“Non lo avrei immaginato nemmeno nei miei sogni più grandi”, ha commentato Giulia, che arriva dal club blaugrana (ma era in prestito alla Roma)

Partiamo dalle cifre, perché vanno ponderate. Nel calcio femminile, 500mila euro per il trasferimento di una giocatrice italiana sono tanti soldi. E non ha senso il confronto con gli uomini, dove per quell’ammontare si muovono calciatori di Serie B e C. Se il Chelsea ha messo una somma simile sul tavolo per prendersi Giulia Dragoni, a 19 anni, evidentemente la ritiene in grado di diventare a stretto giro una delle migliori in Europa nel suo ruolo. Certo, va anche sottolineato che il Barcellona ha deciso di cederla dopo le ultime due stagioni in cui l’ha lasciata in prestito alla Roma. Di certo il cartellino non è stato regalato, ma allo stesso tempo il club blaugrana di certo non ha creduto fino in fondo nel talento strappato all’Inter nel 2023. Quando divenne la prima giocatrice straniera a mettere piede alla Masia. Dinamiche tecniche e di mercato che ci possono stare. In un’analisi complessiva, va detto che Dragoni al Barcellona si è trovata davanti un sostanziale tappo alla sua crescita dovendo guardare dal basso gente da Pallone d’oro (e dintorni) come Alexia Putellas, Aitana Bonmatì e Patri. Allo stesso tempo, saltando da una generazione all’altra, va anche evidenziato che Vicky Lopez (sua coetanea del 2006) partendo nello stesso momento dalla Masia è riuscita a scalare le gerarchie impadronendosi del centrocampo del club e di quello della nazionale spagnola. Ma ogni percorso fa storia a sé.

i sogni di dragoni—  

Nel lasciare il Barcellona – dove una Champions l’ha vinta, ovviamente da comparsa, nel 2024 –, Dragoni approda comunque in un’altra potenza continentale, per quanto con un filo di tradizione in meno. Il Chelsea infatti ha l’ambizione di tornare subito a vincere in Inghilterra e di inserirsi anche in modo stabile tra le grandi del continente, andando a insidiare la diarchia di Barcellona e Lione che hanno sollevato dieci volte la Champions nelle ultime 11 edizioni (unica eccezione, l’Arsenal nel 2025). “Non lo avrei immaginato nemmeno nei miei sogni più grandi”, ha commentato Giulia dopo la firma su un quadriennale di cui non si conoscono le cifre, ma che potrebbe averla resa la calciatrice italiana più pagata al mondo. Anche più delle compagne emigrate negli Stati Uniti. Quello del Chelsea è chiaramente un investimento sul medio-lungo termine, focalizzato su una giocatrice di certo più strutturata di quella su cui scommise il Barcellona. Nelle gerarchie di Sonia Bompastor (la prima donna a vincere la Champions sia sul campo sia in panchina), Dragoni non dovrebbe partire nelle primissime file visto che ha davanti le varie Walsh, Nüsken, Cuthbert, Kaptein e Matsukubo. Allo stesso tempo, però, il Chelsea si è preso la migliore centrocampista dell’ultimo campionato italiano e non può tenerla in soffitta. Specie nell’anno del Mondiale a cui speriamo di approdare. Nella Roma di Rossettini, Dragoni ha contribuito alla conquista di scudetto e Coppa Italia. Cambiando decisamente passo da gennaio in poi, tirata a lucido anche nel fisico dopo essersi messa alle spalle l’infortunio che le ha fatto saltare l’Europeo della scorsa estate. Ovviamente la nostra Serie A non è paragonabile alla Liga F spagnola o alla Women’s Super League inglese, ma otto gol stagionali non sono frutto del caso. Trattenerla ancora una stagione in Italia – soprattutto per motivazioni economiche – non sarebbe stato possibile, così a Trigoria se ne sono fatti una ragione. Consapevoli che stavolta, se Giulia riuscirà a rimanere all’altezza delle stelle, sarà anche perché nelle due stagioni in giallorosso è cresciuta tanto. Diventando atleta donna, per quanto molto giovane. Non più una ragazzina.

60 milioni di fantallenatori, un’unica classifica nazionale: sfida l’Italia intera su Fantacampionato! Oltre 340.000€ di montepremi. Gioca ora!

svolta azzurra—  

Una chiave di lettura interessante su questa operazione di mercato è quella di Katia Serra, ex azzurra e oggi apprezzata commentatrice in Rai, non solo del calcio femminile.  “Per la crescita di Giulia, che conosco da quando era davvero piccola – ci spiega –, penso sia molto utile trasferirsi in Inghilterra più che rimanere al Barcellona. E’ una giocatrice che ha già nel sangue il palleggio e il dominio nel possesso palla tipici del calcio spagnolo, mentre in Inghilterra potrà aggiungere nuove abilità: per come si gioca lì dovrà imparare a essere più svelta nelle scelte e a giocare a una velocità superiore, accettando di più anche il contrasto fisico. L’evoluzione può essere quella di una centrocampista box to box, ma con giocate di qualità”. Un prototipo di giocatrice che fa brillare gli occhi al ct Andrea Soncin, ormai abituato a seguire le sue azzurre in giro per il mondo. Dragoni raggiunge a Londra Linari (difensore delle London City Lionesses, che potrebbe però tornare in Italia), mentre il portiere della Nazionale Laura Giuliani si è trasferita in questa sessione allo Stoccarda (raggiungendo in Bundesliga Caruso del Bayern). Sono quattro invece le “americane” e infatti, proprio in questi giorni, Soncin è volato negli Usa per assistere alle partite di Boattin, Cantore, Di Guglielmo e Girelli. Una trasferta – sono parole del ct – finalizzata a “curare ogni dettaglio in vista dei playoff”. Che a ottobre non dovranno farci paura, con sette potenziali convocate per Brasile 2027 che tengono alto il nome dell’Italia all’estero. E il nostro campionato? Ci aiuta sempre Katia Serra: “A oggi il mercato dei nostri club, a eccezione del Como 1907 con la sua strategia di espansione (è il ramo femminile del Como di Serie A, ndr), mi sembra basato più sul contenimento dei costi che sulla costruzione di squadre per competere ai vertici europei. Giudicare a mercato ancora aperto non rientra nel mio modo di ragionare, ma certamente comprendo perché tante calciatrici valide cercano esperienze alternative”.