: il padre, la madre e il figlio di 2 anni”, ha scritto Fars su Telegram, citando l’Università di scienze mediche di Hormozgan. “Altri due bambini, di 7 e 9 anni, sono rimasti feriti durante l’attacco e trasferiti in ospedale”, ha aggiunto l’agenzia.
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06:54
Media iraniani: raid Usa hanno colpito l’isola di Qeshm e la città di Abadan
I media statali iraniani hanno dato notizia oggi di attacchi sull’isola di Qeshm e sulla città meridionale di Abadan, in seguito all’annuncio da parte dell’esercito statunitense di nuovi raid aerei contro il Paese. Secondo l’agenzia di stampa Irna, che cita un funzionario della provincia meridionale di Hormozgan, “le squadre di soccorso stanno cercando due persone intrappolate sotto le macerie” di un’abitazione sull’isola di Qeshm
06:53
Usa, terminata una serie di duri attacchi contro l’Iran
Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una “serie di duri” attacchi contro l’Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L’esercito statunitense ha “colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. Questi attacchi sono stati progettati per ridurre ulteriormente le minacce che l’Iran e i suoi alleati rappresentano per le forze statunitensi, la navigazione commerciale e gli stati vicini del Golfo”, ha scritto il Centcom in una dichiarazione su X.
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