Al primo spettacolo disponibile nel multisala di una piccola città, Spider-Man: Brand New Day è stato celebrato come un evento cinematografico. La quantità di spettatori era quella delle grandi aperture. Di solito a servire i pop-corn c’è una sola persona, che si divide tra i pop-corn e la cassa dove si acquistano i biglietti. Mercoledì dietro al bancone erano in tre: bisognava smaltire una lunga fila prima che il film cominciasse. Tra il pubblico camminava uno Spider-Man in carne ed ossa. Alcune maschere del tessiragnatele erano state applicate sui volti dei Lestrigoni, raffigurati nel cartonato di Odissea: come risultato, cinque Spider-Man in armatura sormontavano minacciosamente il povero Ulisse di Matt Damon. La sala era piena fino all’ultimo posto, quello centrale sotto lo schermo da dove non si sa cosa si capisce. Quasi nessuno ha controllato il telefono, diversi hanno applaudito durante le scene più emozionanti e tutti hanno battuto le mani alla fine della proiezione. Spider-Man: Brand New Day sembrava coltivare questo legame, parlare continuamente con gli spettatori. Nella scena iniziale, la voce fuori campo di Peter Parker chiede un atto di fiducia (“se mentissi sicuramente te ne accorgeresti”), alludendo a una lunga consuetudine, a un tipo profondo di conoscenza. Notizia di queste ore: in Italia, A Brand New Day ha avuto il miglior primo giorno di programmazione di sempre per un film dedicato ai supereroi, fatta eccezione per Avengers: Endgame, il secondo incasso della storia del cinema. Come lo deludi un pubblico così?

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Sony Pictures

Come a volte succede con i cinecomic Marvel, c’era un alone di mistero su alcune svolte della trama. In questo caso non si conosceva quale personaggio interpretasse Sadie Sink (Stranger Things). Tornano invece Tom Holland e Zendaya nei panni di Peter Parker/l’Uomo Ragno e Michelle Jones-Watson (non Mary Jane!), la sua ex fidanzata. Nel precedente film su Spider-Man, il terzo con protagonista Holland, Parker accettava di essere dimenticato da tutti, M.J. compresa, pur di salvare il multiverso. In Brand New Day lo ritroviamo workaholic, zero per cento Peter e cento per cento Uomo Ragno: l’unica cosa che fa, dalla mattina alla sera, è combattere supercriminali, migliorare il suo equipaggiamento e guardare le dirette su Instagram dell’amico Ned Leeds (Jacob Batalon) in cui ogni tanto fa capolino M.J. Picchiare superumani scarsi è diventata una specie di routine, ma le cose iniziano a farsi più complicate dopo una serie di misteriosi attacchi al Department of Damage Control, che svolge ricerche sui supercattivi e sui loro poteri. Mentre Spider-Man cerca di proteggere il DODC, deve tenere a bada sia il “buono” Frank Castle/Punisher (Jon Bernthal), che in azione non conosce mezze misure, sia un nuovo stadio della mutazione ragnesca, che lo fa entrare in uno stato di furia cieca, rendendolo pericoloso anche per i suoi alleati.

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Anche in Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton, i difetti dei cinecomics sono tutti lì in bella vista. Oltre a Punisher, nel film compaiono anche Yelena Belova/Vedova Nera (Florence Pugh) e Bruce Banner/Hulk (Mark Ruffalo). Si tratta di crossover forzati, che potrebbero essere tranquillamente espunti senza stravolgere la sceneggiatura, ma semplicemente trovando un altro modo di far arrivare il protagonista da un punto A a un punto B, o eliminando uno scontro. Lo scopo è comunque coltivare una “aria di famiglia” tra i film Marvel, incoraggiando lo spettatore a guardarli tutti fino un punto di svolta della cosiddetta fase sei, cioè Avengers: Doomsday. Il ritorno dei Vendicatori, al cinema a dicembre, farà riferimento ai film usciti in sala, ai lungometraggi televisivi e alle serie TV della sesta fase del Marvel Cinematic Universe. Tra i film c’è anche Spider-Man: Brand New Day, che è una tappa nel duplice percorso dei capitoli dedicati al tessiragnatele e dello sviluppo generale dell’MCU.

Ci sono alcuni buchi di sceneggiatura, debolezze strutturali e di organizzazione delle informazioni dei quali è impossibile rendere conto evitando allo stesso tempo di fare spoiler. Basti dire che può capitare di interrogarsi su come siano state possibili alcune svolte della storia o di non aver chiare le motivazioni dei personaggi. In qualche occasione, la risposta viene data più avanti, ma nel frattempo il pubblico è rimasto interdetto. Un altro problema è che il film prende esattamente le direzioni che ti aspetti: alcuni personaggi puzzano di tradimento dal primo fotogramma, altri non saranno mai davvero in pericolo, perché il loro peso economico nel franchise è troppo grosso, o perché dovranno tornare in uno dei film successivi. Dopo un colpo di scena che non anticipiamo, è subito chiaro che in Brand New Day non ci sarà un vero cattivo.

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Nonostante i difetti, è una macchina che funziona da sola: grazie allo star power di Holland e Zendaya, alle storie intrecciate con cui molti sono cresciuti (i genitori) e altri stanno crescendo (i loro figli), al carisma del singolo supereroe forse più amato insieme a Batman. Per il resto aggiunge un ingrediente che va dritto al cuore del cinema di intrattenimento.

Brand New Day, un legame speciale con il pubblico

In questo film Spider-Man è il ragazzo della porta accanto. In una scena sorprende i suoi amici e resta a chiacchierare con loro come in una pigra serata in cui non c’è niente di meglio da fare. Il messaggio è chiaro: l’Uomo Ragno di Tom Holland te lo puoi trovare a cena quando meno te lo aspetti. Il fatto che abbia salvato ripetutamente New York non lo ha reso fico e irraggiungibile, uno che se ne sta in passerella e incontra solamente i famosi come lui. Non molti conoscono la sua identità segreta, noi sì. Sotto la maschera, Peter ha le stesse insicurezze di tutti e Holland è perfetto per veicolare questa fragilità molto umana con un grande potenziale di immedesimazione.

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Brand New Day è un film di respiro più contenuto e tagliato sui drammi esistenziali del personaggio, ma soprattutto è un film che ribalta la funzione protettrice di Spider-Man proprio a partire dal legame speciale che ha costruito con il pubblico: stavolta Peter Parker, che si toglie la maschera più facilmente, non è soltanto la persona che ci salva ma anche quella da salvare. Come se fosse una squadra di calcio, uno sportivo che gioca e vince, una specie di Totti ma per New York, regge la bandiera ma allo stesso tempo necessita del supporto dei newyorkesi, di una curva che fa il tifo per lui. Se ce la fa, è anche grazie a chi sta seduto nelle poltroncine e lo applaude, lo incoraggia, lo spinge ad andare avanti. Brand New Day non sarà un film perfetto, ma uno che ha capito i bisogni del pubblico, a cui fa fare un salto ulteriore: lo chiama in causa, trasforma gli spettatori in un aiutante morale del protagonista, in altre parole un amico che sceglie di restituire il favore.

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Headshot of Giuseppe Giordano

Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).